Orso Bianco

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Black Mirror è una serie antologica di produzione britannica che in ogni episodio presenta personaggi e storyline differenti, con un unico filo conduttore: tutte le storie sono ambientate in un futuro, prossimo o meno, in cui la tecnologia e affini hanno cambiato radicalmente la vita degli uomini. Gli argomenti sono vari e hanno il grande pregio di colpire lo spettatore, a volte commuovendolo, altre scioccandolo,altre ancora entrambi; ogni episodio offre molti spunti di riflessione, anche su temi attuali. L'episodio di cui andrò a parlare è il secondo della seconda stagione,intitolato Orso Bianco ( da qui in poi ci saranno spoiler sull'episodio in questione).Nell'intero episodio vige la confusione più totale, confusione che è della protagonista quanto nostra, la tensione e i dubbi raggiungono il loro apice con la rivelazione finale, che ci spiazza totalmente. La protagonista, Victoria Skillane, è una donna condannata in quanto complice del fidanzato nell'omicidio di una bambina di 6 anni, crimine a cui aveva assistito filmando il tutto. Seguendo la legge del contrappasso Victoria si ritrova ogni giorno al centro di un show che richiama spettatori da ogni dove, inseguita da carnefici mascherati senza ricevere l'aiuto delle persone che la guardano, impassibili, filmandola con i loro cellulari. Questa è la sua punizione: ogni sera le viene cancellata la memoria, e ogni giorno lo spettacolo si ripete, con un copione sempre uguale, ma con diversi partecipanti. Il tutto è infatti ambientato in un parco, il “White Bear Justice Park”, dove la gente si reca, pagando, per partecipare con orgoglio alla condanna di un'assassina. Dopo che questo è rivelato anche alla protagonista, ha luogo una specie di “walk of shame” alla Cersei Lannister, in cui gli spettatori lasciano libertà a tutta la loro rabbia e indignazione, insultando e umiliando ancor di più la donna. La colpevole diventa vittima e alla fine dei conti la stessa punizione perde ogni significato, perché si ritrovano a punire una persona priva di ogni ricordo delle sue azioni(se non alla fine della giornata), e il tutto arriva al nocciolo della questione: lo spettacolo, l'intrattenimento,il godimento nell'osservare l'umiliazione, la paura e il pentimento della donna, la nostra tendenza a rallentare difronte a un incidente e il nostro incolmabile desiderio di mostrarci migliori,fino a perdere la nostra umanità. Non importa se la punizione sia disumana o se la donna si sia pentita, come dicono i Queen in un contesto alquanto diverso “The show must go on”. Per quanto grave possa essere il crimine, è giusto dimenticarsi che siamo uomini e trattarci invece da animali? E' giusto tornare alla legge del taglione, dimenticandoci di ogni forma di diritto umano,punendo una persona giorno dopo giorno fino a renderla lo spettro di ciò che era? Se una persona è colpevole è necessario che venga punita seguendo criteri ben precisi, a seconda di leggi e norme che si ricordino cosa siano i diritti dell'uomo, di dignità e umanità. Capita ormai fin troppo spesso che le persone s'improvvisino giudice, giuria e se fosse per loro anche boia, invocando pene atroci e disumane arrivando al punto in cui si ha una doppia colpevolezza: il responsabile vero e proprio del crimine da una parte, e i novelli giudici da tastiera e bar dall'altra.

Il tema dell'episodio più affine al filo conduttore della serie è quello riguardante la tendenza, ormai ampiamente diffusa nella televisione italiana, di gonfiare fino a far esplodere sia polmoni che palloncino i fatti di cronaca, ancor meglio se tragici. Lasciando da parte ogni sentimento di ritegno verso avvenimenti che hanno causato dolore a persone reali, non pupazzetti in un teatrino per bambini, si punta al guadagno, che questo tipo di spettacolo porta proficuo. La disgrazia diventa uno spettacolo intrigante da vendere e da comprare.

Ho apprezzato particolarmente questo episodio, soprattutto per la struttura della trama che intriga e incuriosisce e per le tematiche che affronta; probabilmente è uno degli episodi che più mi ha sconvolto tra quelli visti fino a questo momento, anche se bisogna ammettere che tutte le storie di Black Mirror riescono a colpire in qualche modo.

 

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