Leonora Carrington: tra il surrealismo e la ribellione

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Studio e lettura sono esercizi che esigono attenzione, concentrazione e predisposizione all'approfondimento. La lettura, al contrario dello studio, può essere affrontata per puro diletto, ma non per questo richiede meno dedizione. I testi vanno compresi, i racconti sviscerati per coglierne meglio significati e risvolti. Osservare un'opera d'arte di qualsiasi valore e livello essa sia, al contrario, è per me una pratica che viaggia a tutt'altra velocità; è una tempesta di impulsi che investe il pensiero e si dilegua, una questione di attimi. Può innescare emozioni fulminee e accendere luci abbaglianti. In un momento di studio, qualche giorno fa, questo meccanismo si è azionato quando i miei occhi si sono volti verso un quadro che " vive" su una parete di casa mia. Si tratta di un'opera di un artista contemporaneo italiano: Luca Dall'Olio, che in quell'istante, complice la vivida luce solare che illuminava un angolo della tela, è stata capace di attivare un'inattesa magia, un vero e proprio sogno ad occhi aperti. L'opera di questo pittore surrealista ha stuzzicato per la prima volta la mia curiosità e l'ha fatta approdare, dopo una rapida ricerca, al nome di un'altra personalità di spicco del surrealismo, Leonora Carrington, nata a Lancaster nel 1917 e morta a Città del Messico nel 2011, ma riconosciuta solo recentemente.

Questa corrente mi ha sempre affascinata per la sua “complessa semplicità”, per la grande attenzione alla dimensione inconscia, al sogno. L'approccio psicoanalitico di Freud spinse i surrealisti a indagare un'altra dimensione, fatta di figure libere, al di fuori della ragione e della logica. Leonora Carrington, sebbene sostenne di non essere mai stata surrealista e di “dipingere la realtà, non i sogni”,racchiuse questa modalità in due forme d'arte che tanto mi appassionano: la pittura e la scrittura. In gioventù quest'artista attinse da autori come Jacob, Stevens, Carroll, Potter e Lear. Carroll, in particolare, l'autore di “Alice nel paese delle meraviglie” sintetizza l'anima delle prime opere letterarie di Leonora Carrington.

In ambito pittorico le sue influenze rispondono ai nomi di Ernst (artista a lei molto legato), De Chirico, Magritte e Mirò.

L'opera letteraria di L. Carrington è svincolata dalla realtà e dalle sue coordinate spazio-temporali. Le sue brevi storie sono caratterizzate da espressioni tipiche delle fiabe (“Un tempo”,“Un giorno”...) e spesso si intravedono connotazioni fantasy. Si può quindi apprezzare in lei un' innegabile attualità. I libri e i quadri di Leonora Carrington brulicano di figure animali spesso ricorrenti come il cavallo e la iena. L'autrice, in un'intervista, raccontò che coglieva in queste creature molti aspetti nascosti dell'uomo molti suoi istinti repressi: " Ognuno di noi possiede un'anima animale". Le sue espressioni pittoriche hanno un tratto nitido, con dettagli impeccabilmente rappresentati, le linee sono incisive ed eleganti. Presentano figure ibride, umane e animalesche nel contempo. Spesso manifestano atteggiamenti bizzarri e violenti, inoltre l'attenzione maniacale per i costumi e per i travestimenti fa delle sue opere degli autentici capolavori. La convivenza tormentata con il già citato maestro tedesco Max Ernst fu fonte di ispirazione di numerosi scritti così come il complicato equilibrio psichico che in un primo momento minò la sua esistenza e la disseminò di episodi di autentica pazzia. La vita travagliata di questa artista trovò una certa quiete quando si trasferì in Messico dove rimase fino alla fine dei suoi giorni. La sua sensibilità illimitata la spinse a percorrere sentieri vicini al femminismo. Il mancato riconoscimento in ambito artistico della donna e della sua libertà di creare e il suo tradizionale ruolo limitato a Musa ispiratrice o a semplice modella le furono particolarmente indigesti. Per denunciare tutto ciò, Leonora Carrington si autorappresentò in forma di manichino o con una maschera con le sembianze del suo viso, una specie di bambola senza vita.

Avvicinarmi a questa insolita artista, ragazza ribelle e Musa riluttante, vissuta a cavallo degli ultimi due secoli, scoprire la sua innata maestria nel raccontare dipingendo oppure scrivendo, mi ha regalato memorabili emozioni. Il fatto che mi abbia rubato qualche ora di studio è roba di poco conto, un peccato veramente veniale.

Articolo di Lorenza Valle

 

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