Embrione o batteri?

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Nel 2000 in Cina furono rinvenuti fossili di Caveasphaera, un organismo che gli studiosi non sanno ancora definire. Osservandoli a occhio nudo sembrano minuscoli granelli di sabbia di appena mezzo millimetro di diametro, ma il microscopio a raggi X li mostra per ciò che realmente sono: un ammasso di centinaia di migliaia di cellule. I fossili di Caveasphaera, un organismo risalente a 609 milioni di anni fa, vennero scoperti all'inizio del nuovo Millennio nel Weng'an biota, deposito fossilifero della Cina del Sud; ancora oggi, però, gli esperti faticano a dare una definizione precisa a questa misteriosa creatura e proprio nel tentativo di dare questa definizione si sono creati due ipotesi : c’è un gruppo di ricercatori che sostiene che si tratti del più antico embrione animale mai ritrovato, mentre invece dall’altra parte vi è un gruppo di studiosi che ipotizzano sia solamente un semplice ammasso di batteri. Nel 2014 il paleontologo Philip Donoghue dell’università di Bristrol decise, insieme ad alcuni colleghi, di studiare in modo più approfondito questi fossili. Per analizzarli utilizzarono una tecnica particolare: la nano tomografia, una tecnica che si serve dei raggi x per creare sezioni trasversali di un oggetto tridimensionale. Grazie a questa tecnica gli studiosi hanno ricavato delle immagini nelle quali si nota una certa somiglianza tra i fossili e io diversi stadi di sviluppo di un embrione. Se così fosse, la scoperta rafforzerebbe ulteriormente la teoria secondo la quale l'antenato di tutti gli animali risalirebbe a 750 milioni di anni fa: molto prima, quindi, dell'esplosione cambriana, l'evento che in paleontologia segna la comparsa di creature animali complesse, collocabile attorno a 530 milioni di anni fa. La domanda che tutti gli studiosi si pongono è una : si tratta di un embrione o di batteri? Donoghue  e il suo team non si sbilanciano e affermano che la teoria è ancora solo un’ipotesi, ma sono convinti che il tempo darà tutte le risposte necessarie : “I dati sono lì, aspettano solo di venire analizzati. Non stiamo parlando di un mastodonte ritrovato in un continente sperduto! Dobbiamo semplicemente studiare il materiale che abbiamo per un altro paio d'anni”.

Rielaborato da: Aurora Marino

Fonte: https://www.focus.it/scienza/scienze/mistero-dei-fossili-di-caveasphaera

 

 

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