Storia del Marocco

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Abitato fin dalla preistoria da popolazioni berbere, il Marocco conobbe la colonizzazione di vari popoli come i fenici, i cartaginesi, i romani, i vandali, i bizantini e infine gli arabi. Il dominio delle dinastie islamiche ha avuto sul paese una grandissima influenza a partire dal VII secolo, mentre è al XIX secolo che risalgono le prime infiltrazioni coloniali della Francia e della Spagna. Il Marocco diventa protettorato nel 1912, poi è tra i primi paesi del continente africano a diventare indipendente nel 1956, dopo diverse rivolte guidato dal sultano Muhammad V. Il Marocco è diventato una monarchia dopo l'indipendenza.

Il popolo sahrawi è costituito da gruppi tribali arabo berberi tradizionalmente residenti nelle zone del Sahara Occidentale che, già nel corsodella dominazione spagnola, avevano cominciato negli anni 30 a reclamare la loro indipendenza.

Sull'area, ricca di fosfati, avanzava però pretese anche il Marocco ed è per questo che le popolazioni della regione hanno conosciuto grandi difficoltà per realizzare le loro ambizioni e vedersi riconosciuti sul piano internazionale e persino inter-arabo.

Il 14 dicembre 1960 l'ONU votò la risoluzione n. 1514 con cui si riconosceva il diritto all'indipendenza per le popolazioni dei paesi colonizzati. Nel 1963 il Sahara Occidentale fu incluso dalle Nazioni Unite nell'elenco dei paesi da decolonizzare e nel dicembre di due anni dopo l'Assemblea Generale riaffermò il diritto all'indipendenza del popolo sahrawi, invitando la Spagna a metter fine alla sua occupazione coloniale dell'area.

Nel 1966 l'ONU ratificò l'atto di autodeterminazione dei popoli sahrawi.

Il 10 maggio 1973 il Polisario (Frente Popular de Liberaciòn de Saguia el Hamra y Rìo de Oro) organizza il suo primo congresso di fondazione e la Spagna, l'anno seguente, compie un censimento della popolazione del Sahara Occidentale, atto necessario per organizzare il referendum richiesto dall'ONU fin dagli anni '60. Il risultato indica la presenza nella regione di 74.902 persone e il 20 agosto 1974 la Spagna annunciò il suo parere favorevole per l'effettuazione del referendum di autoderminazione del popolo sahrawi.

Pur tuttavia, ai primi del 1975, il re del Marocco Hassan II espresse la sua totale opposizione all'indipendenza del paese, malgrado il 12 maggio 1975 una missione dell'ONU recatasi in visita nei territori del Sahara Occidentale, riconfermasse il diritto all'autodeterminazione del popolo sahrawi, riconoscendo il Polisario, che già aveva da qualche mese iniziato ad effettuare operazioni di guerriglia contro la Spagna.

Il 31 ottobre 1975 il Marocco entrò con un esercito di 25.000 uomini nella zona contigua ai suoi confini con il Sahara Occidentale mentre la Spagna cominciò lo sgombero delle aree sotto il proprio controllo. Il 6 novembre 1975 Hassan II fece organizzare la "marcia verde" con cui 350.000 marocchini entrarono nel Sahara Occidentale per vanificare l'eventuale referendum e per porre le basi di una definitiva appropriazione dei territori sahariani occidentali, malgrado il 2 novembre dello stesso anno la Spagna confermasse il proprio impegno a rispettare l'autodeterminazione del popolo sahrawi.

Di fatto, però, la Spagna giunse segretamente a un accordo con Marocco e Mauritania per al spartizione del paese conteso in cui le forze sahrawi iniziavano un'azione di resistenza armata, non del tutto documentabile contro Marocco e Mauritania, che portò anche all0uso di bombe al napalm da parte marocchina contro insediamenti sahrawi. La resistenza diede vita nel 1976 alla Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi, RASD, lasciand gli oneri del conflitto in corso al solo Marocco che invase il restante territorio del Sahara Occidentale, costringendo all'esodo numerosi combattenti e famiglie sahrawi che trovarono rifugio in Algeria.

Nel 1991 con il conseguimento di un cessate il fuoco, l'ONU inviò in missione nel Sahara occidentale una delegazione con il compito di vigilare sulla tregua e organizzare il referendum.

Nel 2003 James Baker, inviato speciale delle Nazioni Unite, propose un piano in due fasi che, dopo una transizione di 5 anni in cui il Marocco e il Sahara Occidentale avrebbero governato insieme nei territori occupati, sarebbe dovuto culminare con il referendum, ma il piano non trovò il favore del Marocco. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato fino al 2004 il mandato alla delegazione in attesa di un ripensamento da parte del Marocco. Nell'ultima seduta delle Nazioni Unite, tenutasi il 25 aprile 2013, è stata votata una risoluzione che proroga la missione fino al 30 aprile 2014, ma la soluzione continua ad essere una mera speranza.

 

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