Commedia da camera
Recensione di “Commedia da camera”

L’inferno ha avuto molte facce nel corso della letteratura e della storia, e chi lo ha descritto lo ha fatto considerandone alcuni tra i vari aspetti e comunque ponendolo come luogo di pena e di malvagità.
Un disegno esemplare di questo immortale luogo lo abbiamo nell’Inferno di Dante Alighieri, che scaglia,con la sua penna, nel posto più terribile dell’oltretomba i suoi nemici e tutti quelli che hanno condotto una vita scellerata e ingiusta e descrive le punizioni orrende che subiscono eternamente e le “regioni” dove le fiamme e il buio si alternano in climax di lamenti e grida. Oltre a descrivere la geografia del posto si sofferma soprattutto sugli abitanti: i dannati, i demoni e il Nemico, posto nella parte più bassa e gelida, Lucifero.
L’opera del poeta, ancora oggi , desta interrogativi e stupisce per la sua creatività e gli artifici linguistici e retorici ; forse perciò il Sommo Poeta, oltre a essere il pilastro della lingua italiana, è caratterizzato dall' immortalità che artisti di vario genere gli danno attraverso le loro spontanee interpretazioni.
Uno di questi, Luigi Maio, attore di fama internazionale, attraverso la sua arte di saper fondere la recitazione con la sinfonia musicale, coglie l’aspetto demoniaco del poema, adattandolo con ironia ad un pubblico più giovane e mescolando insieme i classici della letteratura e della musica. Lo spettacolo “Commedia da camera” è una reinvenzione del “teatro da camera” e codificazione di quello “sinfonico” che affascina il pubblico, trasportato dalle musiche del Trio Malebranche e dal dialogo incessante e divertente del “Musicattore”, che nel mezzo della rappresentazione usa tutti i mezzi artistici che hanno consacrato l’opera, come, ad esempio, l’arte figurativa, attraverso tavole che lo stesso Maio ha disegnato. Lo spettacolo è nato in occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Franz Liszt (1811-1886) ed è scandito dalle note delle musiche sue e di molti altri suoi “amici”ed è anche una dedica appassionata alla condannata Genova e ai suoi personaggi più famosi, come il "dannato" Paganini. Lo show “infernale” risulta mirabolante ed eccellente, un gioco divertito e didattico sui Gironi Danteschi che ci offre l’attore, sorprendendoci con le sue doti intellettuali e artistiche e svelando che i veri intellettuali sanno ri-leggere “i grandi” perché li sanno ri-sentire, sempre ponendo in primo piano gli scopi didattici che sono tesi ad una interdipendenza tra i campi culturali e artistici che rendono la persona discente migliore e più attiva nell’apprendimento della conoscenza dei nostri tesori letterari più importanti. E’ una buona occasione per andare all’inferno…..
Scritto da Federico Ghiglione
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