Aspettando l'Ardia...

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L'Ardia di San Costantino è uno degli eventi tradizionali più importanti di tutta la Sardegna; si svolge fra la sera del 6 luglio e l'alba del giorno successivo nell'omonimo santuario situato poco lontano da Sedilo.

 

Chi partecipa a questa corsa folkloristica viene iscritto in un registro segreto redatto dal parroco locale, che ha il compito di eleggere sa prima pandela, nominato nel corso della Festa di Sant’Antonio il 16 gennaio: l’eletto sceglie a sua volta i due cavalieri al seguito e il loro entourage. La lista dei partecipanti viene resa nota il 15 maggio durante la Festa di Sant’Isidoro.

 

Il 29 giugno si tiene l’allenamento dei tre capicorsa mentre gli altri cavalieri si uniscono solo il 30 giugno.

 

 

L'evento vero e proprio  inizia con la consegna di "Sas pandelas", ovvero i vessilli, e de "Sas iscortas", cioè le scorte, che sono robusti vessilli rossi utilizzati dalle scorte per proteggere "Sas pandelas" dai  tentativi di sorpasso da parte degli altri cavalieri. Le quattro scorte come le due "Pandeleddas" sono nominate dal capocorsa chiamato "Sa pandela madzore" in base a rapporti di amicizia, di parentela e soprattutto considerando l'abilità dei cavalieri. Le scorte rappresentano simbolicamente Costantino e il suo esercito, mentre il resto dei cavalieri impersona i soldati di Massenzio.

 

Terminata la consegna, il corteo di cavalli accompagnato dal sindaco, dal parroco e dai fucilieri, che hanno il compito di sottolineare i momenti salienti dell'Ardia, percorre la via principale del paese per arrivare fino alla prima tappa, rappresentata dall'incrocio con la stradina che conduce al Santuario. In questo luogo,  chiamato "Su fronte mannu", è eretta una croce in pietra e recentemente è stata innalzata una statua in onore del Santo.

 

Dopo un momento di preghiera sottolineato dai colpi a salve esplosi dai fucilieri, la processione prosegue per la stradina in discesa che porterà i protagonisti nel luogo più sacro ai sedilesi.

 

La tappa successiva è rappresentata da una collina in prossimità del Santuario chiamato "Su frontigheddu"; il sindaco e il parroco scendono da questa ripida collina per entrare nel santuario al fine di raggiungere la chiesa mentre le scorte cercano di tenere a distanza i cavalieri dal capocorsa e dalle altre due "Pandelas". Contemporaneamente i cavalieri cercano di forzare "lo sbarramento" creato dalle scorte e di avvicinarsi il più possibile ai tre alfieri mentre il capocorsa aspetta il momento più propizio per iniziare a sorpresa la corsa. Appena percepiscono il giusto livello di disattenzione da parte degli altri,  i tre cavalieri scendono a tutta velocità sui loro cavalli l'impervia collina fino a raggiungere una una stretta curva al termine della quale si trova l'arco di Costantino che segna l'ingresso al santuario; questo punto è molto pericoloso poiché possono passare solo pochi cavalieri per volta.

 

Superato questo arco i cavalli e i cavalieri devono affrontare la ripida salita che conduce alla Chiesa dietro la quale si osserva un momento di raccoglimento per pregare. Successivamente si iniziano i 7 giri intorno alla chiesa, che la "Pandela madzore" può decidere di aumentare o diminuire per mantenere sempre il fattore sorpresa tipico della corsa. Al termine dei giri i cavalieri percorrono al galoppo una ripida discesa affrontando una pericolosissima curva di 90 gradi per raggiungere "Sa muredda",un  recinto in pietra al centro del quale è fissata una croce. Anche qui, dopo un momento di preghiera, vengono compiuti tre giri in senso orario ed uno in senso inverso per poi ripercorrere lo stesso tragitto e raggiungere nuovamente la chiesa terminando così la corsa che si ripeterà all'alba dell'indomani.

 

Alcuni studiosi ritengono che questo evento sia un  atto religioso dovuto all'imperatore Costantino Magno, che per commemorare la sua vittoria sul ponte Milvio contro Massenzio e l'editto del 313 d.C. con cui diede libertà di culto ai cristiani. Altri, invece, ipotizzano un'origine molto più antica collocando la nascita della corsa nel periodo nuragico.

 

La chiesa attorno alla quale si svolge l'Ardia risale al 1789 ed è composta da una navata centrale con un ingresso principale e due laterali; di fronte ad essa vi è un terrapieno che viene chiamato "Su forte". Gli ex-voto, affissi alle pareti dopo essere stati donati al Santo per le grazie ricevute, sono davvero numerosi e colpiscono subito chiunque varchi la soglia dell'edificio.

 

Accanto a questo edificio sono state rinvenute tracce di una pavimentazione che potrebbe appartenere ad un'antica chiesa costruita in onore della Madonna chiamata "Sa Madonna 'e Nordai" che prende il nome dalla zona in cui il santuario è ubicato, cioè "Nordai" dove sorgeva l'antico villaggio di "Busurtei".  Alle spalle della chiesa ci sono delle piccole casette, chiamate in dialetto"Sos muristenes", adibite all'alloggio dei pellegrini che da Bono arrivano a piedi la notte del 4 luglio. A valle c'è una fontana la cui acqua arriva alla chiesa attraverso condutture sotterranee. Davanti ai loggiati trovano posto le bancarelle che vendono dolci tipici, prodotti artigianali, libri di poesie in lingua sarda, giocattoli e ambulanti che permettono di assaporare arrosti di carne e di pesce i cui profumi, assieme alle note dei balli folcloristici, avvolgono il santuario in questi giorni di festa.

 

 

Bibliografia: http://m.sarabu.it/42_503.phphttps://www.google.com/amp/s/www.ilturista.info/amp/blog/1556-La_S_Ardia_di_San_Costantino_a_Sedilo/https://www.google.com/amp/s/www.ilturista.info/amp/blog/1556-La_S_Ardia_di_San_Costantino_a_Sedilo/

 

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