I ghiacci si sciolgono e i morti ritornano

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cadutoAdamelloIl caldo, quest'estate, è onnipresente in Italia. In certi momenti non si riesce quasi nemmeno a vivere. E questo avviene ovunque, anche sulle Alpi. La differenza tra l'alta montagna ed il resto del territorio, però, è che i ghiacciai qui presenti si sciolgono e si ritirano più del solito. E si sa, quando le calotte glaciali si ritirano quello che si trovava sotto di loro riaffiora. Ed è quello che è avvenuto qualche giorno fa sul Passo di Val di Fumo, nel gruppo dell'Adamello, al confine tra Trentino e Lombardia. La zona, durante la Prima Guerra Mondiale, fu una delle aree più interessate dai combattimenti nel corso di tutti i quattro anni di conflitto. Le condizioni di vita ed operatività erano tremende a causa del gelo, della neve e dei terreni montani estremamente impervi. La Guerra Bianca (così è chiamata la parte di conflitto combattuta sull'Adamello) fece moltissime vittime. E, viste le situazioni climatiche, molti caduti non sono mai stati ritrovati. Ma talvolta, come appunto è avvenuto pochi giorni fa, i ghiacci terribili ci riconsegnano alcuni dei caduti "senza tomba".

Un escursionista, impegnato nell'ascesa dalla Val di Fumo al soprastante Passo, ha notato in mezzo ai detriti una massa marronastra e strana. Avvicinatosi ha notato alcune ossa, intuendo già qualcosa. Appena ritornato a valle, l'uomo ha avvisato immediatamente la Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Trento. Ieri mattina, 9 Agosto 2017, una squadra dei Carabinieri del Soccorso Alpino, accompagnata dall'escursionista e dai sovrintendenti di Trento ha raggiunto il luogo del ritrovamento. I resti, come ipotizzato, si sono rivelati appartenere ad un soldato italiano della Grande Guerra, come testimoniato dai resti della divisa e dalle calzature. L'uomo, ritrovato in posizione fetale, si era probabilmente ritrovato lontano dalla sua postazione, isolato dai compagni, solo, nella neve. E qui, in mezzo agli stenti, morì per ipotermia. Il corpo è stato trasferito nelle celle frigorifere del cimitero di Trento. Nei prossimi giorni verranno eseguiti esami per verificare la presenza di oggetti personali o piastrine identificative, dopodichè, se non si avranno risultati nella ricerca, si provvederà ad eseguire alcuni esami sulle cartilagini della articolazioni e su altri componenti dello scheletro per cercare di dare un nome al caduto.

Non è raro che la Grande Guerra riaffiori dai ghiacciai, soprattutto con le temperature estive sempre più alte degli ultimi anni. Dal 2005, sull'Adamello, sono stati ritrovati i corpi di 9 soldati italiani ignoti, 3 italiani identificati, 4 austriaci ignoti, 1 austriaco noto, 6 soldati ignoti per nome e nazionalità. Inoltre, sempre nello stesso periodo, sono stati riscoperti 5 rifugi incavernati, 2 villaggi militari, 8km di trincee, oltre 100 postazioni avanzate e diversi campi di battaglia. E tutte queste aree risultano intatte, dunque piene di oggetti d'epoca, come armi arrugginite, filo spinato, elmetti, equipaggiamenti vari e, talvolta, pezzi d'artiglieria. Ciò rende l'esplorazione e la ricerca di oggetti (che personalmente pratico anche io, N.d.A.) estremamente pericolosa, a causa della possibile presenza di ordigni inesplosi o altri potenziali pericoli.

Tornando un'ultima volta al nostro soldato, è curioso pensare come quello stesso gelo che gli fece abbandonare in solitudine il mondo, lo abbia conservato in modo tale da riconsegnarlo a quello stesso mondo 100 anni dopo, cosicchè potesse rivedere la sua Italia che, anche in parte grazie a lui, è ora unita.

 

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