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Muretti a secco diventano Patrimonio dell'Umanità: «In Liguria 42mila ettari di terrazzamenti»

Cinque Terre
© La_sonix, wikipedia

Genova -L'Unesco ha iscritto L'Arte dei muretti a secco nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità. È quanto si legge in un post sul profilo Twitter dell'organizzazione, che si congratula con gli 8 paesi europei che hanno presentato la candidatura: oltre all'ItaliaCroaziaCiproFranciaGreciaSloveniaSpagna e Svizzera. Un giusto riconoscimento a una tradizione che in Italia unisce da nord a sud la Valtellina e la Costiera amalfitanaPantelleria con le Cinque Terre e in Puglia il Salento e la Valle d'Itria, realizzata e conservata nel tempo grazie al lavoro di generazioni di agricoltori impegnati nella lotta al dissesto idrogeologico provocato da frane, alluvioni o valanghe.

E Genova e la Liguria, con i loro orti nascosti e le vigne inerpicate sulle colline a strapiombo sul mare, sono patria privilegiata dei muretti a secco. Da ponente a Levante. «In Liguria ci sono 42mila ettari di terrazzamenti. Una vera e propria arte che permette di rendere coltivabili i territori della nostra regione e regala a liguri e turisti paesaggi mozzafiato unici.

«L'arte del Dry stone walling riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull'altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra secco» spiega l'Unesco nella motivazione del provvedimento. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all'agricoltura, in particolare per i terrazzamenti necessari alle coltivazioni in zone particolarmente scoscese.

«Le strutture a secco sono sempre fatte in perfetta armonia con l'ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura. La pratica viene trasmessa principalmente attraverso l'applicazione pratica adattata alle particolari condizioni di ogni luogo» in cui viene utilizzata, spiega ancora l'Unesco. I muri a secco, sottolinea l'organizzazione, «svolgono un ruolo vitale nella prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, nel combattere l'erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l'agricoltura».

https://www.mentelocale.it/genova/articoli/77491-muretti-secco-diventano-patrimonio-umanita-liguria-42mila-ettari-terrazzamenti.htm


Muretti a secco patrimonio dell'umanità Unesco

Muretti a secco Patrimonio dell'Umanità: la decisione dell'Unesco

Un'arte antichissima che in Liguria ha plasmato il territorio dandogli quell'aspetto "terrazzato" che lo ha reso inconfondibile: la soddisfazione della Regione

I muretti a secco, diffusissimi anche in Liguria, sono Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco: la notizia arriva dalla stessa organizzazione, che ha deciso di premiare quella che per molti è una vera e propria arte inserendola nella lista degli elementi immateriali.

Otto i paesi europei che hanno presentato la candidatura: Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera: «L’arte del “Dry stone walling”, la costruzione dei muretti a secco, riguarda tutte la capacità e la tecnica di costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull'altra senza usare altri materiali, eccezion fatta in certi casi che per il terriccio secco”, spiega l'Unesco - La stabilità delle strutture è garantita dall’attenta scelta e dal posizionamento delle pietre, e i muretti a secco hanno dato forma a numerosi e diversi paesaggi testimoniando il metodo e la tecnica utilizzata dagli uomini dalla preistoria a oggi per organizzare i loro spazi abitativi e lavorativi ottimizzando la natura locale e le risorse umane.

«Esprimo una grande soddisfazione per la decisione dell'Unesco di riconoscere e premiare la straordinaria bellezza dei paesaggi terrazzati, dichiarando patrimonio dell'umanità i muretti a secco - è stato il commento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Mai - Un riconoscimento meritato, che dimostra come i valori dell'agricoltura siano riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli, e conferma quanto questo comparto sia fondamentale per il nostro paese»

«Questo complesso sistema di opere d'arte e canali di irrigazion ha trasformato il paesaggio ligure, permettendo all'uomo di coltivare la nostra regione con produzioni di pregio - ha proseguito Mai - Grazie ai fondi del Psr - piano di sviluppo rurale 2014-2020, dal 2015 a oggi abbiamo finanziato oltre 100 km quadrati di muretti a secco. Cercheremo di recuperare ulteriori risorse lavorando fin da ora alla stesura del Psr 2021-2027, al suo piano finanziario e quindi all'individuazione di risorse congrue affinché non si perdano questi capolavori, che consentono ancora la coltivazione delle nostre "fasce”».



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