Rischio impatto asteroidi: anche l'Ue interviene

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Anche l'Ue partecipa alla protezione dagli asteroidi

NeoShield: progetti in prospettiva contro il pericolo di impatto di Apophis il 13 aprile 2036. La commissione europea ha staziato 4 milioni di euro

(da Nasa)

MILANO - Contro gli asteroidi pericolosi per la Terra scende in campo anche l’Unione Europea. La Commissione di Bruxelles ha infatti stanziato una somma di 4 milioni di euro per uno studio della durata di tre anni e mezzo e battezzato NeoShield. La settimana scorsa il gruppo di tredici scienziati di vari Paesi che coordinano l’operazione si è riunito a Berlino per discutere in contenuti. Lo scopo è analizzare tre tipi di intervento per deviare la traiettoria del corpo celeste evitando che cada sul nostro pianeta.

TRE METODI - Il primo metodo considerato è l’invio di una sonda spaziale da far schiantare sull’asteroide o sulla cometa: l’impatto provocherebbe uno spostamento. In tale direzione era orientato anche lo studio dell’Esa «Don Chisciotte» elaborato da qualche anno. Il secondo metodo è noto come «trattore gravitazionale». La sonda si avvicinerebbe e la forza gravitazionale espressa dalla sua massa attirerebbe il corpo celeste deviandone la corsa. In questo caso i tempi sono lunghi; per ottenere effetti utili sarebbero necessari persino alcuni anni date le deboli forze in gioco. Il terzo metodo all’esame è quello più contestato e il meno accettato perché immagina di far esplodere sull’asteroide o nelle vicinanze un ordigno nucleare che lo annienti. I soli problemi del lancio fanno venire i brividi, anche se ci sono pronti nei silos di tutte le superpotenze centinaia di missili già caricati con armi nucleari.

OTTOMILA CORPI CELESTI - Tutte e tre le ipotesi sono già ampiamente analizzate da qualche anno sia negli Stati Uniti (se ne occupa persino il Pentagono) che in Russiae quindi sarà interessante vedere che cosa di nuovo propongono i ricercatori europei. Gli interessi sono concentrati in prospettiva verso un intervento sull’asteroide Apophis che incrocerà l’orbita terrestre il 13 aprile 2036. Ma al di là di questo obiettivo, il problema esiste più in generale perché finora gli asteroidi censiti che si avvicinano alla Terra sono 8.550 mentre quelli superiori al chilometro di diametro sono 840. Ma bisogna tener conto che talvolta si scoprono all’improvviso corpi vicini prima sconosciuti e sfuggiti a ogni osservazione. È accaduto anche la settimana scorsa e il piccolo asteroide è transitato a 60 mila chilometri da noi, quindi ben al di sotto dell’orbita lunare. Quindi che sia necessario fare qualcosa è fuor di dubbio.

Fonte: il Corriere della Sera

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_gennaio_30/ue-protezione-asteroidi-caprara_2f2c7c88-4b58-11e1-8fad-efe86d39926f.shtml

 

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