Soli senz'alcun Dio Teucri ed Achei, così restaro a battagliar

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troiaImmaginiamo di avere a nostra disposizione una macchina del tempo e di tornare indietro di oltre 3000 anni. Appena usciti dalla capsula temporale ci ritroviamo su una spiaggia, lunga e sabbiosa. Fa caldo. Il panorama è limpido, luminoso. Dietro di noi, su una collina, scorgiamo della altissime mura in pietra, con una grande porta monumentale sul lato costiero. Poi rivolgiamo lo sguardo al mare. Là, all'orizzonte, appare una stranissima linea nera, come se qualcuno avesse ripassato i confini dell'acqua con una matita. Aspettiamo e, a poco a poco, la linea si ingrandisce. Lo stupore si impadronisce di noi: migliaia di navi, con grandi vele quadrate e molti remi, si dirigono verso la spiaggia. Anche se il cellulare non prende in questa epoca, apriamo Maps. La rete del modulo temporale si attiva e sul display del telefono appare la nostra posizione: Stretto dei Dardanelli, costa dell'Asia Minore. Lo stupore si trasforma in paura e forte emozione: vi diamo il benvenuto a Troia, e questo è l'inizio del suo assedio.

Tornando al dato storico reale, alcune datazioni e le informazioni contenute nei poemi e nei racconti del cosiddetto "Ciclo Troiano"  farebbero risalire ad una data corrispondente all'attuale 11 Giugno dell'anno 1184 a.C. il giorno in cui Menelao, leggendario sovrano di Sparta, avrebbe dichiarato guerra ai troiani a causa del rapimento della moglie Elena da parte del principe Paride.

La storicità degli eventi narrati da Omero (o chi per lui) nell'Iliade è ancora al centro di numerosi dibattiti. Tuttavia, almeno un fondo di verità c'è. Alla fine del XIX secolo, infatti, il tedesco Heinrich Schliemann scoprì in Turchia, proprio dove si narrava che fosse esistita Troia, le rovine di varie città sovrappostesi nei secoli. Scavi successivi mostrarono che esisteva un insediamento, corrispondente ai tempi dell'Iliade, con evidenti tracce di un assedio durato molti anni e distrutta da un incendio. Le strade, inoltre, erano piene di scheletri carbonizzati e punte di freccia di fattura tipicamente peloponnesiaca.

Senza ombra di dubbio qualcosa accadde sullo stretto dei Dardanelli attorno al 1200 a.C., qualcosa di estremamente simile a quanto narrato nell'Iliade e nell'Odissea, poi revisionato da oltre 500 anni di tradizione orale in chiave epica. Insomma, forse Achille, Agamennone, Menelao, Elena e Paride non saranno mai esistiti, ma la guerra che combatterono, in qualche modo, avvenne e magari, sotto questi nomi epici ed inventati, si nascondono figure di eroi che segnarono profondamente la storia della cultura greca ed occidentale.

 

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