Incontri inaspettati a Roopkund

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Roopkund è un lago dell'Himalaya che sorge a 5020 metri di altezza in un territorio disabitato circondato solo da ghiacciai e rocce innevate.

 

Fino a qui sembra tutto normale e "quasi banale", ma questo luogo diventa davvero unico ogni estate, quando a causa dello scioglimento dei ghiacci riemergono migliaia di ossa, motivo per cui è più conosciuto come Skeleton Lake!

 

Il primo a scoprire questo "spettrale" fenomeno é stato un ranger britannico durante la Seconda Guerra Mondiale e da quel momento le ipotesi sull'origine delle ossa sono cresciute vorticosamente.

 

Purtroppo sia a causa delle difficoltà di accesso, sia a causa della contaminazione del sito messa in atto nel corso degli anni dai visitatori che spesso hanno rimosso dei "reperti", non si sono potute effettuare ricerche approfondite che spiegassero perché così tante persone siano morte in un luogo di appena 40m di diametro.

 

Data la straordinarietà della faccenda, nel corso del tempo sono nate numerosissime storie per spiegare la causa di così tante morti; una di esse narra che quelle persone furono uccise dalla dea del Nanda Nevi offesa dai comportamenti delle persone salite fin lassù per una cerimonia. Altre leggende narrano che le vittime erano soldati di un esercito sorpreso da una tempesta oppure abitanti locali colpiti da una micidiale epidemia... Chiunque fosse dotato di sufficiente immaginazione ha creato una sua personale versione della storia, che tuttora resta avvolta dal mistero.

 

Già appena avvenuta la scoperta I britannici iniziarono ad indagare e ipotizzarono che fossero soldati giapponesi in fuga dall'India, che a quel tempo era sotto il controllo inglese. Nel timore di una invasione di terra dal Giappone, il governo britannico inviò addirittura una squadra di investigatori per valutare l’attendibilità dell’ipotesi. I corpi risultavano in ottimo stato di conservazione, mostrando ancora parti di carne, capelli e pelle. Tuttavia gli investigatori esclusero che potessero essere così recenti e iniziarono ad ipotizzare una morte di massa dovuta a una frana, un'epidemia o forse anche un suicidio rituale.

 

Nel 2004 una missione del National Geographic sembrò chiarire definitivamente la questione Roopkund, concludendo che le vittime fossero morte tutte in un unico evento calamitoso, forse una grandinata. La datazione al radiocarbonio portò alla conclusione che i 200 fossero morti tutti insieme intorno all’800 d.C., mentre i test del DNA condussero all’ipotesi di una provenienza sud-asiatica. L’ipotesi National Geographic, supportata dal ritrovamento di anelli, scarpe in cuoio, lance e bastoni di bambù fu che si trattasse di pellegrini accompagnati attraverso la valle dagli abitanti di quella zona dell’Himalaya.Tutti deceduti a causa di colpi in testa. I teschi mostrano delle particolari crepe che sembrerebbero essere state causate da oggetti arrotondati piuttosto che lame. Segni di impatto si ritrovano anche sulle spalle, come se tali oggetti fossero piovuti dal cielo. Per aggiungere una punta di mistero, le popolazioni himalayane tramandano una canzone antica che parla di una dea infuriata (Nanda Devi) che, per punire degli estranei che avevano contaminato il suo santuario, fece piovere su di loro una pioggia dura come il ferro.

 

Le ricerche non si sono mai fermate e l'anno scorso un gruppo di studiosi ha analizzato e datato il DNA di 38 individui trovati a Roopkund, confermando che la data del decesso risale a più di mille anni fa, come già si supponeva, ma scoprendo che appartengo o a tre gruppi distinti e arrivati in momenti differenti separati da un migliaio di anni. Un primo gruppo di resti appartiene a indiani, ma di diverse popolazioni vissute anche a grande distanza tra loro. Un secondo gruppo identifica individui originari del Mediterraneo orientale, in particolare dalla Grecia e da Creta. Un terzo gruppo appartiene a popolazioni del sud-est asiatico

Non sono state rinvenute tracce di batteri patogeni, il che porterebbe a escludere la pista dell’epidemia. C’è però da sottolineare che tale responso negativo potrebbe essere legato anche a presenza di concentrazioni di DNA patogeno troppo basse nelle ossa da poter essere rilevate dalle attuali strumentazioni a disposizione.

 

 

Dalla datazione al radiocarbonio si evince che il gruppo genetico dell’Asia meridionale sarebbe deceduto per primo (tra il settimo e il decimo secolo). Il gruppo mediterraneo e quello più orientale sarebbero invece arrivati al lago tra il diciassettesimo e il ventesimo secolo. I ricercatori hanno ipotizzato che il gruppo originario dell’Asia meridionale sia andato incontro a morte collettiva durante un pellegrinaggio al Nanda Devi. Il lago si trova difatti lungo questo importante percorso, attivo da secoli. Per quanto concerne i “mediterranei”, giunti in Himalaya sotto il dominio ottomano, resta un enigma il perché fossero lì. Non si esclude che anch’essi fossero impegnati in un pellegrinaggio.

 

In conclusione, il "Lago degli Scheletri" rappresenta ancora un mistero che probabilmente rimarrà insoluto ancora a lungo...

 

Bibliografia : https://www.lastampa.it/viaggi/mondo/2019/09/03/news/il-mistero-dell-inquietante-lago-sull-himalaya-ricolmo-di-ossa-umane-1.37409993https://www.google.com/amp/s/www.focus.it/amp/cultura/mistero/i-misteri-del-lago-di-roopkundhttps://www.montagna.tv/145138/roopkund-il-misterioso-lago-degli-scheletri-che-non-smette-di-stupire/

 

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