Patatine fritte!

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Le patatine fritte sono uno degli alimenti preferiti dalla maggioranza della popolazione e vengono abitualmente consumate da molti di noi, ma ne conosciamo la storia?

Dal diciassettesimo al diciannovesimo secolo in Europa le patate sono associate al demonio, in quanto  ritenute allucinogene, narcotiche e  nocive per l'uomo poiché appartenenti alla famiglia delle solanacee.  Il culmine di questa repulsione viene raggiunto nel 1748, quando il Parlamento francese le dichiara  causa della lebbra e ne vieta la coltivazione.

Una prima svolta si ha nel 1763 quando il soldato e farmacista Parmenther inizia una campagna in difesa dei tuberi sostenendo di essere riuscito a sopravvivere alla Guerra dei sette anni solo grazie a loro.

Nel 1793 la Cuisiniere Repubblicaine di Madame Merigotè è il primo libro di cucina ad inserire una ricetta a base di patate chiamata "french fries" ovvero il primo esperimento di patatine fritte. Esse sono poi importate in America nel 1802 da Thomas Keller con il nome di "patate alla moda francese".

Questa è la versione francofona della storia, ma anche i belgi rivendicano la paternità di questo prodotto gastronomico.

In realtà la loro origine è molto difficile da individuare poiché sono nate da un'idea che arriva probabilmente dalla cucina "di strada" e non da una ricca famiglia nobile. Si è ipotizzato che siano apparse per la prima volta sul Pont Neuf , il ponte più antico di Parigi, dove nel 1789 poco prima della rivoluzione erano offerte dai venditori ambulanti insieme a castagne e polpette di patate.

Un'altra teoria propone come città di origine Namur, la capitale della Vallonia nel sud del Belgio:intorno al 1600 gli abitanti della città erano soliti friggere il pesce  del fiume Mosa ma in inverno il corso d'acqua gelava perciò per continuare a vendere sostituirono il prodotto ittico con bastoncini di patate, le patatine fritte appunto.

I belgi sicuramente hanno inventato un metodo di cottura innovativo: la doppia frittura che lascia l'interno molto morbido e l'esterno davvero croccante. Invece di essere fritte nell'olio si usa un grasso bovino chiamato "blanc de bœuf " alla temperatura di 175°C.

Anche gli americani si inseriscono in questa contesa sulla paternità delle patatine: infatti sostengono che il loro inventore sia stato lo chef statunitense di origine indiana George Crum a New York nel 1853 quando nel suo ristorante, il Moon Lake Lodge, un cliente rimandò indietro ben tre volte un contorno di patate sostenendo che fossero troppo spesse e unte per il suo palato. Lo chef decise quindi di tagliarle sottilissime, friggerle quasi fino a bruciarle e poi coprirle di sale  pensando di fare un dispetto a quel cliente troppo esigente...che invece ne fu entusiasta! Gli piacquero così tanto che cominciò a parlarne agli amici e il locale si riempì di persone che chiedevano le patate speciali di Crum, il quale visto il successo le inserì nel menu con il nome di Saratoga Chips

Ogni continente ha poi i suoi tagli preferiti: in Europa i più diffusi sono lo "sticky", ovvero a julienne in modo tale che restino molto croccanti e bruciacchiate, "steak", cioè a grosse losanghe  come spesso vengono servite nelle paninerie, "crinkle", ovvero accartocciate poiché tagliate con uno speciale cutter oppure a spicchi, le classiche casalinghe. In America, invece, i formati più consumati sono le "tater tots", bocconcini di patata lessati e poi fritti, "pommes souffles", ovvero tagliate molto sottili e cotte a diverse temperature così da creare delle bolle, a spirale, a tornado, cioè avviluppate su uno stecco di legno in modo da ricreare la tipica forma del famoso fenomeno atmosferico, le "waffle" e le "smiley".

Insomma tanta  storia dietro ad un piatto apparentemente così semplice!

Bibliografia: https://www.lastampa.it/cucina/2018/07/18/news/chi-ha-inventato-le-patatine-fritte-1.34032583, https://www.dissapore.com/cibo-di-strada/storia-patate-fritte/, https://cultura.biografieonline.it/chi-ha-inventato-le-patatine-fritte/,

 

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