Pinin Brambilla e la rinascita del Cenacolo

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Pinin Brambilla, un nome che forse molti di voi sentono per la prima volta, ma che appartiene a una donna straordinaria che ha realizzato un autentico miracolo: riportare all'originaria bellezza il Cenacolo di Leonardo.

 

Tra i restauratori è forse l’unica il cui nome è conosciuto dal grande pubblico per la lunghezza, la difficoltà e la straordinarietà dell'intervento facendo entrare per la prima volta il restauro nel dibattito pubblico.

 

Come racconta la restauratrice stessa:  «il restauro resta difficile da comprendere per un pubblico poco preparato, e ancora di più da giudicare, tanto per le questioni scientifiche ma anche perché è complesso capirne le ragioni e le differenze di opinioni. Il nostro è un lavoro di grande fascino. Si entra nello spirito dell’opera, si capisce come il pittore ragiona, i suoi mezzi tecnici, la poesia. È una cosa che rimane dentro. Il restauratore deve operare con le mani, e poi ci sono la mente e il cuore». Tutto questo, grazie al monumentale intervento sul Cenacolo, è finalmente arrivato anche allo spettatore meno preparato "sulla teoria" riguardante le opere d'arte.

 

Questo quadro è anche stato il primo restauro realizzato in mezzo alla gente: la signora Brambilla aveva tutti i giorni e ogni ora decine di persone alle spalle che le chiedevano di spostarsi per poter vedere l'opera, bambini che urlavano... Inoltre, data la grande visibilità del lavoro, numerose personalità di spicco si sono recate sul sito durante i suoi turni lavorativi; i più celebri ospiti furono il principe Carlo d'Inghilterra, il presidente Pertini la regina Beatrice d'Olanda, tutti profondamente interessati e anche competenti in materia.

 

Tutto gli storici dell'arte erano stupiti dal vedere emergere un dipinto diverso da come lo si conosceva: l'apostolo Matteo, ad esempio, nella versione originale di Leonardo era senza barba, con i capelli ricci e biondi. Un'immagine completamente diversa da quella a cui siamo sempre stati abituati.

 

I volti e le mani hanno resistito meglio al rovinoso scorrere del tempo, dal momento che Leonardo li realizzava con sei o sette strati di colore; dei vestiti invece restano solo pochi e minuscoli frammenti poiché erano costituiti soltanto da due sottili passate di pigmento.

 

Il dipinto di Leonardo, in realtà, aveva iniziato a rovinarsi già pochi anni dopo la fine della sua realizzazione perché il geniale artista aveva sperimentato una nuova tecnica con l'intento di portare su muro gli effetti della pittura da cavalletto con tutte le sue possibilità espressive anziché usare il tradizionale affresco, questi eterno ma più "piatto". I contemporanei di Leonardo avevano già iniziato a realizzare copie del Cenacolo per conservarne almeno la memoria.

 

Inoltre gravi eventi storici avevano compromesso nei secoli la sopravvivenza del Cenacolo: nel 1796 i soldati francesi trasformarono per tre anni il Refettorio in una stalla, nel 1848 l’esercito austriaco utilizzò l’ambiente per l’acquartieramento delle truppe, ma l’evento più drammatico si verificò nella notte tra il 15 e il 16 agosto 1943, quando un ordigno caduto nel mezzo del chiostro grande provocò il crollo del muro e della volta del Refettorio.

 

Molti furono gli interventi che l'opera subì nel tentativo di fermare il degrado, ma ognuno ha allontanato sempre più l'immagine da quella originale.

 

Prima del restauro, visto da lontano il dipinto nel complesso sembrava abbastanza completo, ma appena la signora Brambilla si avvicinò le figure divennero "un ammasso di grumi, disseminato di piccole zone chiare là dove era caduta la superficie dipinta". Perciò con un bisturi e un microscopio a forte ingrandimento, 4 ore al giorno, non di più perché la fatica per gli occhi era davvero moltissima, si dedicò interamente al Cenacolo per 22 anni, spesso accettando di rinunciare a trascorrere piacevole momenti con il marito e il figlio. Un grande sacrificio ricompensato da un enorme successo!

 

Bibliografia: https://www.google.com/amp/s/www.avvenire.it/amp/agora/pagine/cercando-Leonardohttps://www.google.com/amp/s/www.panorama.it/amp/pinin-brambilla-barcilon-cosi-salvato-cenacolo-leonardo-2644752112https://www.google.com/amp/s/controcorrentearte.wordpress.com/2015/02/09/pinin-brambilla-barcilon-la-mia-vita-con-leonardo/amp/

 

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