Ninfee - Claude Monet

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NINFEE
CLAUDE MONET
Articolo di Lorenzo Enrietto

CLAUDE MONET
LA VITA

Claude Monet (1840-1926) fu uno dei pittori più importanti della corrente artistica dell' Impressionismo.
Egli nacque a Parigi il 14 Novembre 1840.Trascorse gran parte della sua infanzia a Le Havre, cittadina della Normandia, dove cominciò la sua grande passione per la pittura. Lì ebbe un'intensa attività pittorica, soprattutto basata sull'immortalare paesaggi caratteristici della regione.
Nel 1859 Monet si trasferì a Parigi, dove frequentò un'importante scuola d'arte: l'Académie Suisse. Lì conobbe grandi pittori come Pissarro e Degas.
Nel 1874, insieme a numerosi altri artisti dell'epoca, fondò la corrente dell' Impressionisme che prese il nome da uno dei suoi dipinti più importanti, ovvero: Impréssion: soleil levant (Impressione, levar del sole).
Nel 1883 si trasferì a Giverny, piccola cittadina non lontana da Parigi, dove organizzò un grosso giardino basandosi sullo stile giapponese. Egli infatti, essendo un appassionato dell'arte e della cultura ipponica, creò un grande lago sulla cui acqua galleggiavano tante ninfee che divennero uno dei suoi soggetti preferiti. Monet, infatti, continuerà a ritrarle persino dopo esser diventato cieco, conoscendo ormai quell'immagine a memoria.
Morì il 5 Dicembre 1926 a Giverny per via di un carcinoma del polmone, che gli era stato diagnosticato nello stesso anno.


IMPRESSIONISME

Nella seconda metà del 1800 si formò una nuova corrente pittorica (l'Impressionismo)  in contrapposizione ad un'altra di origine neoclassica ancora molto diffusa nella Francia di quegli anni. Questa prese il nome dal dipinto Impréssion: soleil levant di Claude Monet, uno dei sui più importanti esponenti, esposto nel 1874, insieme ai lavori di altri artisti francesi (quali Degas, Monet, Pissarro, Renoir, etc.), nell'atelier del fotografo Felix Nadar, a Parigi.
L'interesse principale dell'Impressionismo è l'azione dei colori e della luce, entrambi in grado di modificare la percezione dell'ambiente circostante e del mondo, in seguito al proprio variare. Le stesse pennellate suggeriscono movimento e vibrazione, in grado di suscitare emozioni contrastanti all'interno dell'osservatore; esse sono infatti espresse come macchie di colore, ognuna separata dalle altre, la cui unione riesce a formare un complesso dipinto. Tutto ciò fa in modo che la realtà delle cose assuma diverse ed intricate sfumature rispetto ad una specifica sensibilità dell'artista. Gli Impressionisti, infatti, prediligevano solo colori luminosi e sgargianti, dando l'impressione che anche ciò che si trovasse in punti poco illuminati riuscisse a rispendere nell'insieme.
Per questo motivo la corrente ricevette numerosi commenti negativi negli anni successivi e venne accusata di ritrarre solamente banali e scontate scene della quotidianità urbana; per questo i suoi esponenti vennero soprannominati Impressionisti e ancora oggi sono ricordati come alcuni dei più grandi e famosi artisti della storia.I pittori predilessero raffigurare spazi aperti, come paesaggi naturali o momenti speciali della vita quotidiana parigina, e si concentrarono sui fenomini della percezione visiva, continuamente variati, di istante in istante, a seconda della luce da cui essi erano illuminati.

 

CLAUDE MONET
NINFEE 
OLIO SU TELA

Questi capolavori, rappresentati secondo lo stile dell'Impressionismo, sono alcuni dei dipinti più famosi e conosciuti di Claude Monet.
Egli, trasferitosi a Giverny nel 1883, iniziò un'attento e scrupoloso studio di determinati elementi che caratterizzarono il suo giardino d'acqua in stile giapponese, tra i quali si riscontrano i suoi soggetti preferiti, ovvero le ninfee. Egli infatti le rappresentò innumerevoli volte, ciascuna opera, però, si distacca dalle altre per le proprie varianti, associate alla stagione e all'ora del giorno in cui lo scenario venne dipinto.
Ogni tela, infatti, rappresenta solamente l'acqua e i fiori, senza altri elementi che possano aiutare l'osservatore a definire il luogo e il momento in cui questi capolavori vennero realizzati.
Con il passare degli anni Monet divenne piano piano cieco, ma continuò comunque a realizzare diverse tele lunghe quasi sei metri, facendo riferimento a quelle già dipinte, o solamente affidandosi ai propri ricordi. Proprio per questo motivo si identificano delle differenze tra i dipinti iniziali e quelli finali. I primi, infatti sono i più realistici, mentre le ninfee rappresentate in quelli finali, i cui fiori sono ormai disfatti, sembrano galleggiare sulla tela senza la presenza che erano soliti avere nelle versioni iniziali. Si può inoltre notare che le pennellate delle ultime opere divennero molto più fluide, rispetto a quelle precedenti molto più pastose e cariche di colore.
Si può quindi vedere che l'artista per realizzare le Ninfee si ispirò all'arte giapponese, caratterizzata dallo stile Ukiyo-e (pittura del mondo fluttuante) dove questi fiori rappresentano una delle caratteristiche principali e i cui quadri entusiasmarono gli Impressionisti.


Fonti:

  • Arte e immagine, Il libro dell'arte volume B, di Paola Bersi e Carlo Ricci, Zanichelli
  • Arte scuola, La storia dell'arte, di Gloria Fossi, Giunti Scuola
 

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