La prima scoperta archeologica del 2019!

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Alcune delle mummie ritrovateFinalmente è arrivata la prima scoperta archeologica del 2019!

A  Touna El-Jabal, nei pressi di Minya, una città a poco più di 200 km a sud del Cairo, sono state ritrovate 40 mummie e numerosi utensili di ceramica, ostraka inscritti (frammenti di terracotta usati nell'antichità come materiale scrittorio), papiri e sarcofagi colorati risalenti all'epoca tolemaica (323-30 a.C.) all'interno di una tomba faraonica.

Le mummie, di cui 12 di bambini, sono state scoperte all'interno di quattro camere sepolcrali di nove metri di profondità e con almeno 5 pozzi funerari.  Sono tutte in ottime condizioni di conservazione, ma ancora senza identità, alcune decorate a mano con scritte in demotico, la lingua usata dal popolo a quell'epoca

Dallo studio degli oggetti del corredo e dalla lettura delle varie iscrizioni presenti - redatte in geroglifico, demotico, greco e copto - è emersa una frequentazione delle tombe più lunga che va dall’Epoca Tarda (664-332 a.C.) al periodo bizantino (IV-VII sec.). Per questo, i corpi hanno diversi stati di conservazione e tecniche di inumazione: alcuni sono deposti in sarcofagi in pietra calcarea, legno o terracotta, altri semplicemente adagiati sul pavimento in nicchie scavate nelle pareti. .

In generale, i cadaveri sono avvolti da bende di lino e, in alcuni casi, conservano ancora porzioni delle coperture in cartonnage dipinto (involucro cartaceo che avvolgeva le mummie).

Dalle tecniche utilizzate per mummificarle si deduce che avessero un ruolo prestigioso e importante.

L'annuncio è stato comunicato su Facebook, un modo molto attuale di presentare una notizia così antica!

Questa scoperta è avvenuta pochi giorni dopo il termine del restauro della tomba di Tutankhamon in cui furono trovati anche un corredo funerario di circa 5000 pezzi, completo di tre sarcofagi e una maschera d'oro e pasta vitrea che, forse, è diventata la più famosa dell'iconografia egizia.

I lavori di restauro hanno ridotto l’impatto di graffi, polvere e muffe favorite dall’umidità creata dai turisti, che stavano deteriorando la tomba ritrovata nel 1922 dall’archeologo inglese Howard Carter a Luxor, sulla sponda sinistra del Nilo.

Dopo quasi un secolo la tomba ha iniziato a risentire delle numerose e frequenti visite dei turisti e dell'esposizione all'aria, pertanto nel 2009 si decise di iniziare il restauro di una struttura di 110 m², portato avanti da una dozzina di operatori alla volta e si sarebbe dovuto concludere nel 2014; tuttavia, a causa dei problemi scaturiti dalla  rivoluzione in Egitto del 2011, ha avuto una battuta d'arresto nel 2013.

Tra i segni distintivi della tomba ci sono piccole “lentiggini” marroni diffuse su tutta l’estensione delle pitture parietali. Già presenti quando Carter entrò nella camera funeraria ed esaustivamente documentate dalle fotografie dell’epoca, queste “macchie misteriose” sono sempre state fonte di curiosità e preoccupazione.

Uno studio sulle macchie ne ha confermato l’origine microbica; l’analisi del DNA dei campioni prelevati dalle pareti ha individuato generi di organismi moderni ma l’osservazione al microscopio elettronico non ha rilevato la presenza dei microrganismi originari che hanno causato le macchie.

I ricercatori hanno ipotizzato che, a causa della morte inaspettata di Tutankhamon, la preparazione della tomba sia avvenuta di fretta e le pareti appena intonacate sarebbero state subito dipinte mantenendo un’umidità sufficiente a far proliferare microbi nell’ambiente caldo-umido della camera appena sigillata. Tuttavia, i restauratori sono sicuri che i funghi “siano morti” e che non crescano da molto tempo.

Visto che le macchie sono considerate parte della storia della tomba non saranno rimosse né coperte da pittura.

Uno dei problemi più seri nella tomba è stata la costante presenza di polvere. La fine polvere del deserto, calpestata e portata all’interno della struttura da circa 500/1000 visitatori al giorno, si aggrappa a tutte le superfici ed è ancora più tenace quando assorbe l’umidità del respiro umano.

Anche se i guardiani potrebbero pulire il sarcofago coperto dal vetro al centro della stanza, non c’è alcun rimedio esente da danni collaterali per i sottili veli di polvere che si accumulano sui fragili dipinti.

Così, i restauratori hanno elaborato un meticoloso piano per affrontare il problema a lungo termine installando un sofisticato sistema di filtraggio dell’aria e ventilazione che impedisce una eccessiva diffusione del particolato nell’ambiente. Il ricambio regolare dell’aria ha anche stabilizzato la temperatura e il livello di umidità della tomba che, in passato, potevano fluttuare di molto.

Curiosamente il team ha scoperto anche nuove maledizioni: dopo aver rimosso la vecchia piattaforma pavimentale della camera funeraria, i ricercatori si sono sorpresi nel trovare, tra mucchietti di spazzatura, fogli di carta in cui si invoca Tutankhamon per protezioni e per maledire altre persone.

Nonostante questo meticoloso restauro la tomba è ancora a rischio, soprattutto a causa di possibili alluvioni tipiche della zona, dell'elevato numero di turisti e della polvere. I restauratori sperano che tutto il mondo sarà sensibilizzato al rispetto e al mantenimento di queste importanti testimonianze del nostro passato.

 

Bibliografia: http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2019/01/31/news/nuove_maledizioni_emerse_dall_analisi_delle_pitture_della_tomba_di_tutankhamon-4276543/, https://www.gazzettadiparma.it/gallery/gallery-special/567816/egitto-e-un-sito-con-40-mummie-la-prima-scoperta-del-2019-foto.html#1, http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Egitto-necropoli-di-Tuna-el-Gebel-Scoperta-tomba-faraonica-contenente-oltre-40-mummie-90b634a5-1019-40ad-9619-d49d3bc0ceef.html#foto-1, http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2019/02/02/foto/medio_egitto_scoperte_tombe_rupestri_con_oltre_40_mummie-4279855/1/

 

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