Allarme anoressia già a 7 anni

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 

Giornata Lilla: «Anche i maschi arrivano all’anoressia»

Annalisa Rimassa

L’opera “32 kilos” di Ivonne Thein, contro la privazione di cibo. A Genova il convegno “Mi nutro di vita”
L’opera “32 kilos” di Ivonne Thein, contro la privazione di cibo. A Genova il convegno “Mi nutro di vita”

Genova - «Perché ho le cosce così grosse?», Paola, 8 anni d’età; «Guardando nello specchio ho visto mio figlio che di nascosto buttava via un biscotto che gli avevo dato. Da lì ho capito che qualcosa non andava». Luisa, 40 anni, mamma di un adolescente. Sono due voci che coraggiosamente escono dal folto gruppo di famiglie colpite da disturbo alimentare: anoressia, il rifiuto del cibo, bulimia ovvero l’accaparrarsi cibo senza regole, e il disturbo alimentare generico, tutti accompagnati da ansia, depressione ed ossessioni.

Malattia sempre più maschile

Una malattia, quella legata al cibo sempre troppo poco o in smisurata dose, che sta dilagando anche tra i maschi e a partire dai 10 anni d’età, e a cui Genova dedica un’intera giornata:domenica 15 marzo dalle 15.30, al museo di Sant’ Agostino, piazza Sarzano 85r, l’associazione Mi nutro di vita con Consult@noi e AICS e Regione Liguria, avvierà dibattiti e confronti. Il tutto si inserisce nella IV Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro il fenomeno dei disturbi legati alla nutrizione. E violetta sarà l’acqua della fontana di De Ferrari.

Ne hanno bisogno di raduni ed informazione le famiglie italiane. E lo dice con tono accorato Concetta De Salvo, direttrice sanitaria “Casa della salute” Brusson (Aosta) che da oltre vent’anni segue ragazzi ammalati e le loro famiglie: «Nulla si può fare senza anche coinvolgere un terapeuta famigliare - anticipa. E nel caso qualcuno chieda se il disturbo alimentare è erede diretto della tv delle veline o delle passerelle di moda, De Salvo nega. Sostiene che il problema è più ampio: «Ora si contano tanti ragazzi. Perché? Il loro mito negativo sono certe palestre. Qui - è l’allarme - vanno a farsi i muscoli, sognano un fisico con la tartaruga al posto dell’addome mediterraneo e qui possono trovare personal trainer che «consigliano, vendono integratori che sono in realtà sostanze dannose. Bisogna anche stare attenti a internet: qua si comprano falsi integratori per calare di peso. E qua blog e siti reclutano certi giovanissimi a mantenere la malattia».

 

Un fenomeno trasversale per un disagio antico

Certo, non tutte sono “cattive” palestre. Ci sono pure le brutte informazioni, traumi e carenze di autostima ad innescare un disturbo ampio e multiforme. Ma i dati di questi tempi suggeriscono il cambiamento: si conta 1 maschio ammalato su 9,10 ragazze, per i giovani il disturbo non è ancora «riconosciuto come quadro clinico», è ancora De Salvo, e l’obesità viene tratta solo nell’aspetti clinici, di malattia fisica per intenderci. Ed invece, sta aumentando il disagio tra i maschi: «Ho ricoverati che vanno dai 28 ai 240 chili. E maschi».

Nel frullatore quotidiano che è la vita dei genitori lavoratori, è ovvio chiedersi se con mamma e papà a casa il dramma si potrebbe evitare. Ed invece, il fenomeno è traversale non conosce limiti socio-culturali o di età, si può diventare anoressici in una famiglia di genitori felici o separati, colti o di media ignoranza, con uno o più figli. E allora? «Bisogna nella delicata fase di pre e adolescenza, osservare ragazzi e ragazze. - dice la terapeuta - certi i genitori si accorgono degli acquisti on line perché vengono usate carte post pay e bancomat. Capiscono che il figlio è diventato improvvisamente irritabile anche se non ancora sotto peso». Una malattia nuova ? No,ribatte De salvo, se nel 1873 parla di problema famigliare lo studioso Ernest-Charles Lasègue (1816-1883). E tante giovani donne, nella storia definite “sante” si privavano del cibo per purificarsi : Giovanna d’Arco, osserva De Salvo, ne era un esempio.

Osservare i figli

Il caso più subdolo è quello il figlio normopeso ma che vomita, prende diuretici e lassativi e anche se non diabetico, può usare antidiabetici. Insomma che maschera. Insomma, sono molto abili in giovani a tenere in vita la loro malattia, il che esige una stretta vicinanza tra loro e gli adulti: per sapere se fanno colazione, pranzano, se hanno regolarità nel sonno e nei pasti, ovvero nella giornata. Il ritmo dà sicurezza, «ci si sente accolti. Mai poi dire ad un figlio che ha problemi, “fai finta di nulla e vai avanti” semmai “affrontiamo insieme le cose”, sviluppiamo così empatia». Ciò vale per tutte le dipendenze: il senso di vuoto la mancanza di autostima consiglia De Salvo, non verranno compensati da oggetti che sono freddi «ma con il calore umano».

Non a caso, allora domenica a Genova, il convegno chiamerà anche Emilia Marasco, docente di scrittura creativa all’Accademia Ligustica, sensibilità particolare di madre e insegnante, Ilaria Caprioglio, scrittrice e vice-presidente associazione “Mi nutro di vita”, Rosanna Piturru, giornalista Mediaset. Nel corso dell’evento si svolgerà la premiazione dei vincitori del concorso letterario nazionale “Mi nutro di parole” promosso dall’associazione “Mi nutro di vita” Per info: www.minutrodivita.it e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

L’associazione, come spesso accade nasce da una tragedia: ricorda la figura di Giulia, morta di anoressia a 17 anni. E gli altri? A che cosa vanno incontro? Fermo restando una solida e cura multi disciplinare (che affronti alimentazione, problemi della famiglia e psichici) uscire dalla malattia è possibile: il 35 % guarisce in 3 anni, 35 % in 6, gli altri sviluppano la fase cronica e arrivano alla morte.

Guarire

Che fare? Prima si agisce meglio. Prima, quindi, di rivolgersi per anni a specialisti o centri non adatti che non affrontano il problema da più lati: uno solo di esperti, non è sufficiente, suona il messaggio di De Salvo a famiglie, scuole e mondo sanitario. Il tutto serve ad evitare di perdere il controllo sulla dieta, termine da abolire secondo De Salvo che andrebbe sostituito con “alimentazione regolare”, quale un vestito tagliato a misura sulla persona.

Oggi, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità le patologie di tipo anoressico e bulimico rappresentano tra le teenager la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Ogni anno, infatti, 10 mila persone entrano in un tunnel fatto di bugie e fame, di sotterfugi che le famiglie difficilmente sanno intercettare, fanno sapere ancora da “Mi Nutro di vita”. Per questo, parlarne - sottolinea la terapeuta - è la prima cura.

© Riproduzione riservata

http://www.ilsecoloxix.it/p/magazine/2015/03/13/AR85V0nD-giornata_anoressia_arrivano.shtml

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Questo articolo é stato letto: 635 volte

Leggi anche:

Choose your language!
Arabic Chinese_simplified English French German Japanese Portuguese Russian Turkish
Social

Facebook Wstoriadellarte

Twitter @wstoriadellarte

Instagram @wstoriadellarte_

Youtube wsavonainarte

http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/youtube-banner-video.png
Lezioni digitali
http://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/1 rin.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/assss.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/goo.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/i soll.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/immmm.jpghttp://www.wstoriadellarte.eu/new/images/immagini_plugin_flash/or.jpg
Utenti online
 169 visitatori online

Con il patrocinio

della Delegazione di Savona

Sito del FAI di Savona

Ora siamo anche su Youtube!

 

Iscriviti al canale dedicato ai beni culturali

del territorio savonese!


Storia dell'Arte.eu è segnalato da:
 Il Blog dell'Arte