Ignoranza? Ormai è vita quotidiana

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ignoranza"Che cosa ignorante!". Quante volte abbiamo sentito o detto questa frase negli ultimi due anni? Moltissime, poco ma sicuro. Carina l'idea di fare cose strane, trasgressive o fuori dalla logica. Ma a tutto dovrebbe esserci un limite. Invece, oramai, stiamo assistendo sui social ad una vera e propria divinizzazione dell'ignoranza stessa. Ovunque ormai si vedono vignette con immagini di attualità o di personaggi discutibili e controversi accompagnate da frasi che ne modificano il reale contenuto in modo da farci ridere. "Che male c'è?", si potrebbe chiedere. Il problema non è la risata in se, bensì la sua causa. Spesso, infatti, queste vignette sono apertamente offensive verso alcune persone o "politicamente scorrette". Come possiamo pensare, quindi, che tali parole e concetti siano divertenti? La risposta è semplice: l'ignoranza di cui stiamo parlando è un effetto della diffusione della vera ignoranza. Un tempo chi aveva un futuro, chi era ammirato e rispettato era l'uomo intelligente, acculturato e serio. La situazione, per qualche oscuro motivo, si è ribaltata: ragazzini dodicenni diventano proprietari di un potere mediatico enorme grazie a qualche loro pagina Instagram o Facebook, nella quale pubblicano foto "ignoranti" o in cui parlano di temi "alla moda" (quali sesso, droga, fumo, alchool). Ed eccoli lì, ragazzini che a malapena raggiungono il 6 alle medie ma che, grazie a questa loro ignoranza, diventano idoli ed esempi da imitare. È possibile che l'umanità sia caduta così in basso? Purtroppo sì. In fondo possiamo essere tutti molto bravi a parole, attaccando questi individui, ma chi ha il coraggio di affermare che non ha mai riso vedendo una di queste vignette?

 

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