Mio nonno Paul era il gallerista di Picasso

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Nonno Paul, gallerista di Picasso quando non era nessuno

Quadri, amicizia e denaro. Tra Parigi e New York

«Sono la nipote di un signore che si chiamava Paul Rosenberg e abitava a Parigi al 21 di rue La Boétie». Ci sono voluti oltre sessant'anni ad Anne Sinclair per tornare a casa ma lo ha fatto. E (forse non a caso) in un momento particolarmente difficile della sua vita. Perché Anne Sinclair è uno dei volti più noti e apprezzati della tv francese, direttrice editoriale del sito francese dell'Huffington Post, ma soprattutto è l'ex «futura première dame» di Francia, l'ex moglie del mancato presidente Dominique Strauss-Kahn, l'uomo che si è giocato l'Eliseo perché era stato accusato di stupro da una cameriera di un albergo di New York (salvo poi essere prosciolto), ma che resta invischiato in un giro di prostituzione a Lille e che si è autoproclamato davanti ai giudici un libertino impenitente.

Anne Sinclair, «21, rue La Boétie», Skira, pp. 184, € 18,50Anne Sinclair, «21, rue La Boétie», Skira, pp. 184, € 18,50
Eppure 21, rue La Boétie (Skira) non è un libro su quella Anne Sinclair. O almeno non solo su quella: è la storia di una bimba ormai grande che decide di fare i conti con un pezzo grandioso e doloroso di storia familiare, a cominciare dal nonno Paul Rosenberg. Chi era? Il gallerista di Picasso, l'uomo che a partire dal 1918, conquistato dal genio dell'artista spagnolo, acquistava le opere dell'amico «Pic» e le teneva lì, perché nessuno le voleva (almeno fino alla metà degli anni Venti), finanziandosi intanto con la vendita dei capolavori impressionisti acquistati dal padre, anch'egli mercante d'arte. 21 rue La Boétie è l'indirizzo della galleria Rosenberg, dal 1910 al 1939, quando la famiglia si trasferisce in Turenna prima di riparare in America per sfuggire alle persecuzioni naziste (i Rosenberg sono ebrei). Ai piani superiori del numero 21 c'era l'appartamento di famiglia di Paul Rosenberg, della moglie Margot e dei due figli Micheline e Alexandre, detto Kiki (la madre e lo zio di Anne). Sotto, la galleria: al mezzanino la pittura dell'Ottocento, Monet, Renoir, Cézanne, Van Gogh, al piano terra i suoi «amati sconosciuti», Braque e Léger, Matisse e Picasso.

Le pagine più divertenti del libro sono quelle che raccontano l'amicizia, solidamente basata sugli affari ma non solo, fra Pic e Paul, il grande funambolo del Novecento e il suo impresario. «Voglio essere ricco ma vivere come un povero», confidò una volta Picasso. E Paul lo aiutò a realizzare almeno la prima parte del suo sogno.

Ben presto i due diventano inseparabili. Paul convince Pic a trasferirsi al 23 di rue La Boétie con la moglie Olga e il figlio Paulo. «Possiamo passare da voi dopo cena? Rispondete SVP dalla finestra», scrive familiarmente Paul a Pic in un bigliettino. La bella complicità familiare durerà fino alla separazione di Picasso da Olga (mai certificata da un divorzio perché lui non voleva lasciarle la metà delle sue opere come la legge francese imponeva).

A partire dagli anni Trenta Picasso si trasferisce nella residenza di Boisgeloup, a nordest di Parigi, con Marie-Thérèse Walter, da cui avrà una figlia, Maya. E i due amici si allontanano, non solo fisicamente. Picasso flirta con i surrealisti, Rosenberg non li ama molto...

Anne Sinclair a vent’anni con Picasso nella sua casa di campagna di Notre-Dame-de-Vie a Mougins (dall’Archivio personale / Skira)Anne Sinclair a vent’anni con Picasso nella sua casa di campagna di Notre-Dame-de-Vie a Mougins (dall’Archivio personale / Skira)
Gli anni Trenta avanzano e il cielo d'Europa si fa scuro.Paul fiuta e rifiuta il nazismo con tutto se stesso. E riesce ad anticipare gli eventi, mettendo al riparo prima un po' di quadri e poi la famiglia in America, dove aprirà una nuova galleria sulla 57esima Strada, a New York, in seguito ereditata dal figlio, lo zio di Anne.

Purtroppo moltissime opere restano a Parigi e vengono sequestrate (quando non distrutte) dai nazisti. È la fine di tanti capolavori dell'arte del Novecento marchiati a fuoco come ET, «Entartete Kunst», arte degenerata.

Il 21 di rue La Boétie viene requisito dai tedeschi e diventa un famigerato centro di propaganda nazista (fra le foto rinvenute da Anne ce ne è anche una in cui due volenterosi collaborazionisti francesi scartano un voluminoso ritratto del maresciallo Pétain per appenderlo nel vestibolo della casa sui cui muri per tanti anni erano stati appesi i Van Gogh e i Picasso).

Seguono gli anni del Dopoguerra, la faticosa ripartenza, la sfibrante partita, anche con alcuni musei francesi, per riavere le opere di famiglia perdute.

Anne, nata a New York dopo la guerra, rientra con papà e mamma in Francia. Cresce nel mito del babbo eroe della resistenza (Robert Sinclair, nato Schwartz, riparato in America dopo la caduta di Parigi nel giugno del '40, scelse di «fare la sua parte» e si arruolò nella France Libre del generale de Gaulle), fatica a comprendere la scelta rinunciataria della madre, tutta famiglia e figli, e si vergogna un po' di quel suo nonno «mercante» di cose belle e rare: quasi fosse un crimine fare i soldi con la bellezza. La morte della madre la costringe a fare ordine nelle carte di famiglia e nei ricordi. E inizia a prendere forma questo suo libro, onesto e sincero.

Anne Sinclair con il nonno Paul RosenbergAnne Sinclair con il nonno Paul Rosenberg
Difficile, quasi impossibile, non pensare a come il viaggio a ritroso di Anne Sinclair nella memoria di una ricca famiglia ebrea francese si sia intrecciato con un altro doloroso percorso: la fine del suo matrimonio con Dominique Strauss-Kahn che pure con tanta determinazione e orgoglio lei aveva difeso nei giorni, nei mesi, della gogna americana.

 

Le due vicende si incrociano solo un paio di volte nel libro. Dapprima nel capitolo in cui racconta le sue vacanze felici di bambina francese degli anni Cinquanta nella bella casa dell'Upper East Side di New York dei suoi nonni. «Ci ho passato tanti di quei Natali - osserva di sfuggita Anne Sinclair - che, sino a pochissimo tempo fa, New York aveva per me un profumo inebriante». Fino a pochissimo tempo fa? Bisogna aspettare la fine del libro perché quel riferimento implicito si faccia più chiaro, forse anche nella testa dell'autrice. «Nel maggio 2011 - si legge nell'epilogo -, in circostanze dolorose, mi sono trovata costretta a vivere a New York, d'un tratto prigioniera, in qualche modo, dell'America (...). È stata dura ritrovare il piacere di percorrerne le strade». Ma, pare di capire, alla fine Anne Sinclair ce l'ha fatta. E il libro ne è la testimonianza.

Con l’ex marito Strauss-Kahn

La giornalista Anne Sinclair (New York, 1948) con l’ex marito Dominique Strauss-Kahn. Direttrice editoriale della versione francese dell’Huffington Post, Sinclair è un volto popolare della tv francese. Nel maggio 2011, quando l’allora direttore del Fmi è stato arrestato per violenza sessuale, lei lo ha difeso restandogli accanto. Quest’estate ha annunciato la separazione.

http://www.corriere.it/cultura/12_settembre_26/libri-nonno-paul-gallerista-picasso-quando-non-era-nessuno_bb9ae916-07be-11e2-9bec-802f4a925381.shtml

 

Questo articolo é stato letto: 694 volte
Joomla SEO powered by JoomSEF