Van Gogh rivive grazie al cinema

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TRAMA VAN GOGH - SULLA SOGLIA DELL'ETERNITÀ:

Dopo oltre vent'anni dall'uscita del film su Basquiat, il regista Julian Schnabel torna a raccontare la grande arte, questa volta portando sul grande schermo con Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità gli ultimi e tormentati anni di Vincent Van Gogh. Un ritratto dell'irrequieto pittore olandese - qui interpretato da un sorprendete Willem Dafoe - dal burrascoso rapporto con Gauguin (Oscar Isaac) nel 1988 fino al colpo di pistola che gli ha tolto la vita a soli 37 anni. Un frangente di vita frenetico quello preso in considerazione, che ha portato a momenti molto produttivi e alla conseguente creazione di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte e che tutt'oggi continuano a incantare il mondo intero.

PANORAMICA SU VAN GOGH - SULLA SOGLIA DELL'ETERNITÀ:

Più che un film biografico tradizionale, Schnabel voleva cercare di mostrare dall'interno lo stato d'animo dell'artista nel momento della creazione dell'opera, la fatica fisica e la dedizione assoluta che caratterizzano la vita di un pittore. E il ritratto di Van Gogh presentato nel film è più legato alle reazioni emotive di Schnabel alle sue opere che non a quanto è stato scritto su di lui.

Tutto è nato quando Schnabel era a Parigi e ha visitato una mostra intitolata "Van Gogh/Artaud: Il suicidato della società" assieme all'amico Jean-Claude Carrière. E parlando tra loro, passeggiando davanti ai quaranta dipinti di Van Gogh della mostra, i due hanno avuto l'idea del film.

Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità si concentra infatti nel periodo più intenso e travagliato della vita dell'artista, quello che va da quando, nel 1888, a 35 anni, si trasferì ad Arles, in Provenza, fino alla morte avvenuta in circostanze ancora poco chiare il 27 luglio 1890 a Auvers-sur-Oise.
In mezzo, opere come " La casa gialla", "Quattordici girasoli in un vaso", "Autoritratto con orecchio bendato", "Notte stellata" e " La chiesa di Auvers", oltre all'amicizia e le liti con Gauguin, la mutilazione dell'orecchio, i ricoveri in manicomio e l'inizio di un successo troppo tardivo.

CRITICA DI VAN GOGH - SULLA SOGLIA DELL'ETERNITÀ:

Più che la biografia e i fatti, è la forma a interessare Schnabel, l’intensità febbrile del gesto artistico, il tratto nervoso e tendente all’astratto della pennellata, la visione del mondo e della realtà di un genio tormentato. Cerca di restituire col cinema quella mente e quella pittura, e ci riesce, rimanendo però in superficie. Il suo film non riesce a catturare l'essenza profonda dell'uomo e dell'artista, e finisce col risultare vagamente manierista.

 

https://www.comingsoon.it/film/van-gogh-sulla-soglia-dell-eternita/55078/scheda/

 

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