Benvenuti antozoi!

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Pochi giorni fa l'Università di biologia di Bari ha annunciato la scoperta di un’eccezionale barriera corallina, la prima nel Mediterraneo ad essere così simile a quelle equatoriali, a 2 km dalle coste di Monopoli che potrebbe estendersi anche oltre Otranto.Tutto è avvenuto per caso, i ricercatori stavano mappando i fondali di coralli rossi e ostriche quando hanno visto questa “costruzione “ in corallo.

L'aggettivo “simile" deve essere ben sottolineato: questa barriera tutta italiana non è esattamente identica a quelle tropicali, infatti ci sono differenze sostanziali tra loro.

In primis la profondità: nei Tropici si sviluppano a basse profondità, mentre in Puglia si trovano tra i 30 e i 55 metri di profondità,  perciò la luce grazie a cui crescono è molto differente. Le barriere tropicali,  proprio perché si trovano così vicine alla superficie, vivono grazie alla simbiosi tra animali e piante: i coralli ricavano l'ossigeno, la colorazione e la formazione dei loro scheletri calcarei dalle microalghe con cui coabitano, mentre le alghe ricevono l'anidride carbonica di cui hanno bisogno per effettuare la fotosintesi clorofilliana. In Puglia le microalghe sono totalmente assenti, ciò significa che è stata appena trovata la prima barriera corallina nel Mediterraneo totalmente indipendente dalle alghe. La loro assenza è evidente solo a causa dei colori, che invece di essere sgargianti e vari sono più opachi e sfumano solo tra l'arancione e il viola. È la seconda nel mondo dopo quella trovata nel mar Rosso a 200 metri di profondità. Due primati per una sola scoperta tutta italiana!

Un'ulteriore differenza non trascurabile tra la barriera tropicale e quella pugliese sono le forme di vita che la circondano: nei Tropici i coralli sono circondati dalle specie di pesci più svariate, mentre in Puglia ci sono “solo" 200 specie di invertebrati.

Pertanto non si può definire barriera a pieno titolo, in realtà è una biocostruzione realizzata dalla sovrapposizione degli scheletri calcarei che gli organismi formano. Anche il corallo non è quello tropicale, in realtà è madrepora, che appartiene all’ordine degli antozoi, il medesimo dei coralli, ed è completamente diversa dal corallo.

Nonostante ciò le Università di Tor Vergata (a Roma) e del Salento hanno deciso di collaborare per scoprire la sua estensione nell'Adriatico e la giunta della Regione Puglia e le Capitanerie di Porto hanno deciso di mobilitarsi affinché la zona diventi area marina protetta poiché sono una culla di forme di vita molto interessanti!

Non è la sola “aggregazione" di antozoi del Mediterraneo, infatti qualche anno fa ne era stata scoperta un'altra nel punto di profondità maggiore, ovvero 500 metri, del mar Ionio e Adriatico sempre vicino alle coste pugliesi; mentre in Calabria sono presenti vere e proprie foreste subacquee di altri esemplari appartenenti allo stesso ordine.

La speranza di aver trovato un’autentica barriera corallina è quindi svanita, ma, in realtà,  c'è la possibilità che i coralli tropicali emigrino verso il Mediterraneo, infatti negli ultimi anni a causa del riscaldamento globale molti esemplari stanno morendo e di conseguenza i superstiti stanno cercando nuove zone più favorevoli dove stabilirsi e potrebbero trovarle proprio nelle nostre acque. Attraverso il Canale di Suez stanno arrivando numerose specie tropicali come pesci, crostacei e alghe, ma negli ultimi tempi Israele ha visto nascere vicino alle sue coste alcuni coralli tropicali. Quindi chissà, magari fra qualche anno potremo fare un bagno nella barriera corallina senza dover per forza andare dall'altra parte del mondo.

Riflettendo però… siamo sicuri che questo anomalo ribaltamento della biodiversità sia davvero positivo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia: https://www.galileonet.it/barriera-corallina-puglia/ https://www.wired.it/lifestyle/viaggi/2019/03/11/barriera-corallina-puglia/, https://www.leggo.it/ambiente/barriera_corallina_puglia-4356476.html

 

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