Il duomo di Santo Stefano, Vienna

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Il duomo di Santo Stefano (in tedesco: Stephansdom) non è solo la chiesa più grande e più bella dell'Austria, è stata anche per secoli la chiesa per così dire "ufficiale" della casa reale degli Asburgo: lì furono celebrati i matrimoni di principi ed imperatori, lì furono battezzati i loro figli, lì, nelle sue catacombe furono conservate le urne, i sarcofagi di nobili viennesi, di duchi e di molti Asburgo. Lì gli imperatori facevano a gara per abbellire e arricchire gli interni e per aggiungere sempre nuovi superlativi: il campanile più alto dell'Austria, la campana più grande e più pesante dell'Europa, il tetto più elaborato e decorato del mondo cristiano.



La chiesa è grandissima, anche se a prima vista non dà questa impressione, in realtà sembra stare un po' stretta al centro dello "Stefansplatz". Per rendersi conto delle sue dimensioni bisogna fare un giro intorno a piedi. E poi: non si riesce mai a vedere tutta la chiesa e anche una macchina fotografica fa fatica a riprenderla tutta. Forse per questo hanno collocato un piccolo modello del duomo accanto. Il duomo con il suo maestoso campanile, chiamato dai viennesi con il diminutivo "Steffl", è diventato il simbolo di Vienna.

Il tetto del duomo è decorato con quasi 250.000 tegole policrome che rappresentano gli stemmi dell'Austria,
di Vienna e degli Asburgo. L'anno 1831 (che si vede sul tetto a sinistra) è l'anno in cui sono stati aggiunti gli stemmi
al tetto già decorato a partire dal 1490; l'anno 1950 (sul tetto a destra) è l'anno del restauro
dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale.

Della prima chiesa costruita in questo posto, una basilica romanica eretta intorno al 1150, oggi non c'è più traccia. Le parti più vecchie del duomo di oggi sono il portale dei Giganti (l'ingresso principale del duomo) e le due torri dei Pagani che lo fiancheggiano (foto in alto). Entrambi testimoniano il fatto che le origini del duomo non erano gotiche, ma romaniche. Il nome curioso di "Portale dei Giganti" deriva dalla tibia di un mammut trovata lì durante i lavori di costruzione che all'epoca si credeva la gamba di un gigante annegato lì durante il diluvio universale. Il nome "Torri dei Pagani" è invece dovuto al fatto che furono costruite in un posto dove prima si trovava un tempio pagano. Il nome delle torri doveva ricordare la vittoria del cristianesimo sul paganesimo. L'insieme di parti romaniche, più severe e austere, e di parti gotiche, p.e. i due rosoni finemente intagliati, danno al visitatore un benvenuto veramente spettacolare.

Come le moschee che guardano La Mecca anche molte chiese dell'epoca romanica e gotica dovevano avere un orientamento ben preciso: verso il sole che sorge, espressione della convinzione in un vicino giudizio universale. Anche il duomo di Santo Stefano fu costruito in maniera che ogni 26 dicembre (cioè proprio in occasione della festa di Santo Stefano) l'asse che va dall'entrata del duomo all'altare guarda verso l'alba. La parola stessa "orientamento" testimonia che in origine la parola si intendeva come "direzione oriente"...

http://www.viaggio-in-austria.it/vienna-santo-stefano.html

 

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