Craco, un paese fantasma

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CracoImmaginate di vivere negli anni '60 italiani, in un piccolo paesino sui monti lucani, con una storia antichissima. All'improvviso la vostra casa inizia a muoversi verso valle, come spinta da una forza sconosciuta, sempre di più, fino a costringervi ad abbandonarla. Può sembrare assurdo, ma questo è proprio ciò che è avvenuto al bellissimo borgo medievale di Craco, in provincia di Matera.

Il paesino, che ha origini normanne (ma la cui località era già abitata da coloni greci nel VII secolo a.C.), era situato sulla cima di un monte, a quasi 400 metri di quota. Il nucleo originario, formato da una torre normanna e dal castello del feudatario, si è ampliato nel tempo, divenendo un intrico di vicoletti, scalinate e piazzette, tutto a strapiombo sulla valle sottostante. La popolazione era tranquilla e con l'avvento del fascismo, come ogni comune italiano, anche Craco conobbe una ulteriore espansione, oltre che una migliore gestione dei servizi. Fino ad allora, nel borgo, non esisteva acqua corrente: bisognava scendere a valle con secchi, oppure affidarsi alle piccole vasche di raccolta dell'acqua piovana. Negli anni '30, allora, di decise di portare l'acquedotto fino qui, creando una grande cisterna nell'antica torre normanna e una fitta rete di condotte sotterranee per raggiungere le abitazioni. Queste tubature, che avrebbero dovuto segnare la modernizzazione del paesino, ne segnarono la fine.

Il borgo, infatti, è costruito su uno sperone di roccia non omogeneo: la parte a strapiombo sulla vallata è costituita da roccia molto solida, mentre l'area che declina gradualmente sul lato opposto, dove si trovava gran parte del paese, è un canalone riempito di depositi sedimentari di vari millenni. Nel momento in cui si creò il sistema idrico le tubature, non totalmente stagna, iniziarono a perdere acqua in piccole quantità. Questa, con gli anni, sciolse i sedimenti, trasformandoli in una massa mobile, che iniziò a muoversi verso valle, trascinando parte del paese con sè. Il colpo di grazia lo diede la costruzione del campo da calcio: per tale opera fu necessario sbancare parte del colle sotto la strada che portava al paese, proprio lungo la linea dei sedimenti. Inutile dire che, eliminando una parte di collina che, bene o male, tratteneva il deposito sedimentario, questo si iniziò a spostare rapidamente verso valle. Si tentò di rimediare, costruendo uno spesso muro di cemento armato in superficie, sostenuto da alcuni pilastri sotterranei alti 7 metri...peccato che il deposito sedimentario fosse profondo oltre 20 metri. A nulla valsero tutti gli interventi e quindi, a partire dal 1963, il borgo iniziò ad essere evacuato, e la popolazione si spostò prima in alcuni piccoli condomini d'emergenza costruiti in un altro punto del colle, ma isolati da tutto e da tutti, poi nella frazione a valle di Craco Peschiera. Nel 1972 altri abitanti lasciarono il borgo a seguito di un'alluvione. Pochi e sempre più sparuti abitanti continuarono a vivere nella parte alta dell'abitato (non toccata dalla frana), sempre più isolati dal mondo e dai servizi finchè, con il terremoto del 1980, anche i più temerari abbandonarono le loro case, lasciando Craco a sè stesso e disabitato. Basti pensare che nel 1960 il centro storico contava oltre 2000 abitanti, mentre oggi la frazione Peschiera (divenuta sede del comune) ne conta circa 700, tutti un tempo abitanti del centro storico, ma tale dato, vista la posizione già di per sè isolata del territorio comunale, è in progressiva diminuzione.

Ma cosa ne è stato di quel centro storico, la cui torre normanna, la chiesa madre ed i palazzi nobiliari erano dei veri gioiellini di storia ed interesse artistico? Fino al 2010, il centro, divenuto a tutti gli effetti un paese fantasma, è rimasto in stato di totale abbandono. In quell'anno, tuttavia, esso è stato inserito nella lista dei monumenti da salvaguardare del World Monuments Fund. Così, nel 2011, il comune ha recintato l'intera area, impedendo così il libero accesso, lo sciacallaggio ed i rischi dati dalla presenza di strutture pericolanti, ha demolito gli edifici in condizioni più critiche ed ha creato un percorso sicuro su cui svolgere visite guidate, inaugurate nel 2012. Oggi, il centro storico di Craco conta oltre 7000 visitatori annui. Si tratta di un luogo davvero affascinante, in cui vale assolutamente la pena di recarsi, se si va in Basilicata. Tra le altre cose, dopo l'abbandono, esso è stato usato come set di film e serie TV (in giro si possono ancora vedere piccole parti di scenografie), tra cui varie pellicole dedicate a tema biblico e cristiano, Agente 007-Quantum of Solace (2008), Basilicata coast to coast (2010), la serie TV Classe di ferro (1989-1991) e addirittura lo spot per il mercato giapponese della Pepsi (2015).

 

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