Viaggio dentro la storia di Venaria Reale!

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La Reggia di Venaria Reale è una delle più note residenze sabaude del Piemonte: fu progettata dall'architetto Amedeo di Castellamonte dietro commissione del duca Carlo Emanuele II che desiderava utilizzarla come residenza di caccia. La zona, infatti, si trova ai piedi della Valle di Lanzo che è ricca di boschi estesi per un centinaio di chilometri fino alle Alpi e popolati da selvaggina.

Fu costruita in appena diciannove anni: i primi lavori iniziarono nel 1658 e la Reggia fu inaugurata nel 1679, un ottimo risultato per l'epoca! É così apprezzata che dal 1997 fa parte del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

L'edificio vanta alcune delle più alte espressioni del barocco universale come la Sala di Diana fastosamente decorata e la Fontana di Cervo . Il terreno su cui è costruita occupa ben 80.000 metri quadrati e vi sono compresi anche un parco e il borgo storico di Venaria a cui negli anni successivi si unirono le case e i palazzi dei semplici cittadini che volevano abitare vicino alla Reggia; furono così tanti che alla fine Venaria divenne comune autonomo della provincia di Torino!

I suoi meravigliosi giardini sono stati persi a causa di Napoleone, che ordinò ai suoi soldati di trasformarli in una piazza d'armi, dal momento che tutto il complesso fu trasformato in caserma . Dei giardini originali ci restano solo i disegni dell'epoca, che rivelano la loro pianta all'italiana divisa in tre terrazze collegate con scalinate e altre architetture. Nella parte bassa si trova il Potager Royal, ovvero un orto ed un frutteto di circa 10 ettari. Dal 2007, però, dopo otto anni di restauro questi splendidi giardini di sessanta ettari sono ritornati alla loro antica magnificenza e adesso sono la punta di diamante della Reggia con una fusione tra reperti storici e opere contemporanee di celebri artisti.

Agli inizi del Settecento Filippo Juvarra lavorò alla costruzione della Gran Galleria e della Chiesa di Sant'Uberto, incastonata tra palazzi e per questo priva di cupola, che è riprodotta da un affresco all'interno. Ha una pianta centrale, un altare barocco e la parte alta presenta alcune balconate sulle quali si affacciavano i membri della famiglia per assistere alle funzioni. Le sculture al suo interno, tra cui quelle dei padri della chiesa come Sant'Agostino,  sono state realizzate da Giovanni Baratta.

Verso gli inizi dell'Ottocento furono erette le scuderie dove era ospitata una scuola di equitazione militare di prestigio europeo, il maneggio, la scala della Reggia di Diana e la galleria di Sant'Uberto: infatti la Reggia nel corso degli anni è stata modificata con numerosi interventi prima di arrivare all'aspetto attuale. 
Il primo avvenne a causa di una parziale distruzione di alcune costruzioni da parte dei francesi nell'ottobre 1693 e fu eseguito, dietro volere di Vittorio Amedeo II, ispirandosi alla Reggia DI Versailles. 
La facciata principale è in intonaco con cornucopia, conchiglie e frutti, ma sulla parte destra si vede una cesura di mattoni a vista che separano la parte settecentesca da quella seicentesca di Amedeo di Castellamonte. La parte sinistra, invece, è stata realizzata da Michelangelo Garove, il secondo architetto di corte, ed è composta da due torrioni con tetti alla Mansart ricoperti di mattonelle pentagonali multicolori in ceramica.

All'interno si trovano stucchi, statue e dipinti realizzati da famosi artisti dell'epoca come Vittorio Amedeo Cignaroli e Berardino Quadri per i dipinti e Pietro Somazzi per gli stucchi.  La maggior parte di essi raffigura immagini di caccia, per richiamare la funzione della struttura.

Una storia travagliata e ricca di cadute dalle quali si è sempre rialzata, ecco cosa c'è alle spalle di questa meravigliosa reggia!

Bibliografia: https://www.guidatorino.com/la-reggia-di-venaria/http://www.lavenaria.it/ithttps://www.ilturista.info/amp/ugc/info/da_visitare/1568-La_Venaria_Reale_la_visita_alla_Reggia_Sabauda_e_la_sua_storia/https://www.lastampa.it/viaggi/italia/2019/07/12/news/i-parchi-piu-belli-d-italia-ecco-la-classifica-dei-dieci-da-non-perdere-1.36969860

 

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