Conosciamoli meglio: i codici a barre

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I codici a barre ci permettono tutti i giorni di comprare in ogni negozio articoli di qualsiasi genere. Ma ne conosciamo la storia?

Il loro inventore è l'americano Norman Joseph Woodland, che nel 1973 ebbe la geniale idea di inserire delle informazioni sulle righe che potevano essere lette grazie a uno scanner invece di venire digitate, con un conseguente notevole risparmio di tempo. Il suo capo, gestore di un supermercato, gli aveva infatti affidato il compito di trovare un sistema più rapido di effettuare i pagamenti, così da diminuire le code alle casse. L'idea gli venne mentre era sulla spiaggia dallo sviluppo di un codice morse che stava scrivendo con un amico.

Il primo vero acquisto con un codice a barre avvenne il 26 giugno 1974: Clyde Dawson, cittadino dell'Ohio, comprò un pacchetto di gomme da masticare senza sapere di aver sperimentato per primo una nuova rivoluzionaria tecnologia. A quell'epoca, però,  il Codice era circolare e non rettangolare come oggi!

I codici non sono composti solo da barre ma anche da cifre, disposte secondo un ordine preciso: ad esempio le prime tre cifre indicano il paese di appartenenza del produttore, mentre le successive danno informazioni sul produttore e sull'articolo.

L'idea geniale di Woodland fu quella di non scrivere direttamente il prezzo del prodotto sul codice, così da non doverlo modificare ad ogni variazione, ma di affidargli il compito di trovare il prezzo nel  database centrale, sempre aggiornato.

Potreste pensare che esista un solo tipo di codice a barre, ma in realtà dagli anni settanta ne sono stati prodotti più di 300 varianti, ognuna con una funzione specifica per l’ambiente a cui è destinata.

La loro forma ha addirittura ispirato l'artista di strada Bansky per alcune sue opere tra cui quella del 2004, intitolata Bansky Barcode e realizzata nella sua città natale Bristol, in cui il Codice a barre è diventato la gabbia da cui era riuscita a scappare una tigre.

Il dipinto, o più correttamente, il murales non è l'unica forma d'arte a coinvolgere questi codici: alcuni utenti della rete hanno iniziato a comporre poesie sotto forma di barre leggibili tramite l'app QR code degli smartphone.

Tralasciando il risvolto più artistico, la loro influenza sulla nostra vita oggi è davvero notevole: ogni giorno vengono letti più di cinque miliardi di codici a barre in tutto il mondo.

Questo oggetto è uno di quelli che più guardiamo durante la giornata, ma è anche quello a cui prestiamo meno attenzione; spero che da oggi vi incuriosirà un po' di più!

 

 

 

Bibliografia: https://www.focus.it/cultura/curiosita/10-cose-che-forse-non-sai-sui-codici-a-barre, https://gs1it.org/chi-siamo/sistema-gs1/codice-a-barre-gs1/, http://www.raistoria.rai.it/articoli/il-codice-a-barre/20326/default.aspx,

 

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