Il regista e il cinema classico

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Con lo sviluppo di trame più intricate che richiedevano la scrittura di dialoghi più complessi, essendo ormai il sonoro parte dell'esperienza cinematografica, il ruolo del regista subisce un'innovazione particolare per quanto riguarda l'autorità in materia del film di cui si sta occupando.

Nel cinema nulla accade per caso, tutto è scelto dal regista. Nel teatro un'improvvisazione è fatta senza che il regista possa giudicarla o fermarla, nei film invece l'improvvisazione è fatta senza il consenso del regista, ma questo può scegliere o meno se questa appare nel film.

Dal 1917 inizia il cosiddetto periodo del “cinema classico”, in cui lo spettatore è immerso nel film e lo completa con la sua immaginazione, iniziando ad essere questo visto come un romanzo, che poi verrà suddiviso in diversi generi. L'immaginazione del pubblico è completata da un evoluzione del montaggio, più rapido rispetto a prima, che impedisce il disorientamento del pubblico e riduce le pause della storia. Il film, avendo ottenuto il sonoro, inizia a poter comunicare messaggi a un pubblico, come già detto, molto vasto, e questa funzione è affiancata all'intrattenimento.

 

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