Gioielli del mondo: la basilica di Santa Sofia

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A Istanbul nella più importante cattedrale del mondo antico chiamata Hagia Sofia, ovvero Santa Sofia, è stato ritrovato quello che potrebbe essere il Battistero perduto degli imperatori bizantini, presunto luogo di battesimo dei figli dell'imperatore più di 1400 anni fa!

Nonostante questa scoperta risalga solo alla scorsa settimana,  gli scavi dentro e intorno alla basilica sono in realtà iniziati nel 2004 e hanno permesso numerosi ritrovamenti che hanno contribuito a una ricostruzione piuttosto fedele di questo preziosissimo edificio antico.Comprende anche l'identificazione del punto esatto in cui gli imperatori si sedevano durante le cerimonie: un disco in porfido posto sul pavimento del vestibolo nord-orientale.

La Chiesa fu commissionata da Giustiniano I nel 532 d.C. dopo che l’omonima voluta da Costantino che sorgeva lì fu distrutta da un incendio durante la rivolta di Nika: la struttura era alta 55 m e ricoperta all'esterno da bianchissime lastre di marmo che, riflettendo notevolmente la luce del sole, rendevano l'edificio visibile già molti chilometri prima, conferendo un'enorme importanza alla chiesa.

L'edificio di Giustiniano era addirittura più grande di quello di Costantino: Teodora, moglie dell'imperatore, aveva infatti voluto che la chiesa occupasse anche l'ippodromo da cui aveva avuto origine la rivolta. La sua costruzione richiese 10.000 operai guidati da 100 capomastri: grazie a questa eccezionale manodopera la cattedrale fu ultimata in appena cinque anni, infatti già il 27 dicembre del 537 i primi fedeli vi poterono entrare.

Fu progettata da Isidoro di Mileto e Antemio di Tralle con uno schema a pianta centrale combinato a uno longitudinale: si estende infatti in un grande spazio quadrato coperto da una cupola e fiancheggiato da navate laterali dove ci si poteva sedere per seguire le celebrazioni. La cupola ha un diametro di 31 m e serviva ad esprimere l’ideale di un impero superiore a qualsiasi cosa ci fosse sulla Terra; crollò in un terremoto e fu ricostruita nella seconda metà del VI secolo.

La luce entra dalle ampie e numerose finestre che furono realizzate nelle pareti ed è diffusa in tutto l'edificio dai mosaici dorati su fondo nero che ricoprono la Basilica.

Vi era annessa una biblioteca che conteneva migliaia di pergamene, mosaici, statue, affreschi e sculture, i cui resti sono stati trovati negli scavi degli ultimi anni. Nel 1453 fu trasformata in una moschea dagli ottomani che conquistarono Istanbul, che allora si chiamava Costantinopoli. Il loro passaggio è ancora visibile grazie ai minareti, ovvero le alte torri da cui i muezzin chiamavano i fedeli, presenti all'esterno dell'edificio, mentre all'interno sono rimasti alcuni versetti del Corano incisi sugli scudi. Negli anni trenta dello scorso secolo fu trasformata in un museo: è una costruzione in continua evoluzione!

 

A dispetto del nome, non è dedicata a una Santa, ma alla sapienza: Sofia, infatti, in greco antico vuol dire sapienza.

È una magnifica costruzione che ha lasciato senza fiato miliardi di persone negli ultimi due millenni e che stupirà ancora in futuro!

 

 

 

 

 

Bibliografia: https://www.lastampa.it/2019/05/04/societa/ritrovato-a-istanbul-il-battistero-perduto-degli-imperatori-bizantini-5Z1s2CnXkO3UyFyyjnaJjN/pagina.html, https://www.danielemancini-archeologia.it/rinvenuto-il-battistero-perduto-di-santa-sofia-istanbul/, https://www.studiarapido.it/basilica-di-santa-sofia-istanbul/#.XNh1--zRY1I

 

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