29 luglio: Giornata Internazionale della tigre

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Il 29 luglio è una giornata speciale, anche se in pochi lo sanno: infatti, é la giornata internazionale della tigre, un animale dotato di tecniche di caccia molto sofisticate, che purtroppo non sono sufficienti per proteggerlo dal più temibile dei predatori: l'uomo.

Proprio a causa nostra, il numero di esemplari appartenenti a questa specie è in vorticoso declino: all'inizio del 1900 le tigri che abitavano la terra erano circa 100mila, mentre nel 2019 il WWF ne ha contate circa 3890.
Per cercare di arginare questo grave problema nel 2010 si è svolto a San Pietroburgo il Summit tiger durante il quale è stato fissato l’obiettivo Tx2, ovvero raddoppiare il numero delle tigri selvatiche entro il 2022. I primi risultati sono arrivati nel 2016, quando per la prima volta dopo cento anni la popolazione di tigri è tornata ad aumentare passando da 3.200 a 3.890 esemplari. La crescita delle tigri sarebbe dovuta innanzitutto all’intensificarsi degli sforzi di conservazione, grazie anche alle iniziative per mitigare i conflitti tra uomini e felini. Negli ultimi sei anni in Nepal la popolazione delle tigri è aumentata del 19 per cento, mentre il premier indiano Narendra Mohdi ha annunciato i risultati positivi del censimento del 2018 della popolazione indiana di tigre del Bengala. Rispetto al 2014 sono stati contati ben 741 esemplari in più e la popolazione attuale conta 2.967 individui; un successo straordinario se si pensa che nel 2006 erano rimaste nelle foreste dell’India solo 1.411 tigri. Nel 2024 si prevede inoltre di reintrodurre le prime tigri siberiane in Kazakistan, per consentire a questi predatori di riconquistare gli antichi territori.
La giornata internazionale della tigre è stata istituita nel 2010 proprio per sensibilizzare l'opinione pubblica riguardo a questa drammatica situazione e supportare la conservazione di questo grande felino, la cui sopravvivenza è minacciata soprattutto dal bracconaggio: sul mercato nero la pelliccia e le ossa di tigre sono tra gli articoli più richiesti, soprattutto in Asia, dove vengono utilizzate nella medicina tradizionale, perpetuando illegalmente credenze prive di qualsiasi fondamento scientifico e producendo un business di circa 23 miliardi di dollari l'anno.
Il secondo fattore che contribuisce negativamente è la perdita del l'habitat naturale di questi animali dovuta alla deforestazione: nei paesi del Sudest asiatico intere foreste stanno sparendo per ottenere legname o fare posto ai pascoli.
Le tigri di Giava, del Caspio e di Bali si sono già irrimediabilmente estinte, mentre restano solo 450 tigri dell'Amur sparse fra Russia e Cina e 400 tigri di Sumatra in Indonesia... Una situazione disperata ma non irreversibile se interveniamo subito!

 

 

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