Classici fumetti western

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5 fumetti western per l’estate

Dall’Italia di Tex Willer al Belgio di Blueberry, passando per Francia, Argentina e, ovviamente, il Far West statunitense

Tex

È giunta l’estate, con le vacanze e il tempo libero, i pomeriggi lunghi e assolati e finalmente qualche ora da dedicare a un po’ di sana lettura, in spiaggia, in montagna o anche semplicemente a casa. Di certo la prima metà del 2018 è stata intensa e appassionante per chi ama il mondo dei fumetti, e non mancano gli spunti o i consigli per albi imperdibili o grandi storie da recuperare.

Spesso, però, si finisce con il parlare di supereroi, fantascienza o graphic novel più o meno impegnate; i generi, insomma, più noti e che più spesso fanno parlare di sè. Il rischio è di tralasciare le gemme preziose che si celano tra i fumetti di nicchia. Eccoci allora pronti a inaugurare un viaggio estivo attraverso i generi “secondari” del fumetto, quelli meno mainstream, che annoverano comunque grandi autori e piccoli grandi capolavori. A cominciare proprio da una categoria particolarmente cara al pubblico italiano: i fumetti western.

5. Tex e i suoi fratelli

Tex

Proprio come gli spaghetti western hanno segnato un’era del cinema italiano, così gli eroi a cavallo armati di pistole e lazzo hanno contrassegnato una fetta importante del mondo del fumetto made in Italy. Il nome più famoso è quello di Tex Willer, ben noto a nonni e genitori la cui infanzia ha coinciso con gli anni ’50-’60. Il capostipite della scuderia Bonelli, ideato nel 1948 da Giovanni Luigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini, è l’eroe per eccellenza del genere western: un duro ma buono, egregio cavallerizzo, tiratore quasi infallibile, esperto stratega e avventuriero.

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Anche se gli anni della massima popolarità sono lontani, le sue avventure sono tuttora pubblicate a cadenza regolare dopo più di 70 anni. Ma Tex Willer è uno tra i tanti eroi western del fumetto italiano. Sarebbe un torto per la creatività nostrana non menzionare almeno Zagor (di Sergio Bonelli e Gallieno Ferri), Magico Vento (di Gianfranco Manfredi) e Ken Parker (di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo), sempre della Sergio Bonelli Editore; o El Gringo di Max Bunker e Paolo Piffarerio (Editrice Corno) e l’irresistibile Cocco Bill di Jacovitti (apparso inizialmente su Il Giorno dei Ragazzi).

4. Comanche, di Greg Rodolphe e Hermann Michel Rouge

Comanche

Non poteva certo mancare un’opera western presa dalla grande tradizione belga dei fumetti. Comanche, di Greg Rodolphe e Hermann Michel Rouge, è una serie pubblicata in patria sin dal 1969, e portata in Italia più volte, recentemente in volumi da Editoriale Cosmo e dalla Gazzetta dello Sport. In 15 albi (più uno speciale), la bella Comanche e il pistolero Red Dust fanno di tutto per proteggere il Ranch 666 da chi ne vorrebbe la rovina, facendosi spesso paladini di deboli ed oppressi, in quello che è a buon diritto un classico del fumetto western.

3. Blueberry, di Jean-Michel Charlier e Jean Giraud

Blueberry

Dal Belgio alla Francia il passo è breve, brevissimo, ed ecco un’altra serie immancabile nella collezione di qualsiasi appassionato di western, a fumetti o meno. Blueberry è una serie ideata da Jean-Michel Charlier e Jean Giraud nel 1963. Anzi, quattro serie, perché l’eroe riscuote tanto successo che ben presto gli vengono dedicate altre tre collane oltre a quella principale che reca il suo nome: La giovinezza di Blueberry, Mister Blueberry, Marshall Blueberry.

Ma chi è dunque questo “mirtillo” dalle tante identità? Mike Steve Donovan è il figlio di un ricco possidente del sud; razzista e arrogante, viene incastrato per la morte della fidanzata e costretto a darsi alla fuga, grazie anche all’aiuto di uno schiavo fuggiasco che lo aiuterà a superare i suoi pregiudizi. Arruolatosi nella cavalleria dell’esercito nordista sotto la falsa identità di “Blueberry” (ispirata proprio da un cespuglio di mirtilli), si schiererà contro i confederati e al fianco delle minoranze oppresse. Negli anni ’60 in particolare, Blueberry ha riscosso tanto successo in patria da essere definito per i francesi quello che i supereroi erano per gli americani: una vera e propria icona del fumetto. In Italia le sue avventure sono pubblicate da Alessandro Editore.

2. Il Sgt. Kirk, di Héctor Oesterheld e Hugo Pratt

Sgt kirk

C’è l’inconfondibile mano italiana di Hugo Pratt in questo fumetto scritto dall’argentino Héctor Oesterheld, noto anche per aver firmato il capolavoro di fantascienza L’Eternauta. Cosa può fare il Sergente Kirk dopo la fine della Guerra civile americana, se non continuare a servire l’esercito? Kirk esegue fedelmente il suo dovere sinché non gli viene ordinato di massacrare una tribù indiana. A quel punto si ribella, decidendo di schierarsi al fianco delle vittime. Un uomo buono e nobile, costretto a tradire il senso del dovere in favore della giustizia, divenendo così un disertore.

Il Sgt. Kirk è una delle opere che hanno contrassegnato il cosiddetto “periodo d’oro” del fumetto argentino, prima che Oesterheld svanisse tra le fila dei desaparicidos. In Italia è stato portato da Pratt nell’omonima rivista Sgt. Kirk, edita dal genovese Florenzo Ivaldi, sulle cui pagine sarebbe poi apparso per la prima volta anche il marinaio Corto Maltese. Le avventure del Sgt. Kirk sono raccolte in volumi da Rizzoli Lizard.

1. Lone Ranger, AA.VV.

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Hi-yo, Silver! Chiudiamo con un classico, proveniente stavolta dalla patria del Far West: gli Stati Uniti, ovviamente. Lone Ranger, il ranger solitario, è un personaggio storico dei fumetti. Apparso per la prima volta in uno show radiofonico negli anni ’30, è diventato il protagonista di una serie di fumetti di grande successo Oltreoceano, scritta e disegnata da numerosi autori nel corso degli anni.

Negli ultimi decenni il ranger solitario ha ispirato romanzi, giocattoli, videogiochi e ovviamente film, il più recente dei quali è stato il costosissimo flop di Gore Verbinsky targato Walt Disney con Johnny Depp nei panni dell’indiano Tonto. In Italia, il ranger solitario, spesso rinominato “Re della prateria” o “Cavaliere solitario”, è stato pubblicato negli anni ’40 da Editrice Nerbini in una serie di albi oggi ricercatissimi dai collezionisti. Ma è tornato per Cosmo Editoriale nel 2015 per la più moderna serie scritta da Matthews Brett e disegnata da Sergio Cariello, meritatasi una nomination agli Eisner Award.

https://www.wired.it/play/fumetti/2018/07/28/fumetti-western/

 

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