Ritrova te stesso... perdendoti!

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Venezia è famosa soprattutto per le sue gondole e il carnevale, ma forse in pochi sanno che custodisce un luogo meraviglioso in cui perdendovi finirete con il ritrovare voi stessi:  il Labirinto di Borges.

Ha un'unica via d'uscita lunga circa un chilometro che dovrete individuare tra le altre intricate strade composte dai 3200 alberi di bosso che coprono ben 2300 metri quadrati . Fu costruito sull’Isola San Giorgio, situata di fronte a Piazza San Marco,dalla Fondazione Fini,nel 2011, anno del venticinquesimo anniversario della morte dello scrittore argentino Jorge Francisco Isidoro Luis Borges, seguendo  un progetto dell'architetto inglese Randoll Coate realizzato dopo aver avuto un incubo in cui gli parve di sentire Borges morto. La prima versione fu progettata nel 2003 nella tenuta “Los Alamos" di Mendoza, in Argentina.

Per inserirlo al meglio nell'ambiente circostante è stato posizionato in asse con i chiostri storici del Palladio e dei Cipressi così da farlo sembrare una loro continuazione.

Coate si ispirò al racconto del 1941 dello scrittore intitolato "Il giardino dei sentieri che si biforcano" e per omaggiare ulteriormente l'argentino, lungo il percorso sono stati inseriti alcuni degli oggetti a lui più cari: un bastone, degli specchi, una clessidra, della sabbia, una tigre ed un enorme punto interrogativo.

Visto dall'alto raffigura un libro aperto e lungo ogni strada è stato installato un corrimano sul quale gli ipovedenti possono  leggere il racconto di Borges e orientarsi verso l'uscita: un ulteriore omaggio allo scrittore, che quando morì era ormai diventato cieco.

Maria Kodama, vedova dello scrittore, ha in progetto di realizzare altri due labirinti dedicati al marito, uno in Islanda e uno a Buenos Aires.

Al suo interno ogni anno vengono organizzati eventi e mostre ispirati alle opere di Borges, ai temi e alle problematiche da lui analizzate nei suoi libri.

Nonostante la struttura sia alquanto intricata ,perdersi realmente è quasi impossibile. Il labirinto è il simbolo di uno smarrimento interiore: la sensazione di essersi persi, tipica del XX secolo e cara allo scrittore, dipende da una percezione mutata dove la realtà appare indecifrabile e le strade si moltiplicano. Le sensazioni che questo labirinto trasmette sono quelle che Borges voleva diffondere con i  suoi libri!

 

 

 

 

 

 

Bibliografia: https://www.zingarate.com/italia/veneto/venezia/labirinto-borges-venezia.html, https://www.venicecafe.it/labirinto-jorge-luis-borges-fondazione-cini-venezia/, http://www.ilparcopiubello.it/index.php/park/dettaglio/559,

 

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