Addio Visconti

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Ischia, abbandonatalaColombaia,la Villa di LuchinoVisconti


Ischia, abbandonata la Colombaia, la Villa di Luchino ViscontiLa Colombaia

Il bando del Comune omette perfino il nome del grande regista. Dimenticato anche l’anniversario del Gattopardo

di STELLA CERVASIO

27 ottobre 201
Sessantesimo anniversario del "Gattopardo" e nessuna celebrazione. E dimenticato è pure il maestro che dal libro di Tomasi di Lampedusa trasse un film immortale: Luchino Visconti. Dimenticato, il regista di "Bellissima" e di tanti capolavori, nell’isola di Ischia che fu anche un po’ sua. Se la trasferì nel cuore vivendo il più possibile, alternando i suoi giri per il mondo, nella villa La Colombaia di Forio.
Un sacrario per la storia del cinema, e per Ischia soltanto una promessa mancata: doveva diventare una scuola internazionale dello spettacolo, finì a una fondazione che realizzò un nulla di fatto, poi il Comune se l’attribuì e ora, per riaprire la questione, poichè il luogo è abbandonato, ha formulato un bando che omette il nome di Visconti - come ha giustamente denunciato Franco Iacono, che per quella dimora e per ciò che ha significato e significa, dietro la trascuratezza del passato, ha speso molto tempo, fin da quando era sindaco alla fine degli anni Ottanta. «Ma non si è verificata solo questa omissione - continua Iacono, che non ci può pensare La concessione all’eventuale aspirante gestore della villa come centro culturale è soltanto per due anni. Un tempo troppo ristretto per far decollare un qualsiasi progetto. Una superficialità che questo luogo non merita».

Il luogo però, non ha avuto grande fortuna, fatta eccezione per quando l’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti fece apporre il vincolo della legge 1089 («Conservo ancora racconta Iacono - la lettera di Andreotti. Iacono acquisì al patrimonio comunale la dimora che era stata acquistata dalla famiglia del parlamentare Francesco De Lorenzo, proprietaria di un albergo vicino. L’allora sindaco intervenne con passione: «Sfondai la porta e la villa tornò di Ischia». Ma Ischia la vuole davvero questa villa? Non pare infatti che le interessi ricordare aneddoti tra il manuale della storia dello spettacolo e Hollywood Party.

Come quello di Umberto Orsini, ospite della Colombaia con la fidanzata Alice Kessler, che, avendo dimenticato una finestra aperta, dovette subire le ire del regista dopo che una tempesta improvvisa aveva spazzato via e frantumato una delle sue importanti porcellane.

Ci sono beni culturali che "pesano" per certe amministrazioni comunali, una di queste aveva tentato di trasformare casa Visconti in un casinò. Tante altre sono state le proposte, tutte non realizzate o al di sotto delle aspettative. Tra le tante, quella di un liceo musicale, e quella di una dépendence turistica. Gli arredi per il set del "Gattopardo" furono acquistati da un antiquario di Ischia, uniti, libro e film ancora in una ingrata dimenticanza.

Correva l’anno 2001 quando, dopo cinque anni di restauri, venne tagliato il nastro della villa rinnovata che, annunciò la giunta di allora presieduta dal sindaco Franco Monti, sarebbe dovuta diventare "un tempio all’artista e un centro per formare storici e critici del cinema, sala di concerti e di festival di film" (citiamo dalle cronache dell’epoca). Sembra un secolo fa. Erano trascorsi 25 anni dalla morte di Visconti, e, nel rispetto delle sue volontà, erano state fatte arrivare sull’isola le sue ceneri, da nascondere in un posto segreto conosciuto soltanto dai familiari. La sorella Uberta ha raggiunto poi anche lei il genio del fratello, esteta rigoroso. Ma la villa fu depredata dai ladri d’arte e vandalizzata. In America ne avrebbero fatto un tempio. A Ischia ancora oggi il suo destino è dubbio.

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/10/27/news/la_colombaia_quel_sacrario_abbandonato-210101910/

 

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