Tutte le volte che l'Italia ha tremato...

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Tutte le volte che l’Italia ha tremato

Martedì 17 luglio 2001 Il terremoto di Merano (Alto Adige)• Morti: 3. Dispersi: 1. Feriti: meno di 10. Scala Richter: 5,2. Scala Mercalli: VII-VIII.
• Alle 17.06 un terremoto scuote la bassa Val Venosta. L’epicentro è a circa 10 km a est di Merano.
• A Bolzano un uomo di sessant’anni, Mario Bozzetta, è stroncato da un infarto nella sua abitazione. Sui monti a nord di Gargazzone, a sette chilometri da Merano, una ventenne muore travolta da una frana. La ragazza, che ha il viso sfigurato per via dei massi che le sono caduti sul volto, secondo alcune testimonianze stava facendo una passeggiata nel sentiero del torrente Eschio assieme al suo fidanzato (disperso). Il corpo di un turista tedesco è stato rinvenuto in Val d’Ultimo ma non è stato possibile recuperare il cadavere. Ricoverata, invece, Heike Mueller, compagna del presidente della giunta provinciale di Bolzano, Luis Durnwalder: la donna era sul suo cavallo quando l’animale si è spaventato per la scossa tellurica e l’ha disarcionata. Quattro persone medicate per abrasioni riportate fuggendo da casa, danni ad alcune abitazioni.
• A Merano, nei supermarket la merce è caduta dagli scaffali, alcune bottiglie sono andate in frantumi. La gente si è riversata impaurita nelle strade. Stesse scene anche a Bolzano, dove ci sono stati un paio di crolli sulla sommità di edifici antichi. Quattro palle di marmo sono cadute dal pinnacolo di un vecchio edificio in pieno centro. È stata danneggiata soltanto un’auto. 

• Subito dopo la scossa vi sono state centinaia e centinaia di telefonate ai centralini dei vigili del fuoco, della polizia, dei carabinieri, ai giornali. Le società che gestiscono le dighe idroelettriche hanno attivato i sensori a distanza senza rilevare danni. A Parcines, dei massi hanno centrato un fienile danneggiando gravemente la struttura. 

• La scossa è stata avvertita anche dai giocatori delle squadre di calcio che in questi giorni sono ospiti dell’Alto Adige. La Lazio è stata sorpresa dal terremoto durante una partitella a Riscone, mentre i giocatori del Vicenza, in ritiro a Laces, non lontano dall’epicentro, sono fuggiti di corsa dagli spogliatoi.

Giovedì 31 ottobre 2002 Il terremoto di San Giuliano • Morti: 30. Feriti: un centinaio. Senzatetto: più di 5.500. Siti colpiti: 38. Scala Richter: 5,4. Scala Mercalli: VIII-IX. 
• Alle 11.32 un terremoto dell’VIII grado della scala Mercalli fa tremare il Molise. L’epicentro è tra Campobasso, Larino e l’Appennino Dauno, in provincia di Foggia. La zona più colpita è quella attorno San Giuliano di Puglia, uno dei 136 comuni della regione, a 60 km da Campobasso, 1.210 abitanti. Qui, crolla un edificio, l’istituto Francesco Jovine. Sotto le macerie restano intrappolati 56 bambini, 4 maestre e 2 bidelle. Il bilancio definitivo delle vittime: 27 bambini e una maestra, oltre a 36 feriti, molti dei quali con lesioni permanenti (il 27esimo bambino è morto il 2 dicembre al Bambin Gesù di Roma ). Altre due persone muoiono sotto il crollo delle proprie abitazioni. [Lastoriasiamonoi.it] 

• Al numero 5 di via Giovanni XXIII, alla scuola Francesco Jovine, si scava tra le macerie, anche a mani nude, nella speranza di trovare qualche bambino vivo. I genitori degli alunni aspettano con ansia notizie dei loro figli. Alcuni si disperano, altri sono pietrificati dal dolore. 

• Vincenzo Cercè, 8 anni, viene salvato. Indossa la maglia azzurra di Del Piero, la numero 10. Alle 11.33 di questa mattina stava seguendo la lezione di geografia della maestra Carmela Ciniglio. Poi a un tratto ha sentito «bum» e ha chiuso gli occhi. Quando li ha riaperti, la maestra, i compagni di classe, la scuola non c’erano più: «Io gridavo “Luana, Michela, Simone”, i miei compagni di classe, “Aiuto, aiuto”, ma nessuno mi rispondeva. Avevo la bocca piena di polvere, stavo sotto a un banco, il banco mi aveva salvato. Così a un certo punto mi è venuto da piangere, ma poi mi sono fatto coraggio e ho pensato a Gocu (protagonista del cartone animato Dragon Ball, ndr), il mio eroe preferito in televisione e mi sono messo a strisciare per terra come fanno i marines». [Fabrizio Caccia, Cds 1/11/2002] 

• Giuliana, 10 anni, della quinta A, anche lei salva: «Ho cercato di spostare delle pietre per liberare gli altri ragazzi, Antonella, Sebastiano, Antonio ma non ci riuscivo, i sassi erano troppo pesanti. Finché molto tempo dopo ho visto aprirsi un buco nel muro e spuntare uno con una tuta arancione, forse un dottore, non lo so, che mi ha preso in braccio e senza dirmi niente mi ha portato via». [Fabrizio Caccia, Cds 1/11/2002] 

• Sempre a San Giuliano di Puglia sono crollati vari edifici: travolte dal crollo delle rispettive abitazioni, hanno perso la vita due donne. 

• A Bonefro, 2.000 abitanti, le suore stanno caricando sul camion i viveri della casa di riposo Letizia: «Abbiamo già trasferito 42 anziani, ma adesso dobbiamo pensare alla cena». Le chiese di Santa Maria delle Rose e di San Nicola sono lesionate, come tante abitazioni. Per strada la gente va in giro con coperte sulle spalle e si prepara a passare la notte all’addiaccio. A Santa Croce, 2.500 anime si preparano a dormire per strada: «Per questa notte dovremo dormire in macchina. Siamo tre famiglie, ci sono i bambini, nelle nostre case non si può stare, nei muri ci sono crepe così, le scale stanno per crollare. Ci hanno detto che mettevano le tende al campo sportivo, ma adesso lo usano per gli elicotteri», dice Donata Rocchini, 60 anni, con un velo nero che le incornicia la faccia. A Montelungo, almeno il 70 per cento delle case è lesionato. [Lazzaro Claudio, Cds 1/11/2002] 

• Alle 16.15 ancora si scava. Da sotto le macerie della scuola si sentono i lamenti e il pianto dei bambini, ma anche la voce di una maestra, Rosalba Muciaccia, 40 anni. Rosalba tiene stretti attorno a sé, accovacciati sotto i banchi, i suoi nove alunni: «Siamo qui, ci sentite? Ecco, noi stiamo tutti bene, vero bambini? Solo che siamo qui al buio da un po’ troppo tempo. È vero che tra un po’ venite a prenderci?». Sono lì sotto, incastrati tra il cemento armato del tetto e del solaio, e i banchi, la cattedra, la lavagna. Da sopra, le rispondono che stanno per arrivare, la rassicurano. Ma intanto il tempo passa, cala la sera e raggiungere Rosalba e la sua classe sembra sempre più difficile. E poi da sotto hanno smesso di parlare. Alle 8 di sera i soccorritori riescono ad aprire un varco che porta alla quarta elementare di Rosalba Muciaccia. I bimbi che vengono issati attraverso un canale aperto verticalmente sono uno, due, tre, quattro... nove. Tutti vivi. Alle 22 anche Rosalba viene portata in salvo. [Vulpio Carlo, Cds 1/11/2002] 

• Tra i bimbi morti della prima elementare ci sono i cuginetti Iacurto, Luca e Paolo, che giocavano sempre con Tigro e Winnie the Pooh, Maria Colantuono, che cercava sempre la Barbie, Morena Morelli, che adorava scrivere («io non voglio andare a casa, io voglio restare alzata a scuola e scrivere fino a mezzanotte!»), le due Valentine, Picanza e Ianiri, che adoravano la favole, Antonella Borrelli, «tanto più sveglia dei sei anni che aveva», Michela Bonagurio, che la mattina aveva riempito la mamma di baci, e Raffaele Picanza a cui piaceva andare molto a scuola. Tra gli altri invece ci sono Gianni Nardelli, 9anni, Maria di Renzo, 7anni, Giovanna Nardelli, 10 anni, Antonio Astore, Melisa De Lisio, Sergio Di Cera, Antonio Di Renzo, Maria Di Renzo, Lorenzo Francario, Domenico Lafratta, Luigi Occhionero, Luigi Petacciato, Maria Celeste Picanza, Gianmaria Riggio, Luca Riggio, Giovanna Ritucci, Costanza Serrecchia, Martina Vassalli. Anche maestra Carmela Ciniglio, 40 anni, ha perso la vita sotto le macerie. Era sposata, un figlio di 17 anni. [Cds 31/11/2001; TgCom] 

• La Prefettura di Campobasso fa sapere che dei 61 feriti, prevalentemente politraumatizzati, 39 sono stati ricoverati nell’ospedale di Larino, 22 in quello di Termoli. Due dei sopravvissuti, un bambino e una bambina, sono stati trasferiti nella notte a Roma e ricoverati nell’ospedale Bambin Gesù. In un primo momento erano stati portati all’ospedale di Termini Imerese, dove era stato loro diagnosticato uno schiacciamento e possibili lesioni interne. Al Policlinico di Bari due bambini, ricoverati nel reparto rianimazione, sarebbero in gravi condizioni. Uno è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed ora è sotto ventilazione artificiale; per l’altro invece si parla ancora di condizioni instabili. Per entrambi la prognosi è riservata. [Cds 31/11/2001] 

• Alla sera gli uomini della Protezione civile hanno distribuito acqua e pasti caldi a chi, fuori della scuola Francesco Jovine, piangeva e sperava. [Rep. 31/11/2001] 

• Le scosse: la più devastante è segnalata alle 11.32 e si avverte in buona parte del Centro-Sud e persino in Croazia. L’epicentro è a Casacalenda, Larino, Bonefro, Montorio nei Frentani e Montelongo, tutti in provincia di Campobasso. Una seconda scossa forte viene avvertita alle 12.56. È di magnitudo 3.2 Richter (quarto grado Mercalli) e ha lo stesso epicentro della precedente. Ne seguiranno un’altra forte alle 14.03 (3.7 Richter, 5 Mercalli) e una di intensità simile alle 17.56 (3.6 Richter, 4-5 Mercalli). E alle 22.33 un’altra del quarto grado Mercalli. In tutto 35 scosse.Venerdì 1 novembre 2002Il disastro di San Giuliano: un altro bimbo vivo• Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno penato per ore, prima di riuscire a liberare Angelo, nove anni, intrappolato sotto un cumulo di macerie in quella che era la sua classe. Poi, finalmente, alle 4.20, ce l’hanno fatta: il bambino è stato tirato fuori vivo e, fra gli applausi della disperazione, trasportato in ospedale. Dopo aver trascorso 15 ore accanto a una sua piccola compagna, ormai senza vita. [rainews24]

• Al mattino, le prime polemiche. Un genitore: «La scuola doveva crollare: era inevitabile. I solai sono vecchi. Di vent’anni, trent’anni... Non ricordo nemmeno io quanto sono vecchi. Di più, sono stati realizzati con argilla e cemento, e i ferri non sono neppure zigrinati come dovrebbero essere. Lisci, piuttosto. Ecco perché il palazzo alto un piano si è chiuso come si chiude un libro, in un battere di ciglia».

• In tutta la zona sono state allestite 500 tende (presto diventeranno 546) per 2.800 posti letto complessivi. Le roulotte arrivate sul posto sono 190, 100 i bagni chimici apprestati, 2.850 le coperte distribuite, otto le cucine da campo allestite.

• Le piccole vittime vengono allineate nel palazzetto dello sport, con l’elenco dei morti appesi al muro. Proprio qui, vista l’inagibilità della chiesa, si terranno i funerali.

• Intanto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha avuto un lungo colloquio telefonico con il sindaco di San Giuliano di Puglia, Antonio Borrelli, al quale ha espresso solidarietà ma anche cordoglio: nel crollo della scuola di San Giuliano ha perso la vita anche la figlia del sindaco. Parteciperà ai funerali di domenica. [Leggi qui l’articolo sui funerali di Fulvio Bufi]

Venerdì 11 aprile 2003 Il terremoto di Alessandria• Morti: Nessuno. Feriti: 2. Senzatetto: 300. Case lesionate: 5mila. Danni: stimati in 80 milioni di euro. Siti colpiti: 58. Scala Richter: 4,7. Scala Mercalli VI-VII.

• Alle 11.27 una forte scossa di terremoto è stata sentita nel nord e nel centro Italia. L’epicentro è stato registrato a Sant’Agata Fossili, in provincia di Alessandria.

• La terra ha tremato da Milano a Torino, da Genova a Lecco, a Como. Nelle grandi città ci sono state evacuazioni da scuole ed edifici pubblici. La scossa è stata avvertita soprattutto nei piani alti delle abitazioni, e non solo in città. [Cds, 11/4/2003]

• I feriti sono due: Ivano Rossi, 40 anni, di Pozzolo Formigaro (Alessandria), impegnato in lavori di ricostruzione di un cornicione a Serravalle Scrivia, è stato colpito da una tegola e da calcinacci. Nell’ospedale di Novi Ligure è stato sottoposto alla tac, che ha messo in evidenza un trauma cranico e uno toracico. È stato quindi trasferito all’ospedale di Alessandria. A Novi Ligure, Gaetano Mongiovi, 55 anni, è caduto da un ponteggio e ha riportato fratture multiple alle gambe, giudicate guaribili in 30 giorni. [Cds, 11/4/2003]

• La Protezione civile ha segnalato il crollo di un vecchio stabile a Novi Ligure e il crollo di un tetto a Tortona.

• A Sant’Agata Fossili, paesino dei colli tortonesi nell’epicentro del sisma, alcune vecchie case sono rimaste lesionate e sono inagibili. Lo ha detto il sindaco, Bruno Rutallo: «Si tratta di 5 o 6 stabili su cui si stanno completando i rilievi dei tecnici», ha affermato. Lesioni e crepe anche nella chiesa parrocchiale da cui è caduto un capitello, e nell’ufficio postale che occupa alcuni locali del Comune. [Cds, 11/4/2003]

Lunedì 12 luglio 2004Il terremoto in Slovenia• Scala Richter: 5,2. Scala Mercalli: VIII.

Il sisma, che ha colpito nelle prime ore del pomeriggio l’Italia settentrionale e la Slovenia, è stato avvertito anche in Croazia, in Austria, in Germania e in Ungheria. Secondo l’Istituto nazionale italiano di geofisica ha avuto una magnitudo di 5,2 sulla scala Richter, mentre per l’Istituto di sismologia croato, una magnitudo di 5,4 e per l’Osservatorio di scienze della terra di Strasburgo una magnitudo di 5,7.

• Una valanga causata dal terremoto avrebbe travolto un alpinista italiano insieme alla moglie, rimasta ferita. I due si trovavano nei pressi dei laghi di Krnska. Altre tre persone sarebbero rimaste ferite nell’area di Bovec.

• In Italia, la scossa più violenta è quella delle 23.59 (il Giornale Radio Rai dà la notizia 12 minuti dopo), la frazione Pompegnino di Vobarno risulta il luogo più colpito. Duemila persone questa notte la passeranno all’addiaccio. Troppa la paura di rientrare in casa.

Lunedì 27 febbraio 2006Il terremoto dei Monti Peloritani• Morti: 1. Feriti: 2. Scala Richter: 4,5.

• Alle 5.34 in provincia di Messina si avverte un terremoto. Una donna muore di paura per la scossa, mentre altre due rimangono ferite mentre fuggono da casa.

Domenica 5 aprile 2009Il terremoto in Emilia-Romagna• Morti: nessuno. Feriti: nessuno. Danni: non rilevanti. Scala Richter: 4,6.

• Alle 22.20, una scossa di terremoto, con epicentro tra Forlì e Faenza, fa tremare tutta l’Emilia. Le scosse si sono sentite anche a Trieste. Nessun danno particolare.

Lunedì 6 aprile 2009Il terremoto dell’Aquila• Morti: 308. Feriti: più di mille. Senzatetto: 66mila. Scala Richter: 5,9.

 

• Alle ore 3.32 del mattino, un forte terremoto di magnitudo Richter pari a 5.9 ha colpito la città di L’Aquila e i suoi dintorni. La profondità stimata del terremoto è 8 km, caratteristica dei terremoti appenninici. Gli effetti del terremoto sono stati particolarmente distruttivi in prossimità dell’epicentro. [Leggi Giorgio Dell’Arti su Vanity Fair]

• Il sole a L’Aquila sorge alle 6.15.

• Già alle prime luci dell’alba la situazione a L’Aquila si è presentata drammatica. A metà mattinata, in strada, si vedono i cadaveri estratti dalle macerie, coperti da un lenzuolo. Le persone, visibilmente sotto choc, vagano per strada ancora in pigiama.

• Anche l’ospedale è dichiarato inagibile al 90%. Manca l’acqua potabile. Un ospedale da campo è in arrivo dalle Marche. I feriti più gravi sono stati trasferiti in elicottero in Abruzzo, a Rieti e a Roma. Maroni ha annunciato che sono in arrivo all’Aquila 1.500 vigili del fuoco, cento poliziotti e cento carabinieri da varie parti d’Italia.

• Nell’unica sala operatoria dell’ospedale San Salvatore rimasta ancora agibile, in Ginecologia, l’anestesista Luigi Panella, il chirurgo Adelmo Antonucci, l’urologo Luigi Di Clemente, l’ortopedico Stefano Flamini e altri ancora, tra medici e infermieri, si sono guardati in faccia e hanno deciso di restare là sotto. «Mentre eravamo lì le scosse continuavano. Così scappavamo, poi aspettavamo quei due-tre secondi e tornavamo indietro per riprendere le operazioni», così Luigi Panella.

• Alle 8.30 il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi annuncia: «Ho firmato il decreto per lo stato di emergenza nazionale» (mobilitando esercito, aeronautica e carabinieri), ha affidato la gestione a Guido Bertolaso e si è subito recato all’Aquila insieme ai ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli. [leggi qui Il Fatto del Giorno di Dell’Arti]

• Le autostrade che portano verso l’area del sisma vengono chiuse. Il traffico sulle strade ordinarie va in tilt. Radio e tv ripetono: «Lasciate passare i soccorritori».

• La rete della telefonia mobile e fissa nelle zone colpite dal terremoto è stata rimessa in funzione. L’80% delle 15 mila utenze di energia elettrica saltate è stata ripristinata già entro le 9. Le linee ferroviarie principali sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali.

• «In volo ho visto che dovunque c’è un crollo, c’è qualcuno che aiuta. Nessuno sarà lasciato solo» (Silvio Berlusconi).

• A Onna il 50 per cento delle case è crollato. L’altro 50 per cento è danneggiato. Il presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ha dichiarato che qui ci sono venti morti accertati e almeno 40 persone sotto le macerie. «Onna è un paese di anziani. Se non arrivano i figli a dire chi è scomparso, magari nemmeno lo si viene a sapere». [Cds 6/4/2009]

• Sempre a Onna: «Si è sentito uno schianto, ci tremava tutto sotto i piedi e venivano giù le pareti. La terra impazzita e quell’urlo: “Altre bare” (...)». [Gian Antonio Stella, Cds 7/1/2009] [Leggi qui tutto l’articolo di Stella]

• Guido Bertolaso: «Situazione drammatica, la peggiore tragedia di questo inizio millennio».

• Alle 3.32 anche la Casa dello studente, che accoglie vincitori di borsa di studio dell’Università abruzzese, è crollata, è venuta giù. L’ultima firma sul registro delle presenze è quella di Francesco Esposito, alle ore 24. «Di lì a tre ore e mezza quel palazzo di quattro piani si muove, barcolla e si sbriciola diventando la tomba di 11 ragazzi. Francesco Esposito è nell’elenco dei morti (...)». [Andrea Mori, Gio. 10/4/2009] [Leggi qui tutto l’articolo di Mori]

• «“Lo vedi quel buco là sopra. E insomma mi sono detto: se mi butto posso morire, ma se non mi butto muoio di sicuro. E so’ zompato di sotto”. Era nel suo letto Alessandro, con la valigia a portata di mano come tutti qui nella casa dello studente di via XX Settembre. Il terremoto lo ha buttato per terra. Lui ha fatto in tempo a rialzarsi e correre alla porta della sua stanza, la 109. Bloccata. Allora è andato alla finestra. Bloccata anche quella. Poi ha visto una strana luce dietro l’armadio di formica verde. Il buco, un grande buco aperto dal pavimento fino al soffitto: è da lì che si è buttato. Solo il primo piano, d’accordo. Ma con il fumo intorno, un mezzo cratere sotto di lui e gli allarmi che urlavano in tutta la città. Non ha perso tempo Alessandro, studente fuori sede di Lanciano. È rientrato nell’inferno dal quale era appena zompato fuori ed ha incominciato a scavare con le mani. “Da sotto le macerie sentivamo le urla” racconta adesso tremando anche se ha addosso il pigiama di flanella, il cappello nero di lana con il pon pon e la coperta marrone della Protezione civile. (...)». [Lorenzo Salvia, Cds 7/4/2009] [Leggi qui tutto l’articolo di Lorenzo Salvia sul Cds]

• Scrive il Corriere: «A Fossa ci sono 4 morti: un bambino russo di 3 anni e tre anziani. A Paganica è deceduta la badessa del convento di Santa Chiara ed è in allestimento un campo per 2 mila persone. A Villa S. Angelo si registrano otto vittime e nove dispersi. Diversi edifici lesionati anche a Sulmona e a Castel di Sangro, dove però non risultano feriti. Inagibile il tribunale di Avezzano. Secondo la Protezione civile, oltre a L’Aquila, i Comuni più colpiti dal sisma sono: San Demetrio, Pizzoli, Rocca di Mezzo, Paganica, Fossa, Villa Sant’Angelo (90% degli edifici crollati), San Gregorio, Poggio Picenza, Onna, San Pio, Barrile, Ocre, Rovere, Rocca di Cambio, Pianola, Poggio di Roio, Tempera, Camarda». [Cds 6/4/2009]

• «Ci sono degli sciacalli in giro: pochi minuti dopo la scossa erano già in circolazione», attacca nel pomeriggio il presidente della Provincia, Stefania Pezzopane. Poche ore dopo il capo della Polizia, Antonio Manganelli, annuncia i primi arresti: «Ho visto arrivare nella tendopoli adibita a questura degli arrestati sorpresi mentre rubavano nelle case abbandonate. È una triste consuetudine».

• Per gli sfollati, scrive il Corriere, sono state allestite 13 aree attrezzate e ci sono a disposizione 15.000 posti negli hotel sulla costa abruzzese e 5.000 posti nelle tendopoli. Ripari di fortuna sono stati realizzati grazie anche alle carrozze con cuccette messe a disposizione da Trenitalia. Sono stati distribuiti 25.000 pasti caldi.

• In tv vengono stravolti tutti i palinsesti: in rispetto delle vittime del terremoto, Sky e Fiorello hanno annullato le serate dal vivo del Fiorello show. Su Raiuno è andato in onda uno speciale diPorta a Porta, in collaborazione con il Tg1, condotto da Bruno Vespa. Canale 5 non ha mandato in onda il Grande Fratello(spostato a giovedì) ma una lunga diretta di Tg5-Matrix con Cesara Buonamici e Alessio Vinci (il Gf non aveva saltato la diretta né per la guerra in Iraq né per la morte di Eluana Englaro, fatto che portò alle dimissioni Enrico Mentana). Su La7, puntata speciale di Otto e mezzo.

• Dalle 3.32 di questa mattina «si sono registrate circa 200 repliche, la maggior parte di piccola magnitudo» (Franco Barberi, presidente onorario della Commissione nazionale grandi rischi).

• Alle 23.57, il dipartimento della Protezione civile ha reso noto che si è registrata un’altra scossa di magnitudo 3,8 della scala Richter con epicentro nei comuni dell’Aquila, Pizzoli, Barreto e Scoppitto.

• Un ferito a Palena, in provincia di Chieti, dove un uomo si è lanciato per la paura dal terzo piano.

• Guido Bertolaso ha dichiarato che è impossibile prevedere il terremoto, ma già infuriano le polemiche per la messa in guardia della scorsa settimana su un’imminente scossa del ricercatore Giuliani: «C’è la faccenda di questo Giampaolo Giuliani, fisico del Laboratorio del Gran Sasso, che ha previsto il terremoto dell’Aquila e nessuno gli ha dato retta». [leggi qui Il Fatto del Giorno di Dell’Arti]

• Enzo Boschi, il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha detto alla Stampa: «In Giappone, dove le norme antisismiche sono severe, nessun ospedale sarebbe stato evacuato e probabilmente non ci sarebbero vittime». Franco Barberi ha pronunciato queste parole: «Un terremoto così in California non avrebbe provocato nemmeno un morto». [leggi qui Il Fatto del Giorno di Dell’Arti]

Martedì 15 dicembre 2009Terremoto in Provincia di Perugia• Scala Richter: 4.2.

 

• Alle 14.11 locali un sisma colpisce la zona tra Deruta, Perugia e Marsciano, dove nelle frazioni di Spina e Castiglione della Valle diverse case sono state lesionate: crollati cornicioni, comignoli e calcinacci. Due feriti lievi. Per precauzione oltre 400 persone trascorreranno la notte fuori casa in attesa di una stima dell’agibilità. [Wikipedia]Lunedì 23 gennaio 2012Lo sciame sismico dalla Valpolicella• Scala Richter: 4.2.

• Alle 12.54 il primo “sciame sismico” tra la notte di martedì a Verona (mezzanotte e 54 minuti, magnitudo 4,2, epicentro fra i comuni di Negrar, Marano di Valpolicella, Grezzano e San Pietro in Cariano, ipocentro a 10,3 km di profondità) e la mattina di mercoledì in provincia di Reggio Emilia (9.06, magnitudo 4,9, epicentro nel reggiano fra i comuni di Poviglio, Brescello e Castelnovo di Sotto, ipocentro a 33,2 km di profondità).

Venerdì 27 gennaio 2012Il terremoto in Nord Italia• Scala Richter: 5.4.

• Alle 15.53 di venerdì la terra trema per quindici secondi in tutto il Nord Italia: magnitudo 5,4, che ne fa il terremoto più violento dopo quello dell’Aquila (6,4, 6 aprile 2009). Epicentro sull’appennino parmense tra i comuni di Corniglio e Berceto, «stavolta l’urlo del sisma è salito dalle viscere della terra: a 60,8 chilometri di profondità, e meno male, perché, spiegano gli esperti, “se fosse stato più in superficie, gli effetti sarebbero stati ben peggiori”». [Leggi tutto l’articolo di Massimo Parrini sul Foglio dei fogli del 30/1/2012]

Le accise sulla benzina• Su ogni litro di carburante si paga 0,00516 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968; 0,0511 euro per il terremoto del Friuli del 1976; 0,0387 euro per il terremoto dell’Irpinia del 1980. [Luca Pautasso, L’opinione.it]

Domenica 20 maggio 2012 Terremoto in Emilia• Morti: 7 (due di spavento). Feriti: più di cinquanta. Danni: si stimano danni per miliardi di euro. Scala Richter: 5.9 (Seconda scossa 5.1). 

• Alle 4.04 di questa mattina un terremoto di magnitudo 5.9 ha colpito modenese, ferrarese, mantovano e pianura padana. Epicentro a Finale Emilia (Modena). Sette morti, più di 50 di feriti, 3 mila sfollati, crolli di fabbriche, chiese, monumenti storici, case e capannoni. Questo il bilancio della scossa di terremoto, di poco inferiore a quella che il 6 aprile 2009 a distrutto L’Aquila. 
http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=Terremoti2001
• Alle 15.18 un’altra scossa (5,1 Richter) ha fatto crollare alcuni degli edifici già danneggiati dalla prima scossa. 

• Le vittime. Quattro gli operai morti durante il turno di notte: Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni (schiacciati dal tetto della fabbrica Sant’Agostino Ceramiche); Gerardo Cesaro (57 anni, prossimo alla pensione, trovato sotto le macerie della fonderia Tecopress di Sant’Agostino); Tarik Naouch (marocchino, 29 anni, sepolto sotto il capannone industriale Ursa a Bondeno). Due donne morte per lo spavento: Gabi Ehsemann (tedesca, 37 anni, in Italia per motivi di lavoro nel bolognese) e una signora di 86 ani di Vigarano Mainarda. Una signora di 103 anni è invece morta schiacciata del tetto della sua abitazione a Sant’Agostino.

• «Che nel 2012 crollino coperture di capannoni costruiti negli anni 2000 deve fare riflettere piu’ di tante altre cose» (Il prefetto Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile, intervenuto alla trasmissione del mattino di Rai Radio 1 Prima di Tutto). 

• I danni. il Consorzio Grana Padano ha indicato 400mila forme andate perse, numerosi capannoni danneggiati per un valore che si aggira attorno ai 250milioni di euro. La Coldiretti, dopo un primo sommario sopralluogo, ha fatto sapere che: «Nelle campagne dell’area interessata dall’epicentro del sisma si sono verificati decine di crolli negli edifici rurali con case, stalle, fienili, macchinari e serre lesionati e danni previsti per milioni di euro». Nel Ferrarese, a Sant’Agostino, è crollato l’impianto fotovoltaico installato sul tetto di un capannone adibito a ricovero di macchinari e attrezzi agricoli. Negli allevamenti di animali da latte si stimano perdite per 50milioni di euro.

(a cura di Jessica D’Ercole)

Fonti

 

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