Condannata la nutella

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La Nutella “non è un cibo sano”, in USA condannata ad un maxi risarcimento

La filiale statunitense del colosso alimentare della famiglia Ferrero è stata condannata ad una salatissima multa da 3 milioni di dollari, dopo essere stata accusata di pubblicità ingannevole da una mamma californiana.

La Nutella

Un tempo lo slogan era “Se la mamma ha le sue ricette anch'io ho la mia: pane e Nutella”. Poi il motto si è consolidato in “che mondo sarebbe senza Nutella?”. Ma i tempi sono cambiati e la famiglia Ferrero ha voluto mischiare un po' le carte in tavola col nuovo spot che sveglia l'Italia in un periodo di crisi. Una serie di reclame pubblicitarie che hanno aiutato la Nutella a diventare la crema spalmabile di gianduia più diffusa in Italia. Forse anche nel mondo. Eppure, nel mercato statunitense i prodotti alimentari della famiglia più ricca d'Italia sembrano attraversare il momento più duro della propria storia. E' il tutto è dovuto proprio ad uno spot costato alla Ferrero qualcosa come 3 milioni di dollari.

La storia non è nuova. E' il febbraio dello scorso anno quando una mamma californiana inizia la sua crociata contro Nutella. La signora Athena Hohenberg, di San Diego denuncia le pubblicità girate e diffuse in tv dalla filiale statunitense dell’azienda dolciaria italiana in quanto diffonderebbero un messaggio ben diverso da quello reale. Negli spot si parla di una colazione «equilibrata, gustosa e sana». Ma secondo Athena, «la Nutella contiene troppi grassi saturi e zuccheri trattati. Due ingredienti che contribuiscono significativamente all'allarmante aumento dell'obesità infantile e che possono produrre problemi di salute per tutta la vita». Alla causa della mamma californiana, si aggiungono poi anche altri consumatori.

Una class action che ha costretto la Ferrero Usa a modificare gli spot e a pagare un cospicuo risarcimento a causa della sua pubblicità «ingannevole». Il pagamento avverrà in due tranche separate, uno per la California (di 550 mila dollari), l'altro per il resto degli Stati Uniti (2,5 milioni). Il tribunale americano ha, inoltre, deciso che chiunque riesca a dimostrare di aver acquistato un barattolo di Nutella in USA tra l'1 gennaio 2008 e il 3 febbraio 2012 potrà presentare denuncia che costringerà il gigante dolciario di Alba a sborsare 4 dollari per ogni confezione comprata (per un massimo di 5 barattoli). Il risarcimento è comunque valido solamente per i consumatori che hanno aderito alla class action. Nel frattempo la Nutella americana sta già pensando al nuovo spot da girare per la campagna pubblicitaria e alla nuova etichetta in cui siano evidenziati il livello di grassi e zuccheri.
http://www.fanpage.it

 

Commenti  

 
0 #1 megcola 2012-04-30 13:27
nooooooo:(andre non dovevi metterlo questo articolo:(
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