Un cane Andaluso

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Bunuel fu tra i primi a utilizzare l'irrazionale non per creare comicità, bensì per spiegare l'animo umano e soprattutto l'influenza di fattori esterni sulla mentalità borghese. Il borghese è trattato come un essere umano, quindi come un entità dotata di certi istinti e certi bisogni, ma la sua mentalità è condizionata dalla società e in particolare dalla Chiesa (concetto rappresentato dalla scena in cui l'uomo non può dare sfogo al suo impulso sessuale poiché legato a un asino, un pianoforte e a dei preti).
L'uomo, secondo questa concezione, nello svolgersi della trama ha a che fare con un alter-ego che elimina tutte le cose della sua vita precedente e lo punisce.

E' anche dato spessore  al  ruolo del regista, il quale apre gli occhi allo spettatore, permettendogli di entrare in un mondo con un linguaggio diverso, quello delle immagini, mentre le didascalie stanno ad indicare uno stato perenne della situazione. Immagini simboliche come le formiche che escono dalla mano  derivano dalla collaborazione tra Bunuel e Salvador Dalì, il quale dichiarò che si trattasse di un suo sogno. Infatti, secondo i due principali responsabili del film, tutte le possibili interpretazioni sono inaccettabili, ritenendo il prodotto solamente onirico e comprensibile con la psicanalisi.

 

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