Un piccolo gioiello poco conosciuto di Cavaillon

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A Cavaillon, in Provenza, sorge una magnifica cattedrale che vi lascerà davvero senza fiato, soprattutto perché il suo custode, qualunque sia la vostra nazionalità saprà farvi apprezzare ogni suo singolo dettaglio!

L'edificio originale bruciò nel 991 perciò nel XI secolo fu ricostruito e consacrato nel 1023; sfortunatamente anche questo fu distrutto, ma nella struttura odierna possiamo ancora vederne due piccole finestre murate all'interno della facciata ovest e quattro contrafforti sul lato sud decorati da piccoli archi sotto i quali sbocciano due piccole palme.

Tra il 1115 e il 1125 queste vestigia furono usate per una nuova chiesa consacrata da Papa Innocenzo IV il 27 aprile 1251. Nel 1562, però, la Cattedrale fu incendiata dal Barone d'Adrets; fortunatamente crollò solo la porta centrale che fu restaurata nel 1740.

Oggi l'edificio ha cinque campate a volta basate su archi trasversali di rinforzo; il coro è a forma di cupola con degli archi che sostengono il campanile ottagonale, riccamente decorato da colonnine con capitelli scolpiti. L'abside è a “semi catino pentagonale" ed è abbellito da una cornice di pilastri con capitelli scolpiti a forma di foglie di acanto. Le numerose cappelle laterali sono state aggiunte in momenti diversi nel corso dei secoli; la navata centrale è percorsa da un pregiatissimo fregio decorato con foglie di acanto, metope raffiguranti suonatori di corni, animali, Adamo ed Eva e scene naturali.

Il vestibolo è adornato da tre magnifiche opere d'arte: un ritratto del XIX secolo di Cesare de Bus; una copia della “Vergine con bambino" di Murillo e da un bassorilievo in legno del XVII secolo raffigurante l’Assunzione della Madonna.

Poco lontano dal portone d'ingresso si trova la Cappella Santa Vergine, dove si possono ammirare le statue in legno del XVIII secolo raffiguranti il profeta Elia, San Giovanni,  Sant'Anna e San Gioacchino. Al centro si erge l'altare, su cui è poggiata una statuetta della Vergine Maria di Bernus; dietro è stata inserita una pala di legno dorato su cui è stata dipinta la Natività da Nicola Mignard.

A fianco si trova invece la cappella del fonte battesimale, che è circondato da splendidi dipinti che raffigurano la Vergine mentre libera le anime del Purgatorio e la visione di Santa Teresa d'Avila avuta da San Giovanni Battista.

Tra le due cappelle per volontà dei responsabili dell'ospedale del paese, che volevano omaggiare il loro vescovo, fu posto il cenotafio di J.B. de Sade.  Sul lato opposto si trova la Cappella di San Veran, dedicata a San Martino dal vescovo Filippe De Cabassole; è arricchita da quadri, affreschi e vetrate che lasciano senza fiato! Al centro sorge un altare, l'antico Altare Maggiore della Cattedrale.

Sullo stesso lato si trovano altre quattro cappelle, tutte decorate da statue e affreschi raffiguranti i santi a cui i fedeli possono rivolgere le loro preghiere.

Il secondo piano della Cattedrale ospita l'antica cappella dei vescovi, di cui potrete solo intravedere una balaustra in pietra che si trova al termine di una navata decorata da colonne con capitelli moderni.

Il chiostro risale agli inizi del XIII secolo ed è formato da quattro corridoi traforati da archi a tutto sesto e da colonne sormontate da capitelli purtroppo molto deteriorati dal tempo. Ad est, sotto gli appartamenti dei canonici, si trova la Sala del Capitolo risalente alla fine del Medioevo; in origine ospitava anche una stupenda statua della “Vergine rossa", che oggi è stata spostata in una delle cappelle interne alla chiesa. Il chiostro fu anche usato come cimitero, infatti vi si trovano le tombe del vescovo RostaingBelinger e del canonico Huguesdi Cavaillon. All'esterno vi era annessa la Chiesa di San Pietro della quale restano solo tre archi a tutto sesto del XII.

Questo edificio è completamente immerso nel centro del paese e quando si svolge il mercanto si fonde con i banchetti degli ambulanti e quasi si rischia di non vederla, ma ora che sapete che c'è non perdetela, entrare qui dentro è davvero un'emozione ineguagliabile!

 

 

Bibliografia: l'opuscolo datomi dal gentilissimo custode della chiesa

 

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