La Censura Cinematografica

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La censura è un procedimento introdotto nella società per filtrare le informazioni, le immagini e le notizie che raggiungono la popolazione. Questo può sembrare un fenomeno astratto, che avviene “dietro le quinte”, ma tutto quello che leggiamo, vediamo su internet o al cinema subisce un'esame e un controllo prima di poter arrivare a noi.

La censura è stata messa in pratica nel corso della storia in modo razionale, ma anche come propaganda politica per accrescere il consenso da parte della popolazione.

Secondo la definizione data dall' Enciclopedia di Wikipedia, “la censura cinematografica è il complesso di procedimenti attraverso i quali si attua un controllo preventivo o successivo all’uscita di un’opera cinematografica, limitando o negando la sua proiezione in pubblico”.

 

Nel corso della storia ci furono numerosi regimi dittatoriali e dispotici che limitarono le libertà di espressione, in particolare sulla carta stampata e nel mondo della cinematografia, usufruendo della censura a dismisura.

 

In Italia durante il regime fascista (1922-1943) un' infinità di pellicole, sia italiane sia straniere, vennero censuarate, al fine di evitare il diffondersi di idee antifasciste e rivoluzionarie.

Se pensiamo al fascismo viene subito in mente la propaganda dei cinegiornali dell'istituto Luce, di cinecittà ecc.. Nello stesso periodo Benito Mussolini affermò che “ la cinematografia è l'arma più forte”.

Intorno al 1923 il sistema cinematografico italiano entrò in una crisi profonda. Negli anni Venti solo una percentuale, costantemente sotto il 10%, dei film in circolazione era di produzione italiana. Mussolini, al potere dal 1922, si preoccupò nei primi anni solo dell'informazione e della propaganda, istituendo allo scopo nel 1924 l'Istituto Luce. Questo produsse una grande quantità di cinegiornali, che obbligatoriamente dovevano essere proiettati prima dell'inizio di qualsiasi film.

La cinematografia diventava il mezzo di comunicazione più efficace e diretto per gestire l‘informazione di massa, attraverso il quale si potevano assimilare tutta una serie di atteggiamenti che non coincidevano con i modelli ufficiali della cultura fascista, ma solo da questa tollerati.

Il controllo totale e la censura dell' arte cinematografica e l‘influenza effettuata su tutti i mezzi di comunicazione di massa , dai giornali alla radio, fino ad arrivare alle canzoni e ai fumetti, andavano a delineare la nuova strategia propagandistica messa in atto dal Fascismo.

 

Ma a distanza di settantantacinque anni cosa è cambianto nel mondo?

In Italia la situazione è decisamente migliorata rispetto al periodo del fascismo, attualmente la censura non svolge un ruolo cosi' incisivo grazie ad una discreta libertà di stampa.

Ma non è cosi' in tutto il mondo. Infatti nel 2020 in Corea del Nord la popolazione non ha accesso ad internet, ogni informazione che arriva dal esterno viene sistematicamente controllata. La censura in Corea del Nord si colloca tra alcune delle più estreme al mondo: il governo è in grado di prendere il controllo rigoroso sulle comunicazioni.

La cesura nel cinema è legata alla divulgazini di immagini in movimento ma nel 2020 la diffusioni di contenuti multimediali si è diffusa e oltre al cinema sono molti i mezzi per divulgare tali contenuti.

Per quanto riguarda la libertà di accesso alle fonti di informazione online la situazione peggiore si registra in Cina e in Russia, mentre in generale tutta l'Asia e l'Africa sono soggette a forti restrizioni o vere e proprie censure.

Con l'espressione "censura di Internet",sempre secondo Wikipedia, si intende il controllo o il blocco della pubblicazione di contenuti, o dell'accesso ad essi, nella rete Internet. Essa, come la censura cinematografica, tende a negare la prioezione e pubblicazione di determinate immagini.

La censura viene attuata dal governo per controllare ciò che potrebbe urtare la sensibilità dei cittadini oppure, nel caso peggiore, le notizie che potrebbero trapelare e che risulterebbero “scomode” per chi governa.

La censura, in ogni sua forma, in qualche modo cerca di controllare la società, ma in un mondo in gli essere umani non hanno più limiti, in cui spesso prevalgono i principi di libertà sui quelli dei doveri, la censura ha ancora ragione di esistere?

Il dovere di chi governa è quello di mantenere la pace, la salute e l'equilibrio tra suoi cittadini all'interno della nazione. Se la censura è utilizzata con un fine positivo, per salvaguardare la popolazione da immagini che potrebbero disturbare , è giusto che essa agisca.

In virtù degli errori commessi in passato chi si occupa della censura deve essere consapevole che questa può essere un'arma molto potente, da utilizzare solo per proteggere la popolazioni in determinati casi. Ad esempio vietare la visione di alcuni film ai minori di diciotto anni può essere considerato come uno strumento di tutela per questi sogetti, la cui sensibilità potrebbere turbata da alcuni contenuti. .

La censura deve agire solo secondo un fine legittimo e appropriato, senza limitare le libertà di espressione eopinione: il suo scopo deve essere quello di proteggere e non di oscurare.

 

Relazione realizzata da Marta Viglino

 

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