Yayoi Kusama e l'arte delle allucinazioni

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Yayoi Kusama e l'arte delle allucinazioni
Articolo di Lorenzo Enrietto

 

Yayoi nacque a Matsumoto nel 1949, una cittadina a 200 km da Tokyo. La sua era una famiglia benestante e conservatrice: il padre era un donnaiolo e la madre una donna arrabbiata, che scaricava spesso sulla figlia le proprie delusioni e paure. Fu così che già in giovane età Yayoi fu affetta da disturbi della personalità, che la indirizzarono verso il mondo dell'arte. All'età di 12 anni, infatti, il motivo a fiori rossi della tovaglia si estese a tutto il resto della stanza, facendola diventare agli occhi della bambina un luogo magico e allo stesso tempo surreale.

Kusama iniziò a disegnare all'età di 10 anni, ma questa sua passione fu più volte stroncata dalla famiglia, che voleva che da adulta andasse in sposa ad un uomo ricco, diventando una semplice casalinga. Questo lei non poteva accettarlo.

La donna per tutta la sua vita si è trovata a vivere in un mondo quasi empirico, fatto di forme e motivi disturbanti che danno, letteralmente, alla testa. La sua mente è infatti preda di numerose allucinazioni uditive e visive, fatte di flash, pois e di motivi che si estendono allo spazio circostante. Fu proprio questo a dare origine alla sua arte.

Nel 1957 si trasferì a New York, dove iniziò la propria carriera artistica, diventando subito un'importante artista nel panorama americano. Questo suo successo la accompagnerà fino al 1975, quando decise di tornare a Tokyo, perché esausta, sia mentalmente che fisicamente.

Dal 1977 Yayoi Kusama vive nell'ospedale psichiatrico Seiwa, ma ogni giorno si dirige nel suo studio a Shinjuku, dove continua la propria produzione di fantastiche opere d'arte.


L'ARTE DI YAYOI KUSAMA

La produzione artistica di Yayoi Kusama abbraccia diverse correnti, quali Surrealismo, Espressionismo astratto, Psichedelismo, Pop Art, Minimalismo, etc.

Per l'artista la sua è quasi una missione; lei, infatti, ritiene che le sue opere siano in grado di aiutare le persone, compresa se stessa. Il suo intento è quello di far percepire all'osservatore un perpetuo senso di cosmo e di vuoto, che lo trasporta verso il concetto di infinito. L'arte di Kusama tende infatti alla smaterializzazione dello spazio, dandogli un'accezione fantastica e surreale.

Il concetto di infinito è ripreso dalle “Infinity Mirrored Room”: stanze chiuse dove un motivo viene riportato attraverso degli specchi su tutte le pareti, dando un'idea di spazio inesauribile dove l'immagine è riprodotta fino all'infinito.

Tra le sue opere più importanti si ritrovano:

Infinity Mirrored Rooms

Gleaming Lights of the Souls

The Obliteration Room

Dots Obsession

Yayoi Kusama si identifica quindi come una tra le artiste più importanti del XX e XXI secolo, la quale fu sempre in grado di trasportare l'osservatore verso mondi surreali e “schizofrenici”, facendo nascere dentro ognuno potenti emozioni contrastanti e logoranti. Grazie alla sua arte, forse, si riesce a cogliere una nuova accezione, puramente positiva e speciale, del termine “pazzia”.

 

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