Il Tributo di Masaccio

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IL PAGAMENTO DEL TRIBUTO

È un affresco che si colloca nella parete in alto a sinistra della Cappella Brancacci a Firenze. Quest’ultima eseguita da Masolino e Masaccio intorno al 1424 per la Chiesa di Santa Maria del Carmine. Successivamente ultimata tra il 1484 e il 1485 da Filippino Lippi.

Opera di rilevante importanza, simboleggia la sintesi del Primo Rinascimento. Brancacci stesso volle un ciclo di affreschi che rappresentassero la vita di San Pietro, e il percorso che l’uomo debba compiere per giungere alla salvezza.

Il Tributo, eseguito da Masaccio nel 1426, di dimensioni 250x600 cm, illustra un episodio del Vangelo di Matteo. Nel quale, viene descritto l’ingresso di Cristo e gli Apostoli al tempio di Gerusalemme, nella città di Cafarnao. Il gabelliere pretende un tributo anche se Gesù è figlio del Creatore e quindi non dovrebbe pagare. Allorché incarica Pietro di gettare le reti in mare affinché possa pescare un pesce, nella cui bocca troverà una moneta d’argento per pagare la tassa.

In questo dipinto, molto particolare, vengono rappresentati 4 momenti diversi: il primo momento, al centro, corrisponde all’inizio del racconto; in secondo piano Cristo comanda a Pietro di pescare. Sulla riva, a sinistra c’è Pietro e a destra, infine, in primo piano c’è Pietro che consegna il denaro al gabelliere.

I personaggi hanno un rilievo scultoreo già visto in altre opere dello stesso pittore. Il chiaroscuro è definito dai possenti e realistici volumi dei panneggi. Masaccio ricorre a pochi colori, ma li ripete in modo da creare un effetto scenico maggiore tra primi e secondi piani.  La prospettiva ci appare unitaria connessa dai gesti delle figure. La luce la immaginiamo proveniente da destra, come se fosse una luce naturale, proveniente da una bifora della Cappella. La gestualità è ripetuta ( aspetto già trovato in Giotto ), assume valore compositivo e realistico nelle ombre.

 

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