Anche la Modernità ha bisogno di restauro

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Torino, nasce il primo centro di restauro per le "opere d'arte a quattro ruote"

Torino, nasce il primo centro di restauro per le

Inaugurato al Museo dell'Automobile, curerà il restyling delle preziose vetture d'epoca con l'aiuto della Mario Levi spa e della Pininfarina

di MARINA PAGLIERI

Le auto storiche come opere d’arte. Si è inaugurato a Torino il Centro di Restauro del Museo dell’Automobile, il primo polo specializzato nel recupero delle vetture d’epoca. Arriva in porto un progetto avviato nel 2014, quando nel museo di corso Unità d’Italia si è aperto l’Open Garage, lo spazio di oltre 2 mila mq che custodisce, esponendoli anche al pubblico (il sabato mattina da gennaio), i 70 gioielli delle raccolte già nei depositi.

Sono proprio quelli su cui si interverrà, a partire da una delle prime auto-mobili della storia, la cosiddetta “Carrozza di Bordino”. Costruita nell’Arsenale militare di Torino dall’ufficiale del Genio Virginio Bordino, che trasformò una vettura a cavalli applicando sotto la scocca un motore a vapore di 2 cilindri, sarà la prima ad essere oggetto di una “rémise en forme” fatta con tutti i crismi: perché anche per le auto, come per i dipinti e le sculture, si dovranno seguire i protocolli riconosciuti dal Mibact. Un’auto storica, se di qualità, dopo 70 anni viene considerata infatti un bene culturale e vincolata, tanto quanto un paesaggio del Settecento o una scultura neoclassica.

Con  l’apertura del Centro di restauro dell’automobile — spiega il presidente del Mauto Benedetto Camerana — avviamo un percorso formativo che risponde al quadro attuale, generato dalla crescita del valore dell’automobile d’epoca come testimonianza storica fondamentale per la conoscenza della cultura del Novecento». I responsabili del museo in questi due anni sono andati a scuola al Centro di Venaria, con cui si è firmata una convenzione e che ora collabora al progetto, anche attraverso workshop e percorsi di ricerca. E hanno monitorato tutti i mezzi conservati nel Garage — pezzi unici, creati in una fase ancora preindustriale, tra il 1856 e gli anni Trenta — creando una banca dati e stabilendo le priorità degli interventi. Dopo la Carrozza di Bordino, toccherà alla Monterosa 1400 Fiat, la più disastrata, che farà da palestra per i restauratori, si passerà poi alla Georges Richard Modello 3 ½ Hp del 1900, a un solo cilindro, e quindi alla Peugeot Modello Agi e alla Fiat 16/20 Hp, entrambe del 1903.

 

«Al centro del Garage abbiamo creato un box per gli interventi sui motori e sulle pelli e i tessuti dei sedili, altri lavori verranno eseguiti all’esterno, secondo una rete di relazioni create dal museo» dice il direttore Rodolfo Gaffino Rossi. Così, se la “selleria” sarà all’interno, con la collaborazione dell’azienda Mario Levi spa (al fondatore Mario Levi Gattinara verrà intitolato stasera il laboratorio di restauro), per la riverniciatura si utilizzerà la “cabina” e l’assistenza del Centro Stile Pininfarina, mentre per la carrozzeria sarà all’opera l’Atelier Toppino di Piobesi d’Alba. «Per avviare il Centro abbiamo avuto un primo finanziamento di Fca, per il resto c’è una rete di aziende che lavora con noi — continua Gaffino — Del progetto si è interessato in particolare il presidente dell’Aci Torino Piergiorgio Re, che ha coinvolto l’associazione a livello nazionale, siamo in contatto anche con importanti realtà francesi. Vogliamo crescere e diventare un punto di riferimento europeo, per diffondere le regole del restauro nel settore».

http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/11/11/news/torino_nasce_il_primo_centro_di_restauro_per_le_opere_d_arte_a_quattro_ruote_-151801392/

 

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