Conosciamoli meglio: i calendari

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Il termine calendario deriva dal latino calendarium, libretto su cui erano elencati gli eventi più importanti in ambito religioso, astronomico e agrario.

Esistono 3 tipi di calendari: lunare, solare e lunisolare.

Quelli solari si basano sull’anno solare, ossia i circa 365 giorni di rivoluzione della Terra attorno al Sole, e l’inizio delle stagioni è situato approssimativamente in momenti fissati dell’anno.

I calendari lunari si basano invece sulla durata del mese lunare, ossia ogni mese inizia con la Luna nuova, e l’inizio delle stagioni si sposta di circa 11 giorni in avanti ogni anno.

I calendari lunisolari, utilizzano invece l’anno solare, ma il mese lunare (circa 29 giorni): ciò significa che si devono alternare anni da 12 mesi con anni da 13 mesi e l’inizio delle stagioni si trova sempre in un intervallo di 13 giorni attorno alla stessa data di ogni anno.

Il più antico calendario fino ad ora ritrovato risale a 15 mila anni fa: sotto il ventre di uno dei cavalli di Lascaux sono disegnati dei pallini che rappresentano le fasi lunari in un ciclo di 29 giorni.

Questo però era mensile, il primo annuale è da attribuire ai Sumeri e risale al 4000 a.C.,sorprendentemente durava anch'esso quasi come il nostro: 360 giorni.

I primi a stabilire la durata di 365 giorni furono i Babilonesi nel II millennio a.C., ma questo era poco preciso poiché seguiva le fasi lunari. In media, il loro mese durava 29,5 giorni, cioè quanto una lunazione, ma alla fine dell’anno i giorni trascorsi erano solo 354. Perciò re Hammurabi sancì che, quando il calendario e le stagioni si sfasavano troppo, si doveva inserire un mese intercalare.

Gli Egizi, invece,  consideravano i cicli lunari lunghi 30 giorni e su di essi basarono il loro calendario; la loro particolarità  però,  fu quella di notare che la stella Sirio una volta all'anno si levava ad Oriente prima dell'alba e presero quel giorno come inizio del loro anno.

Romolo nel 753 a.C. introdusse un suo calendario poi modificato da Numa Pompilio nel 713 a.C. Nel calendario di Romolo, i mesi erano 10, duravano 30-31 giorni, e la durata dell’anno era di 304 giorni. I 61 giorni mancanti erano quelli invernali corrispondenti circa ai nostri gennaio e febbraio e non venivano contati dal calendario, che riprendeva poi a marzo. Numa Pompilio, introdusse i mesi di gennaio e febbraio, aggiungendo 51 giorni al calendario. Per mantenere la durata dell’anno allineata con l’anno solare, circa ad anni alterni veniva introdotto un mese in più di 22 giorni, il mercedonio, situato a metà febbraio.

Nel 47 a.C. Giulio Cesare introdusse poi il suo calendario, usato quasi in tutto il mondo fino all'avvento di quello gregoriano nel 1582 e ancora in uso tutt'oggi in alcuni paesi. Questo calendario eliminò il mese di mercedonio, introdusse l’anno bisestile e portò la durata dell’anno a 365 giorni.

Nel 800 il calendario carolingio in Austria indicava per ogni mese I lavori da fare in campagna, mentre nel 1100 in Inghilterra insieme ai lavori si indicavano i segni zodiacali. Nel 1200 i Maya utilizzavano diversi calendari: uno di 260 giorni usato a scopo religioso, chiamata Tzolk'in, è uno di 365 giorni raggruppati in 18 mesi da 20 giorni più 5 giorni aggiuntivi, lo Haab' usato a scopo civili.

Contemporaneamente ai Maya, gli Aztechi ne svilupparono uno di 260 giorni divisi in 13 mesi rappresentati ognuno da un animale.

 

Il calendario gregoriano, come si deduce dal nome, fu introdotto da Papa Gregorio XIII il 4 ottobre 1582 con la bolla Inter Gravissimas per correggere il calendario Giuliano; infatti in quell'anno le persone si addormentarono il 4 ottobre ma si svegliarono il 15 per recuperare i 10 giorni di ritardo che il calendario precedente aveva accumulato.

I due calendari sono molto simili: hanno 365 giorni l’anno con uno bisestile ogni 4. La novità è che negli anni centenari non multipli di 4 il 29 febbraio fu cancellato, così da offrirci una datazione ancora più precisa. Questa modifica è il frutto dei lunghi studi del medico Luigi Milio e dell'astronomo Cristoforo Flavio che elaborarono il nostro calendario. Certamente, come tutte le misurazioni del tempo ha pur sempre qualche imprecisione: infatti c’è un errore di 6 giorni ogni 10 mila anni, che è veramente infinitesimale!

I contadini all'inizio erano reticenti nell’accettarlo perché pensavano che fosse una truffa dei signorotti, poi i preti li convinsero assicurando loro che i santi avrebbero fatto miracoli nei giorni del nuovo calendario.

Essendo un calendario cattolico, ovviamente non tutti i paesi lo adottarono subito come fecero Italia, Spagna e Portogallo: ad esempio Germania e Olanda lo riconobbero nel 1700, l'Inghilterra soltanto nel 1752 e la Cina nel 1912. Attualmente solo Etiopia, Nepal, Iran e Afghanistan hanno un calendario diverso. Anche la tradizionalista islamica Arabia Saudita ha adottato questo calendario nel 2016, sostituendolo a quello lunare in vigore dalla fondazione del regno nel 1932.

La differenza con quello Giuliano, adottato principalmente dagli stati ortodossi, si vede soprattutto grazie alla rivoluzione d’ottone, che secondo il calendario gregoriano avvenne a novembre, e con le festività religiose: Natale infatti cade 13 giorni dopo la nostra celebrazioni.

In Italia durante il fascismo fu adottato un calendario che contava i giorni dalla marcia su Roma, mentre prima di Napoleone la Francia usava un calendario anti papa  nel quale i mesi si chiamavano Vendemmiaio, Nevoso, Pratile…

Esistono poi alcuni calendari religiosi: ad esempio quello ebraico è  lunisolare e alterna anni di 12 e 13 mesi di 29 o 30 giorni. Gli anni si suddividono in cicli di 19, in cui gli anni 3, 6, 8, 11, 14, 17 e 19 sono quelli di 13 mesi. Si utilizza principalmente come calendario cerimoniale, anche se i documenti israeliani riportano le date sia in questo calendario, sia in quello gregoriano. Lo scarto tra il calendario ebraico e l’anno solare è di circa 7 minuti l’anno.

Un altro calendario religioso è quello cinese lunisolare, per lo più sostituito ufficialmente dal calendario gregoriano. Il mese inizia quando la luna è invisibile dalla costa orientale della Cina. Quando le lune piene tra gli 11 mesi di due anni successivi sono 13, l’anno che segue avrà 13 mesi. I mesi nel calendario cinese si basano su cicli di 60 anni, contati tradizionalmente dalla salita al trono degli imperatori, in cui ogni anno è nominato a partire dalla combinazione di un numero e di un segno zodiacale.

Un ulteriore esempio è il calendario islamico lunare, utilizza come anno 0 il nostro 622 d.C., anno dell’Egira di Maometto. In ogni ciclo di 30 anni, gli anni 2, 5, 7, 10, 13, 16, 18, 21, 24, 26 e 29 sono bisestili, introducendo 1 giorno in più all’ultimo mese, riducendo l’errore rispetto al mese lunare a circa 2,9 secondi l’anno sulla media del ciclo trentennale. Bisogna notare infatti, che gli anni bisestili nel calendario islamico non servono ad allineare il calendario con l’anno solare, ma solo con le fasi lunari.

Anche in India crearono un loro calendario di 12 mesi, al primo di essi si aggiunge un giorno quando l’anno è bisestile. I primi 6 mesi dell’anno hanno 31 giorni, in quanto il movimento apparente del Sole è più lento in questo periodo. Gli anni bisestili si contano a partire dall’anno gregoriano 78 (l’anno 0 per questo calendario), e sono tutti i multipli di 78 che coincidono con gli anni bisestili del calendario gregoriano.

La data dell'inizio dell'anno è sempre stata molto arbitraria, poiché l'orbita terrestre non ha un vero punto d'inizio! Alcuni iniziavano dall'equinozio di primavera, altri da Natale, altri ancora da Pasqua. Solo nel 1564 re Carlo IX di Francia stabilì come incipit dell'anno il 1 gennaio.

Insomma, nel corso della storia il tempo è sempre stato un argomento molto importante per l'uomo e lo è tuttora; i calendari ne sono l'esempio più eclatante!

 

 

Bibliografia: https://www.focus.it/cultura/storia/calendario-gregoriano-da-sapere?gimg=80674#img80674,

https://www.cronachedalsilenzio.it/2018/01/03/calendari-cosa-quali-piu-utilizzati/,

 

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