Steve McCurry. Animals.

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Al-Ahmadi, Kuwait, 1991E' stata prorogata fino al 14 aprile la mostra Animals, di Steve McCurry, che espone 60 scatti del geniale fotografo statunitense sul tema degli animali e del loro rapporto con gli uomini ed apre MUDEC Photo, il nuovo spazio espositivo del Museo delle Culture dedicato alla fotografia d’autore. L’esposizione è curata da Biba Giacchetti, che da anni lavora al fianco di McCurry e cura le sue mostre fotografiche, alle cui parole è affidata la presentazione dell’evento:

Il progetto Animals ha inizio nel 1992, quando il fotografo Steve McCurry documenta il disastroso impatto ambientale prodotto dalla guerra nel Golfo. In quella occasione, McCurry cattura alcune delle sue immagini più iconiche, come i cammelli che attraversano i pozzi di petrolio in fiamme e gli uccelli migratori interamente cosparsi di petrolio. Questo lavoro gli varrà un prestigioso World Press Photo Award.

McCurry ha sempre focalizzato i propri progetti sui soggetti più vulnerabili, come la condizione dei bambini e dei civili nelle zone di guerra. Ha inoltre documentato le etnie in via di estinzione e gli effetti delle catastrofi naturali. Durante tutta la sua carriera ha fotografato animali, guardando a loro con empatia.

Per la première di Animals ci siamo addentrati nello sterminato archivio del fotografo per selezionare una raccolta di immagini di animali.

I visitatori sono liberi di esplorare la mostra a loro piacimento, e al tempo stesso si è delineata un’invisibile mappa su tre registri emozionali, alternando immagini più tese ad altre più lievi, più positive. Ci sono immagini dure, quando la natura scatena la propria forza e modifica per sempre le condizioni di un territorio. Altre sono immagini di animali che raccontano storie di umana sopravvivenza. Ci sono anche, comunque, molte piccole storie simpatiche poetiche o ironiche, come i ritratti di animali orgogliosamente in posa a fianco dei loro padroni. Tra queste, un cane tinto di rosa a Hollywood, un serpente indossato come una collana in un supermercato americano, una ragazza con due topolini intorno al collo.

McCurry ci guida in un viaggio globale alla scoperta della contiguità tra noi e il mondo animale mettendo in luce legami emotivi, oltre che le conseguenze del coinvolgimento dell’uomo nell’ambiente naturale. Sebbene le sue immagini siano senza tempo, egli sembra provare nostalgia per un mondo in continua e pericolosa trasformazione che lui può solo documentare.

Animals ci invita a riflettere sul fatto che non siamo soli in questo mondo, in mezzo a tutte le creature viventi attorno a noi. Ma soprattutto lascia ai visitatori un messaggio: ossia che, sebbene esseri umani e animali condividano la medesima terra, solo noi umani abbiamo il potere necessario per difendere e salvare il pianeta.”

La mostra comincia con la presentazione della curatrice e si sviluppa poi in un’unica sala con dei divisori, in cui lo spettatore può muoversi come preferisce, creando il proprio percorso personale. La mostra alterna immagini drammatiche ad altre più spensierate, tutte accomunate da una grande potenza espressiva. Ogni foto di Steve McCurry racconta una storia: i suoi scatti non sono soltanto belli, ma intensi, emozionanti, coinvolgenti. Ogni immagine cattura lo spettatore e gli permette di entrare nella dimensione che il fotografo ha voluto rappresentare. La figura umana è quasi sempre centrale nelle sue foto e stabilisce un legame forte con chi guarda, spesso attraverso occhi e sguardi profondi. Non serve essere esperti di fotografia per cogliere la perfezione tecnica ed il significato delle immagini, la cui interpretazione è diversa a seconda della percezione di ognuno. Una mostra che vale la pena vedere: c’è tempo ancora fino al 14 di aprile.


Foto: Steve McCurry, Cammelli vicino ai pozzi di petrolio in fiamme. Al-Ahmadi, Kuwait, 1991. Photographs Copyright: © 2019, Steve McCurry

 

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