Il mistero della Battaglia di Anghiari

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Il mistero della battaglia di Anghiari

I due geni del Rinascimento, Leonardo e Michelangelo, si trovarono nell’ aprile del 1503 a 

scontrarsi sul terreno della pittura: infatti entrambi ricevettero l’ incarico, dal gonfaloniere Pier 

Soderini, di affrescare due grandi pareti una accanto all’ altra nel salone del consiglio comunale a 

Palazzo Vecchio. 

Dovevano realizzare una battaglia: Leonardo quella di Anghiari e Michelangelo quella di Cascina. 

Leonardo decise di utilizzare una diversa tecnica, per dare maggior resistenza e lucentezza ai colori, 

la cosiddetta tecnica dell’ encausto, già descritta da Plinio il Vecchio e utilizzata anche per gli 

affreschi nelle ville romane di Pompei. 

L’ encausto richiede una fonte di calore molto forte per fissare i colori mescolati alla cera sulla 

parete, ma su un’ opera di quelle dimensioni era molto difficile da utilizzare perché era necessario 

accendere degli enormi bracieri a poca distanza dal dipinto in modo da asciugare rapidamente la 

parete del dipinto. Leonardo ci provò, ma i bracieri furono accesi solo in corrispondenza della parte 

inferiore, e così i colori posti più in alto si sciolsero e colarono. 

Il biografo Anonimo Gaddiano (Cod. Magliab. XVII, 17, Biblioteca Nazionale di Firenze) scrisse: 

<< […] la prima volta lo provò in uno quadro nella sala del Papa […], et davanti a esso accese un 

gran fuoco, dove per il gran calore rasciugò et secchò: et di poi la volse mettere in opera nella Sala 

dove giù basso il fuoco agiunse et seccholla: ma lassù non vi aggiunse il calore et colò. >>

 

 

 

Nonostante i disastri l’ opera era stata in gran parte completata, e quindi, malgrado i danni, questa 

“Battaglia di Anghiari” rimase esposta a Palazzo Vecchio per diversi anni, almeno fino al 1549; 

molti la videro e molti la riprodussero anche, e tra questi Rubens, che ne ricopiò la parte centrale. 

Lo stesso Vasari probabilmente utilizzò come spunto l’ affresco di Leonardo per le sue successive 

decorazioni nella stessa sala, volute da Cosimo I de Medici, come ad esempio la lotta dei tre cavalli 

incrociati nella “Sconfitta dei pisani a San Vincenzo”. 

 

600px-warning.svg Per un ulteriore approfondimento sull 'opera di Leonardo si segnala la lezione digitale scaricabile da quasto sito in corrispondenza del terzo corso.

 

 

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