I cheloni

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I Cheloni o Testudinati comprendono  circa 335 specie, distribuite in tutto il mondo salvo nella Nuova Zelanda e nell’America sudoccidentale. Il  termine tartaruga indica comunemente le tartarughe acquatiche carnivore; mentre si dice testuggine (dal latino testudo) qualunque specie sia adattata alla vita terrestre, erbivora,. La distinzione dei cheloni in tartarughe e testuggini non ha però valore scientifico, e i due termini sono in pratica sinonimi; tutte le specie appartenenti all’ordine Chelonia possono essere indicate correttamente come tartarughe; dal punto di vista scientifico, è preferibile usare il termine cheloni.

 

 

I cheloni hanno il corpo chiuso in un guscio ovale, formato da una serie di ossa piatte strettamente suturate e ricoperte da scudi corneificati La parte dorsale convessa costituisce lo scudo o carapace e quella ventrale appiattita il piastrone. Il guscio è formato da due strati: un supporto osseo interno e un rivestimento corneo superficiale. Lo strato esterno e composto da scaglie che contengono pigmenti che danno a ciascuna specie la colorazione caratteristica.
Le specie terricole hanno zampe corte e tozze, quelle acquatiche possono avere zampe palmate o pinniformi.  
La testuggini di acqua dolce iniziano la loro vita come insettivori nutrendosi di larve. Alcune specie marine, da adulte, si nutrono principalmente di alghe; altre invece si nutrono di molluschi e meduse.
Tutti i cheloni sono ovipari e depongono le uova sul terreno. Le specie tropicali possono avere diverse nidiate all’anno, mentre le specie dei paesi temperati depongono le uova  solo una volta o due durante la stagione riproduttiva.; le femmine sono in grado di conservare lo sperma e quindi possono deporre uova fertili anche molto tempo dopo l’accoppiamento. La testuggine verde è la specie più prolifica con 6-7 nidiate di più di 100 uova ogni due settimane. Le testuggini marine come quelle dei generi  Dermochelys o Caretta, si spostano dal mare sulle coste per deporvi le uova; per esempio le testuggini verdi si alimentano al largo delle coste del Brasile e nidificano sull’isola di Ascensione, nell’Atlantico orientale (4500 km tra andata e ritorno). Tutti gli adulti fertili arrivano alle spiagge di riproduzione a poche settimane gli uni dagli altri; per trovare la rotta probabilmente si servono della combinazione di diversi fattori quali i campi magnetici terrestri, le correnti marine , la composizione chimica dell’acqua e la memoria. Dopo la schiusa delle uova le piccole tartarughe scavano assieme la sabbia verso la superficie, poi corrono freneticamente verso il mare, dove nuotano ininterrottamente anche per tre giorni, in modo da raggiungere al più presto il mare aperto. Gran parte dei piccoli finiscono vittime di predatori presenti in gran numero sia sulla spiaggia che nelle acque vicino la costa.
Le tartarughe sono tra gli animali più longevi. La comune tartaruga d’acqua dolce americana può superare i 30 anni di vita. Le tartarughe terrestri sono in generale più longeve di quelle d’acqua dolce, e tra queste in particolare le tartarughe giganti. Il record di longevità documentata spetta ad una Geochelone gigantea, Adwaita, che ha raggiunto 255 anni di vita. Record a parte, ci si può aspettare che una comune tartaruga mediterranea del genere Testudo possa raggiungere i 60-80 anni di vita, se ben accudita.

L’ordine Chelonia è diviso in due sottordini: Cryptodira e Pleurodira.
Nelle Cryptodira il collo e in genere anche la testa vengono retratti nella corazza tra le scapole, ed il collo si piega formando una "s" sul piano verticale. Nelle Pleurodira il collo viene piegato di lato anziché retratto nella corazza, formando una "s" sul piano orizzontale. In poche specie (famiglia Dermochelydae) il capo e il collo non sono retrattili.

 

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