Bullismo: è l'ennesimo caso nella nostra regione

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Ormai è sempre più frequente, un fenomeno diffuso ovunque in Italia e non solo, con principale palcoscenico le scuole medie e superiori. Di cosa si tratta? L’ennesimo caso di bullismo, questa volta a Genova.

È successo ieri, sabato 28 febbraio, nel capoluogo ligure. Due ragazze di 16 e 17 anni hanno picchiato, insultato e, per infierire ulteriormente, diffuso tra gli amici attraverso il celebre Whatsapp, un’"amica" (tra virgolette, perché sicuramente questa non può essere considerata come amicizia) di soli 12 anni, per vendicare uno sgarro subito alcuni giorni prima.

 

La ragazza sarebbe stata invitata con l’inganno, dopodiché colpita più volte e con vergognosa violenza mentre altri coetanei assistevano, spettatori passivi della scena, non intervenendo perché non volevano, perché reputavano ciò che si stava verificando uno "spettacolo", e l’azione delle due ragazze "divertente" o, peggio, pensavano che la dodicenne meritasse le violenze inferte. Comunque, tutti i ragazzi coinvolti sono stati identificati dalle autorità grazie al video che proprio qualcuno di loro aveva filmato.

 

La denuncia è partita dai genitori della "vittima", e le due "bulle" saranno accusate di lesioni aggravate e di diffamazione per la diffusione del video.

 

Questo è, purtroppo, uno dei numerosissimi episodi che si verificano ogni giorno nelle scuole e anche all’esterno di esse, a volte più vicino a noi di quanto possiamo pensare.

 

Numerosi dati e statistiche presi nelle scuole hanno dimostrato che un ragazzo su due subisce atti di violenza psicologica, verbale e fisica.

 

Ora, la scuola è luogo dove i ragazzi trascorrono quasi la maggior parte della loro giornata, che dovrebbe proteggerli, ma soprattutto insegnar loro a rapportarsi con gli altri. È quindi d’obbligo chiederci: i "bulli" di oggi, un domani, che individui saranno? E quali ripercussioni avranno, sul loro futuro, le loro "vittime"? L’adolescenza è fase di crescita estremamente fragile, e le esperienze vissute in questo periodo hanno la capacità di segnare profondamente un individuo.

 

Ecco perché ognuno deve fare la sua parte e non sottovalutare la "Questione Bullismo". Non si può rimanere a guardare, non bisogna temere di apparire deboli se si dimostra di seguire un’etica umana che si oppone alla codarda prepotenza di gruppi, la cui unica forza sta proprio nell’essere uniti nel gruppo, quando i singoli individui isolati non avrebbero neanche il coraggio di contraddire l’opinione di un altro.

Alessia Cacciapuoti

 

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