Cinecittà: che brutta fine !

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Spettacolo&Business

Città senza Cine

Niente più film, solo tivù e turismo nella nuova Cinecittà.


di Denise Faticante

È stato il luogo in cui il cinema italiano si è consacrato nel panorama internazionale. Ma sono lontani i tempi dei Fellini, Taviani, Rossellini, De Sica, solo per citare qualche nome a caso. Cinecittà è caduta in crisi da tempo, una condizione da cui, per il momento, sembra non ci sia possibilità ritorno, almeno per quanto riguarda la settima arte. Perché il tempio delle pellicole italiane (e non solo) d'autore è destinato a una riconversione che poco ha a che fare col cinema.
Ormai ventilato da anni, infatti, il piano di rilancio degli Studios, presentato dalla Holding che fa capo a Luigi Abete, sembra entrato nella sua fase operativa. Il progetto parla di alberghi di lusso, un centro fitness, un ristorante e pure un parcheggio sotterraneo su due piani. E tanto è bastato ai sindacati e ai comitati di quartiere per salire sulle barricate e lanciare l'ultimo grande grido d'allarme: fuori il cemento da Cinecittà, vogliamo cinema e non costruttori.

La riconversione: 400 mila metri cubi di nuove costruzioni

Il piano, che vedrà i primi cantieri aperti entro la fine dell'anno, prevede la realizzazione di un nuovo teatro di posa, simile al Teatro 5, attrezzato con le migliori tecnologie disponibili sul mercato, sia digitali che 3D.
Nello stesso complesso immobiliare, al teatro si accompagneranno moderni uffici, attrezzerie riservate alle produzioni, ma anche servizi di ristorazione e aree fitness. Tradotto in cemento significa che verranno realizzate 150 mila metri cubi di nuove strutture ai quali verranno aggiunti successivamente altri 240 mila metri cubi legati alla nascita del Distretto del Cinema e del Multimediale.
In cantiere, quindi, quasi 400 mila metri cubi di costruzioni e davvero poco spazio alla cultura cinematografica.

La protesta: il grido d'allarme dei sindacati

Ma cosa significherebbe questo per gli Studios? «Cinecittà non ha bisogno di costruttori ma di nuovi film», tuona Roberto Corirossi della Uilcom, «le maestranze e le comparse oggi non lavorano più, l'indotto è in agonia, si girano a malapena quattro film l'anno e noi non accettiamo che un piano di rilancio passi per il cemento e non per fondi e finanziamenti».
È questo il filo rosso che unisce Cgil, Cisl, Uil, Fistel, associazioni territoriali, Rsu e comitati di quartiere. Tutti insieme nella lotta. «Per far rivivere il cinema d'Italia», continua Corirossi, «servono azioni legislative: incentivi che possano mettere a disposizione i fondi necessari per poter girare dentro gli Studios».
Anche perché, stando alle denuncia dei sindacati oggi le tariffe applicate da Cinecittà sono molto alte e l'alternativa è girare nelle piazze di Roma, tenendo in ostaggio i cittadini e sequestrando parcheggi anche per intere settimane.
«C'è in discussione in Parlamento», dice Corirossi, «la proroga della “tax credit” e della “tax shelter”: due strumenti legislativi in scadenza che garantiscono sgravi fiscali a chi investe. Ma per ora nulla si è mosso, e bisogna fare in fretta prima che sia troppo tardi». E il segretario regionale della Uil Luigi Scardaone gli dà manforte: «Stanno già iniziando a sfrattare gli artigiani della cittadella. Siamo anche d'accordo a un progetto di riconversione, ma non si tocchino i lavoratori».

La privatizzazione: venduto l'80% degli Studios

Dal 1997 a oggi il processo di privatizzazione è stato svelto e inesorabile. La holding Italian Entertainment Group detiene l'80 per cento del capitale azionario di Cinecittà Studios, il 49% di Cinecittà Entertainment, l'1 per cento di Cinecittà Village e il 18 per cento di Edilparco spa.
I proprietari sono nomi importanti dell'economia italiana come Luigi Abete, presidente del consiglio di amministrazione, Diego Della Valle (titolare del 33 per cento del capitale sociale), e Aurelio De Laurentiis. La Italian Entertainment Group, che controlla Cinecittà attraverso partecipazioni azionarie pari a 40 milioni di euro, ha smesso di investire nel cinema, indirizzando i suoi interessi altrove e soprattutto sul parco a tema Cinecittà World che sta realizzando a Castel Romano.
Il 20% degli Studios è in mano al ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso Cinecittà Luce che quest'anno si è visto decurtare di un milione di euro il finanziamento pubblico.

La crisi: a rischio migliaia di posti di lavoro

Oggi i dipendenti di Cinecittà sono appena 400, a fronte di circa 1.500 di sei-sette anni fa. Ma la vera crisi occupazionale riguarda l'indotto, e qui i posti di lavoro a rischio sono un decine di migliaia. Seimila tra registi, attori e maestranze specializzate, 10 mila piccole e medie imprese.
E per salvaguardare il cinema e i posti di lavoro è nato in questi giorni anche il comitato “Salviamo Cinecittà”.
Con una campagna pubblicitaria, volantinaggio, sit-in e assemblee pubbliche, stanno cercando di sensibilizzare e mobilitare la gente. «Cinecittà è un patrimonio anche del quartiere», afferma il leader Simona Ammerata, «chi abitava qui, un tempo, lavorava come comparsa. Il cinema è anche un nostro bene e ci batteremo con tutte le nostre forze per dire no alla speculazione edilizia».
Per questo motivo le settimane scorse si sono susseguite manifestazioni e proteste. «Per il 24 novembre», annuncia Corirossi, «faremo un convegno organizzato dal X Municipio con le associazioni delle professioni del cinema. E il 29 parteciperemo allo sciopero generale del mondo dello spettacolo. Siamo già stati sul red carpet del Festival di Roma». La battaglia si preannuncia dura. Chissà se mai Cinecittà tornerà ad essere come la descriveva Federico Fellini: «La mia casa, il mio posto ideale, il vuoto cosmico prima del Big bang».

Fonte-Lettera 43

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Questo articolo é stato letto: 698 volte

Leggi anche:

Choose your language!
Arabic Chinese_simplified English French German Japanese Portuguese Russian Turkish
Social

Facebook Wstoriadellarte

Twitter @wstoriadellarte

Instagram @wstoriadellarte_

Youtube wsavonainarte

http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/youtube-banner-video.png
Lezioni digitali
http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/1 rin.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/assss.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/goo.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/i soll.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/immmm.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/or.jpg
Utenti online
 225 visitatori online

Con il patrocinio

della Delegazione di Savona

Sito del FAI di Savona

Ora siamo anche su Youtube!

 

Iscriviti al canale dedicato ai beni culturali

del territorio savonese!


Storia dell'Arte.eu è segnalato da:
 Il Blog dell'Arte