Nefertiti: "la bella è arrivata"

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Nefertiti: "la bella è arrivata"
Articolo di Lorenzo Enrietto

Nefertiti (nell'antica lingua egizia "la bella è arrivata") fu la moglie di Amenhoteph IV (Akhenaton) e la presunta madre di Tutankhaton (Tutankhamon). Riconosciuta come una delle più importanti regine della XVIII dinastia, fu una delle donne più influenti della storia dell'antico Egitto.
Come ricordato dal suo nome, numerosi egittologi pensavano venisse da un terra straniera, mentre, solo successivamente, si è scoperto un collegamento con una antica dea della fertilità, che, al suo ritorno in Egitto, avrebbe riportato splendore nelle desolate terre. Questo appellativo la aiutò infatti nel proprio processo di adorazione, facendola diventare una importante figura religiosa, in grado di accrescere la natura divina dell'intera famiglia reale.
In seguito alla conversione di suo marito verso quella che sembra essere una delle prime religioni monoteiste, anche lei, intorno al 12° o 13° anno del regno, cambiò il proprio nome in Neferneferuaton, che significava "Aton è raggiante di splendore in quanto la bellissima è arrivata", successivamente di nuovo modificato in Ankheperura Neferneferuaton.
Nefertiti fu infatti una delle figure di maggior rilievo dell'intera storia egizia, diventando una delle regine più conosciute ed importanti di sempre.


NEFERTITI NELL'ARTE 

Nefertiti, già prima di aver abbandonato Tebe, si era identificata come uno dei personaggi di spicco in campo religioso. Questo si può per esempio vedere nel tempio dedicato al culto di Aton situato a Het Benben, dove essa risulta una delle rappresentazioni principali e più ricorrenti in tutta la decorazione.
Inoltre, tra i tanti blocchi (talatat) rinvenuti a Karnak, in alcuni il soggetto principale risulta proprio la regina che, con in mano una mazza o
una spada, sconfigge i propri nemici, rivendicando il proprio potere politico e decisionale quasi pari a quello del faraone.
Successivamente, dopo il trasferimento a Tell el-Amarna, la sua stessa corporatura fu molte volte enfatizzata dall'arte, in modo da renderla un vero e proprio simbolo di fertilità, come dimostrato dai suoi sei figli avuti con Akhenaton.


LA SCOMPARSA DELLA REGINA

Ad un certo punto, Nefertiti sparì improvvisamente, senza alcun preavviso.
In seguito alla morte di Amenhoteph IV nel 16° anno del regno, la regina fu costretta ad agire in fretta per tenere il potere nelle proprie mani. In una delle Lettere di Armana, una regina anonima chiese al re degli Hatti, Suppiliuliuma, di donare a lei un figlio essendo rimasta vedova con sole eredi femmine. Dopo che quindi il re ebbe verificato la veridicità delle parole della donna, inviò un principe nel suo regno, che venne però ucciso dagli avversari politici della monarca, dopo che il suo sotterfugio venne scoperto.
Fu così che l'Egitto combatté per numerosi anni contro gli Hatti e, in seguito alla morte di un'altra regina figlia di Nefertiti e Akhenaton (Ankheperura Smenkhare), Tutankhamon divenne il nuovo faraone.


IL POTERE DI NEFERTITI

Fu così che Nefertiti divenne una delle regine più influenti ed importanti di tutta la storia egizia, detenendo non solo il potere religioso, ma anche politico delle Due Terre, acquisendo un potere pari a quello di un faraone, e diventando, secondo l'antica religione egizia, una vera e propria intermediaria tra il mondo divino e quello umano esattamente come il marito.

Fonti:

  • La Grande Storia, L'impero Egizio, National Geographic
  • Conoscenze personali
 

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