Incenso: un valido alleato contro i batteri

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I sacerdoti bruciano incenso durante i riti di diverse religioni da più di 5000 anni, tuttavia pochi sanno che la combustione di questo pregiato materiale è utile non solo per diffondere nell'aria un odore piacevole, ma anche per procurare benefici al nostro corpo.

 

La spiegazione è molto scientifica: gli acidi contenuti nella resina dell’incenso esercitano un’inibizione selettiva sulla lipossigenasi, enzima che promuove l'infiammazione. Per questo motivo la sostanza viene utilizzata contro l’artrite reumatoide, la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la gotta e l’asma bronchiale.

 

Alle proprietà antinfiammatorie si aggiungono quelle antibatteriche, note fin dai tempi degli antichi Egizi i quali aggiungevano l’incenso al kajal, il tratto nero che applicavano sugli occhi per proteggerli dalle infezioni.

 

L’incenso è una resina oleosa che si estrae da piante della famiglia delle Burseracee, in particolar modo dalla Boswellia carterii, un albero che, in Somalia assomiglia ad un grosso cespuglio spinoso, mentre riesce a raggiungere anche i sei metri di altezza in Guinea Bissau.

 

Il suo tronco “geme” naturalmente una resina che, cristallizzandosi, forma delle gocce solide e biancastre. I popoli che raccolgono tale resina sono soliti praticare sui tronchi di questi alberi delle apposite scortecciature in modo da sollecitare la pianta alla produzione. Le gocce saranno poi selezionate in base alla dimensione dei grani, al colore e alla qualità per essere commercializzate e utilizzate secondo i vari scopi.

 

L'incenso, tuttavia, produce anche una sorta di olio essenziale che è stato il protagonista di una recente ricerca in cui è stato vaporizzato, e non bruciato poiché in tal caso sarebbe cancerogeno, tramite diffusione elettrica o riscaldamento. La resina dell'incenso è stata inserita in una soluzione alcolica insieme a tre gocce di propoli, poiché anche questa resina ha proprietà antibatteriche, antifungine, antivirali e antiparassitarie.

 

Il test è stato condotto in un’aula scolastica del Torinese e dopo appena tre giorni la carica batterica dell’aria si era ridotta circa dell’80%. Tale effetto è dovuto alla presenza, sia nella propoli che nell’incenso, di sostanze particolari come i Sesquiterpeni.

 

Il più grande vantaggio di questa scoperta è l'assenza di effetti collaterali, in quanto ogni componente della soluzione era totalmente naturale; ciò significa che le aule delle nostre scuole potrebbero essere santificate senza alcun rischio per la salute di bambini e ragazzi.

 

Il rapporto costo-benefici sarebbe molto vantaggioso: infatti sia la boccetta da 15 ml di olio essenziale di incenso sia quella di propoli costano mediamente intorno ai 5 euro e, nelle dosi suggerite dallo studio, durerebbero circa 30 giorni. I costi per la scuola ammonterebbero approssimativamente a 10 euro al mese per la sanificazione dell’aria di ogni aula scolastica. A questo andrebbe aggiunto il costo del diffusore elettrico che va dai 15 ai 40 euro, dispositivi che  possono durare vari anni.

 

 

Bibliografia: https://www.lastampa.it/salute/2020/04/24/news/il-potere-antibatterico-di-incenso-e-propoli-1.38686954https://www.google.com/amp/s/www.ilsecoloxix.it/salute-benessere/2020/04/24/news/il-potere-antibatterico-di-incenso-e-propoli-1.38686955/amp/,

 

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