Recensione film: "Dunkirk"

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dunkirk400.000 uomini bloccati su un piccolo lembo di sabbia nel nord della Francia. Un solo molo per una sola nave alla volta. 70 kilometri di mare tra la morte e la salvezza. Il coraggio di un popolo di fronte agli orrori della guerra. Questo è "Dunkirk".

"Dunkirk", film diretto da Christopher Nolan, è senza ombra di dubbio una delle pellicole migliori prodotte in assoluto in questi ultimi anni, oltre che uno dei più bei film di guerra mai realizzati. Girato tra 2016 e 2017, uscito nelle sale italiane il 31 agosto scorso, ha incassato quasi totalmente gli elogi della critica.

Il film, di per sè, non ha nemmeno una vera e propria trama. Inizia con una scena di marcia apparentemente tranquilla, che mette a suo agio lo spettatore. Ma all'improvviso, dopo nemmeno un minuto, una mitragliatrice inizia a far esplodere colpi, portando chi guarda, grazie anche alla grande qualità dell'audio e degli effetti sonori, per nulla attutiti per far ascoltare eventuali dialoghi, direttamente nella scena. L'assenza dell'inizio è compensata, in un certo modo, anche dall'assenza di una conclusione vera e propria, così come dalla debolezza della storia intermedia. Si tratta, quasi, di un film-documentario.

Parlando del racconto, esso si articola su tre linee, che si svolgono contemporaneamente dal punto di vista degli eventi, ma sono presentate come se avvenissero in luoghi e momenti distinti. Ci sono tre soldati inglesi che cercano di fuggire dalla spiaggia di Dunkirk (che il resto del mondo, Italia compresa, chiama Dunkerque); un padre di famiglia che, secondo ordini della Royal Navy, parte con la sua barca, il figlio ed un suo amico, per caricare i militari in Francia e riportarli a casa; infine ci sono due piloti di caccia della RAF, incaricati di portare supporto aereo alle disperate operazioni di salvataggio. Tuttavia non voglio fare alcuno spoiler, dunque non mi spingerò oltre nel racconto degli eventi.

Il punto di forza del film sta in due fattori: il cast ed il realismo di ambientazioni e oggetti. Parlando del cast, questo aiuta molto la narrazione in quanto composto da alcuni attori famosi (Kenneth Branagh, Harry Styles, Mark Rylance), ma soprattutto da interpreti minori o addirittura sconosciuti. Tale fatto consente di non far sembrare il film semplicemente una riproduzione, ma aiuta a dare l'idea di evento reale, fatto da persone conosciute e sconosciute insieme. Il realismo, invece, raggiunge livelli impareggiabili. Partendo dal piccolo, le uniformi di tutti i personaggi sono perfette, realistiche al 100%, con gradi e distintivi applicati in modo corretto. Passando alle ambientazioni, queste sono quantomai accurate, essendo stato il film girato per la maggior parte proprio a Dunkerque. Ma la vera chicca sono i veicoli. Tralasciando autocarri vari, assolutamente veri (sono stati utilizzati esemplari originali, presi da musei), e le imbarcazioni (alcune delle quali parteciparono davvero alle operazioni di recupero e salvataggio nel 1940), il bello arriva con gli aerei. Siamo oramai abituati a vedere i duelli aerei dell'epoca riprodotti tramite effetti speciali, a volte molto ben fatti, ma quello che ci mostra "Dunkirk" ha dell'incredibile. Per le riprese degli eventi aerei, infatti, sono stati utilizzati tre veri Supermarine Spitfire inglesi e due Messerschimtt Bf-109 e un Heinkel He-111 tedeschi, che sono stati presi da musei o da gruppi rievocativi aeronautici e messi in volo per eseguire le riprese. Il realismo di queste scene ha dell'incredibile, lasciando qualunque spettatore a bocca aperta.

Concludendo, non posso che dire che "Dunkirk" è il più bel film che io abbia visto negli ultimi anni. Ho preferito non raccontare nemmeno una parte della trama perchè vale davvero la pena di vederlo, dunque meglio evitare ogni genere di spoiler.

 

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