Alla riscoperta della Chiesa dei Morticelli di Salerno

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Nel cuore di Salerno, in Largo Plebiscito, sorge una chiesa che fino a qualche anno fa era completamente sconosciuta anche agli abitanti della città: la Chiesa del Monte dei Morti, detta " dei morticelli". Questo tetro nome deriva da una leggenda secondo cui nel 1600 sotto la chiesa furono seppelliti i cadaveri degli abitanti colpiti dalla peste; in seguito sarebbe stata dedicata ai Santi Martiri Sebastiano, Cosma e Damiano da alcuni fedeli come ex voto per essere sopravvissuti all'epidemia di peste. In realtà la sua costruzione è di circa un secolo anteriore : infatti dovrebbe risalire al 1530. Fu realizzata dall'architetto Antonio De Ogliara a ridosso delle antiche mura orientali della città.

Il suo portale è affiancato da due scheletri, come era "di tendenza" nel XVII secolo; esso si apre su uno dei rari esempi presenti in Italia di pianta rettangolare cinquecentesca.

Fin dalla sua nascita la chiesa fu data in concessione all'università di Salerno, che nel 1615 la cedette a due nobili salernitani. I due, grazie alle offerte dei fedeli, la trasformarono nell'odierno Monte dei Morti dove celebrare le messe in onore dei defunti. Questo cambiamento di proprietà comportò anche dei cambiamenti alla struttura della chiesa: il portale d'entrata fu affiancato da colonne scanalate con capitello corinzio che reggevano un timpano curvilineo spezzato. Il pavimento venne rimodernato con marmi e maioliche, tipiche del XVII secolo, disposte a formare un motivo geometrico che richiama quello della cupola a ombrello sormontata da una lanterna.

Per testimoniare la legittimità delle trasformazioni subite dalla chiesa, sulla parete est nel 1623 venne posta una lapide sulla quale si documenta la concessione di Papa Gregorio XV circondata da quattro stemmi papali.

In seguito al terremoto del 1688 l'edificio venne ulteriormente modificato: la cupola venne ricoperta con riggiole, piastrelle di ceramica decorate a mano tipiche della zona.  Vennero anche inseriti quattro pregiati altari minori e l'altare maggiore, tutti decorati con marmi policromi.

Nel 1866 purtroppo il Comune approvó i lavori di abbattimento della Chiesa diretti dall'architetto Casalbore, ma fortunatamente dopo "solo" un secolo si intrapresero i lavori di restauro che consentirono la riapertura.

Dopo il sisma del 1980 la chiesa venne dichiarata inagibile, ma i fedeli continuarono a frequentarla per i successivi sei anni, quando venne definitivamente chiusa e quindi abbandonata. Perciò l'intero edificio subì un progressivo degrado finché nel 1997 iniziarono I lavori di restauro e nel 2011 la chiesa riaprì al pubblico, ma solo pochi mesi dopo venne nuovamente chiusa. Nel 2018, però, l'associazione BLAM, un collettivo di architetti, artisti, fotografi ed appassionati hanno presentato un progetto per la riapertura di questo magnifico patrimonio dimenticato: dopo essere stata sconsacrata é diventata un laboratorio creativo dedicato alla città di Salerno.

Purtroppo alcune delle tele raffiguranti San Francesco di Assisi, San Giacomo e San Domenico, che la Chiesa custodiva, furono rimosse nel 2010 e non vennero mai più ripristinate. Altre due, la Purificazione e l'ultima Cena, furono invece spostate alla Curia arcivescovile dove tuttora si trovano.

Questa magnifica chiesa è passata inosservata troppo a lungo,  perciò se andrete a Salerno spero vorrete dedicare un po' del vostro tempo a questa meraviglia dimenticata.

Bibliografia :https://www.salernodavedere.it/chiesa-dei-morticelli-o-del-monte-dei-morti-a-salerno/https://www.google.com/amp/s/amp.salernotoday.it/cronaca/riapertura-attivita-chiesa-morticelli-salerno.htmlhttps://www.salernonews24.com/cultura-urbana/la-rinascita-della-chiesa-di-san-sebastiano-del-monte-dei-morti/,

 

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