Via al restauro del cenobio della Cappella degli Scrovegni

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PADOVA. Sarà interamente restaurato il cenobio della Cappella degli Scrovegni, a partire dal soffitto “stellato”. I lavori inizieranno in estate e sono previste anche indagini geologiche e archeologiche. La cifra stanziata dal ministero è di 500 mila euro. Nei giorni scorsi i tecnici dell’Iscr (istituto superiore per la conservazione e il restauro) hanno effettuato i rilievi per l’avvio del cantiere. E ieri mattina un gruppetto del Comitato per la sicurezza idraulica e statica della Cappella, guidato da Elio Franzin, ha effettuato un sopralluogo nella cripta.

IL VIA AI LAVORI. l’ultima riunione con l’assessore all’edilizia Paolo Botton, i tecnici di Roma e quelli della soprintendenza ai beni culturali di Venezia. L’intervento verrà completamente finanziato dal Ministero e realizzato dall’Iscr, lo stesso istituto che nel 2002 completò l’ultimo restauro conservativo dei dipinti murali di Giotto.

Il cenobio si trova esattamente sotto la navata della Cappella, a un livello di 4,63 metri sottoterra. Alla fine dell’800 fu liberato dall’interramento, ma l’unico intervento mai realizzato nella cripta è la costruzione di otto contrafforti laterizi con l’obiettivo di “sostenere” meglio le pareti esterne dell’edificio. Da allora non ci sono mai stati lavori di restauro per questo spazio.

 

IL SOFFITTO STELLATO. Nella Cappella degli Scrovegni ad impressionare i visitatori degli affreschi è il “cielo” blu di Giotto, decorato da 700 stelle dorate a otto punte. Lo stesso cielo stellato si trova anche nel cenobio, dove il soffitto voltato è decorato da grandi stelle rosse e nere su di un intonaco neutro a calce. A Padova le stesse stelle si ritrovano nel portico duecentesco di palazzo Capodilista (in via Umberto I) e dietro la statua di Alberto da Padova nel Palazzo della Ragione.

La volta della cripta dunque sarà per la prima volta restaurata e le stelle restituite all’originario splendore. Un elemento che non fa che aumentare il mistero sull’utilizzo del cenobio. La cripta è sempre esistita e si entrava da un collegamento che era interno al palazzo Foscari-Gradenigo, demolito nell’800. Ma a cosa serviva? Era una sacrestia? Vi si riunivano i “Frati gaudenti”, ordine cavalleresco di cui Enrico Scrovegni faceva parte? Nessuno finora ha saputo dare una risposta definitiva.

LE INDAGINI ARCHEOLOGICHE. Pare certo invece che anche nel ’300 l’acqua allagasse il cenobio. C’è infatti un condotto di terracotta, lungo circa 4 metri, che serviva per lo scarico dell’acqua. A partire da questa canaletta, che verrà esaminata con una telecamera endoscopica, saranno fatte anche le indagini archeologiche. Alcuni disegni storici testimoniano la presenza di un pozzo davanti all’ingresso della Cappella.

Il livello della falda freatica, infatti, si trova poco al di sotto del pavimento della cripta e, nei giorni di pioggia, si alza fino ad allagare tutto lo spazio. È stato dunque realizzato un sistema che convoglia le acque fino ad una vasca. Da qui poi un sistema di pompe conviglia le acque, sia meteoriche che di falda, all’esterno. Nei lavori di restauro è prevista la demolizione della vasca e il consolidamento delle pareti murarie.

 

Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2016/05/15/news/arriva-mezzo-milione-per-restaurare-la-cripta-1.13478293

 

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