Conosciamoli meglio: i fuochi fatui

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

I fuochi fatui sono fiammelle di colore blu, rosso, verde o giallo che appaiono e scompaiono molto velocemente nei pressi di stagni o paludi e nei cimiteri, soprattutto di notte. Talvolta sono fisse e brillano molto intensamente sul terreno, altre volte si muovono fulminee, salgono verso l'alto o si separano in più fiammelle che creano le più varie coreografie separandosi e riunendosi quasi come in una danza.

La loro origine ha una spiegazione scientifica: il primo ad analizzarli è stato il fisico italiano Alessandro Volta, che nel 1776 scoprì il metano, un gas molto abbondante nelle paludi fino ad allora sconosciuto: ipotizzò che questo gas potesse interagire con fenomeni elettrici naturali come i fulmini creando i fuochi fatui.

La sua tesi fu presto smentita dai testimoni degli avvistamenti che dichiararono di essere venuti in contatto con un fuoco fatuo in giornate assolutamente sfavorevoli ai fulmini e negarono di aver avvertito calore. Anche lo stesso fenomeno smentiva Volta, perché se qualcuno si avvicinava al fuoco, esso retrocedeva.

Nel 1832 Louis Blesson eseguì una serie di esperimenti che smontarono quest'ultima obiezione alla tesi del fisico italiano, infatti  l’apparente ritiro del fuoco fatuo poteva essere facilmente spiegato con lo spostamento dell’aria generato da oggetti in movimento in prossimità del fenomeno e la conseguente dispersione dei gas.

Nell'ultimo secolo si è però arrivati alla conclusione che siano in realtà il prodotto della combustione dei gas prodotti dalla putrefazione (ovvero la decomposizione che avviene in assenza di ossigeno) di materiali organici, come anidride carbonica e fosfina.

Come frequentemente succede con questi fenomeni, nel corso dei secoli gli uomini hanno attribuito loro diverse origini magiche che hanno dato vita a leggende in tutto il  mondo.

Nel Regno Unito, ad esempio, soprattutto nello Shropshire e nelle Midlands, si tramanda dal Medioevo la leggenda del fabbro Will che visse la sua intera esistenza nel peccato, ma, poco prima di morire, San Pietro gli offrì la possibilità di salvarsi. Il fabbro non ne fu capace e così Dio lo condannò  a vagare per sempre sulla terra sotto forma di fantasma con un carbone ardente in mano per riscaldarsi durante i freddi inverni che caratterizzano il suo paese natale. La leggenda narra che Will invece di usare il carbone con la funzione attribuitagli da Dio, se ne servì per attirare i visitatori di boschi e paludi in luoghi da cui è impossibile uscire. Dal suo nome deriva l'appellativo dato ai fuochi fatui: Will-o’-Wisp.

In Irlanda, invece, il protagonista della leggenda si chiama Jack-O’-Lantern, un alcolizzato che fu costretto a vagare per l’eternità con una lanterna, escluso sia dal Paradiso sia  dall’Inferno, avendo non solo avuto cattivi comportamenti, ma addirittura tentato di ingannare il diavolo.

In Giappone i fuochi fatui hanno un'origine simile, ma a produrli non è un fabbro, bensì un gruppo i creature non umane, chiamato Onibi, che inducono i frequentatori dei sentieri dei boschi ad abbandonare il sentiero principale per seguirli, perdendosi per sempre.

Nei paesi baltici, invece, i fuochi fatui sono visti positivamente: infatti sono accesi da folletti in corrispondenza dei luoghi dove hanno nascosto dei tesori, quindi offrono alle persone la possibilità di arricchirsi.

In Francia il fuoco fatuo si chiama "Feau Boulanger" (fuoco rotante) o "Feux Follet” anima perduta per non aver ricevuto il battesimo in tempo. Per aiutare queste anime occorre pregare per accompagnarle fuori dal Purgatorio, oppure gettare un mantello dove l’anima possa andare e ripararsi, o ancora lasciare un coltello nel terreno e permettere all’anima stessa di suicidarsi.

I fuochi fatui, quindi, sono un fenomeno che non ha ancora una spiegazione definitiva e universalmente accettata, ciò significa che continueranno a incuriosirci a lungo e nonostante ci accompagnino quasi dalla nostra comparsa sulla terra  ancora ci affascinano come il primo giorno, anche dopo l'avvento di tutte le moderne tecnologie. Veramente stupefacente!

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia: https://www.fisicisenzapalestra.com/chimica/fuochi-fatui/ , http://www.meteoweb.eu/2013/02/i-fuochi-fatui-tra-miti-leggende-e-ipotesi-scientifiche/186482/ , http://www.today.it/scienze/mistero-fuochi-fatui-leggende-magia-scienza.html

 

Questo articolo é stato letto: 32 volte

Leggi anche:

Choose your language!
Arabic Chinese_simplified English French German Japanese Portuguese Russian Turkish
Social

Facebook Wstoriadellarte

Twitter @wstoriadellarte

Instagram @wstoriadellarte_

Youtube wsavonainarte

http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/youtube-banner-video.png
Lezioni digitali
http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/1 rin.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/assss.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/goo.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/i soll.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/immmm.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/or.jpg
Utenti online
 128 visitatori online

Con il patrocinio

della Delegazione di Savona

Sito del FAI di Savona

Ora siamo anche su Youtube!

 

Iscriviti al canale dedicato ai beni culturali

del territorio savonese!


Storia dell'Arte.eu è segnalato da:
 Il Blog dell'Arte